Trump annuncia un'indagine daziaria contro l'UE dopo la multa a Google
Washington, 24 luglio 2026
Daniel Torok / Wikimedia Commons / Public domain
Summary
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una nuova indagine daziaria contro l'Unione Europea in seguito a una sanzione antitrust della Commissione UE a Google. Ha motivato la decisione sulla sua piattaforma Truth Social con l'accusa che l'UE "saccheggia" le aziende americane.
Washington, 24 luglio 2026
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un'indagine daziaria contro l'Unione Europea e prospettato dazi ingenti, a un giorno di distanza dall'irrogazione da parte della Commissione UE di una multa di 890 milioni di euro nei confronti della casa madre di Google, Alphabet.
Contesto: la multa a Google
Venerdì Trump ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che l'UE "pagherà un prezzo molto alto" per questo comportamento. Ha inoltre annunciato che verrà avviata un'indagine per esaminare più da vicino quella che ha definito una "truffa ai danni delle aziende americane e quindi dei contribuenti americani". Nel concreto, agli europei "sarà imposto un dazio considerevole il prima possibile", ha aggiunto Trump.
Il contesto è una decisione della Commissione UE di giovedì, che ha inflitto a Google una multa di 890 milioni di euro. L'autorità di Bruxelles accusa il gruppo statunitense di aver posizionato in modo più prominente, nella sezione Google Search, i propri servizi rispetto a servizi di confronto indipendenti come Expedia o Idealo. La Commissione ha parlato di una violazione del diritto della concorrenza dell'Unione Europea. L'importo della multa corrisponde a circa un miliardo di dollari USA.
La Section 301 come base giuridica
Trump si appella, stando a quanto da lui stesso dichiarato, al Paragrafo 301 della legge commerciale statunitense del 1974. Tale paragrafo consente al governo USA di intervenire – ad esempio applicando dazi – in caso di pratiche commerciali comprovatamente "ingiustificate, inappropriate o discriminatorie". Si tratta dello stesso strumento con cui Trump ha recentemente imposto dazi a circa 60 partner commerciali, tra cui anche l'UE. Con questa mossa il Presidente intende ricostruire la propria barriera daziaria, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva dichiarato illegittimi i dazi precedenti introdotti con un diverso procedimento.
Politici di Bruxelles hanno definito assurda l'accusa di Trump secondo cui l'UE starebbe "saccheggiando" le aziende americane. Hanno sottolineato che la Commissione UE agisce come autorità antitrust indipendente in base al diritto europeo. Da ambienti UE si è fatto sapere che non ci si lascerà mettere sotto pressione dalle minacce politiche provenienti da Washington. Un portavoce della Commissione ha dichiarato, testualmente, che la multa è il risultato di un "esame giuridico approfondito".
Reazioni da Bruxelles e Berlino
Nel suo post originale in lingua inglese su Truth Social, Trump ha scritto: "The penalties will be entirely reversed and, we anticipate, a substantial TARIFF to be placed on them at the earliest possible moment." Ha così collegato la minaccia alla richiesta di ritirare completamente la multa contro Google. Ha inoltre annunciato che il governo USA avvierà un'indagine "into the practice of 'ROBBING' American Companies and, in turn, the American Taxpayer".
Lo scontro si inserisce in una fase di rapporti commerciali transatlantici tesi. Già giovedì Trump aveva imposto dazi di almeno il dieci per cento sui prodotti provenienti da circa 60 partner commerciali, tra cui anche l'UE. Questa decisione era stata motivata, tra l'altro, con l'obiettivo di limitare i beni prodotti con lavoro forzato. In precedenza l'UE, nel corso di negoziati con Washington, aveva ottenuto in cambio di concessioni significative la garanzia che i dazi sui propri prodotti non avrebbero superato il 15 per cento.
Contesto politico e precedenti
Osservatori a Berlino interpretano l'iniziativa come un'escalation. Il corrispondente della ZDF Ulf Röller ha detto che vi è la preoccupazione che il Presidente USA Trump "replichi con un contrattacco". Anche Karen Grass, esperta di economia della WDR, aveva evidenziato in un'analisi che l'UE doveva aspettarsi una reazione da parte di Trump. "Multa lieve per Google: l'UE si tira indietro?" era il titolo del suo contributo, con un chiaro riferimento all'importo relativamente moderato della sanzione rispetto alle multe miliardarie inflitte in passato a Google.
La Commissione UE aveva già inflitto in passato diverse multe elevate a Google. Nel caso attuale, tuttavia, non si tratta – come nei procedimenti antitrust precedenti – del sistema operativo Android o del motore di ricerca in sé, bensì del posizionamento di servizi propri all'interno dei risultati di ricerca di Google. Portali di confronto come Expedia, Idealo e altri operatori avevano denunciato che i loro risultati venivano retrocessi a favore dei prodotti interni di Google. La Commissione vi ravvisa una preferenza illegittima e una violazione della concorrenza leale nel mercato interno digitale.
Accanto a Google, la Commissione UE aveva inflitto all'inizio della stessa settimana anche una multa di 550 milioni di euro al commerciante online Aliexpress. I due procedimenti messi insieme illustrano la linea delle autorità antitrust di Bruxelles, intenzionate a perseguire con determinazione il potere di mercato dei grandi colossi digitali provenienti da USA e Asia. Gli addetti ai lavori lo interpretano come un segnale che l'UE intende proseguire la propria agenda di regolamentazione digitale indipendentemente dalle pressioni politiche di Washington.
Conseguenze economiche e rischi
Trump aveva definito l'azione della Commissione UE "illegale" e "non etica". Ha accusato l'autorità di danneggiare deliberatamente le aziende americane e, con esse, i contribuenti americani. Con il ricorso alla Section 301 sceglie uno strumento che a livello internazionale viene criticato come unilaterale e spesso come protezionistico. L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) consente tali misure solo a condizioni rigorose e dopo una procedura di risoluzione delle controversie regolamentata.
Da Washington si è appreso che l'indagine formale sarà coordinata dal rappresentante per il Commercio Jamieson Greer. Egli dovrà verificare se l'UE, con la sua politica della concorrenza e in particolare con la multa ad Alphabet, abbia violato gli obblighi commerciali nei confronti degli USA. Se l'indagine dovesse confermare questo sospetto, potrebbero essere imposti dazi retaliatori sui prodotti europei. Gli addetti ai lavori si aspettano in particolare oneri più elevati su macchinari, automobili, prodotti chimici e generi alimentari.
Il governo federale di Berlino ha reagito con cautela. In ambienti governativi si è fatto sapere che si segue l'evoluzione con attenzione e si è in stretto contatto con la Commissione UE. Si continua a puntare sul dialogo e su una soluzione nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio. Le associazioni di categoria hanno messo in guardia dalle conseguenze di ulteriori dazi, richiamando la forte dipendenza delle esportazioni tedesche dal mercato statunitense, in particolare nell'industria automobilistica e nella meccanica.
Nelle capitali europee cresce la preoccupazione per un nuovo capitolo della disputa commerciale transatlantica. Negli ultimi mesi l'UE aveva cercato di stabilizzare i rapporti con Washington attraverso un documento quadro, con il quale si era impegnata, tra l'altro, su importazioni di energia e investimenti reciproci. In cambio, la parte americana aveva garantito una limitazione dei dazi sui prodotti europei a un massimo del 15 per cento. Questa garanzia è ora messa in discussione dall'iniziativa di Trump.
È certo che il prossimo livello di escalation potrebbe essere imminente. Se Trump imponesse effettivamente dazi retaliatori, l'UE sarebbe pronta, stando a quanto dichiarato, a reagire con contromisure. Da Bruxelles si è fatto sapere che non ci si lascerà "ricattare". Allo stesso tempo, la Commissione ha segnalato disponibilità al dialogo, qualora Washington presentasse i risultati dell'indagine e cercasse una via diplomatica.
La dimensione di politica economica non è tuttavia l
Trump minaccia l'UE con dazi dopo la multa a Google | quotidiano360