Gli USA impongono nuovi dazi contro 60 partner commerciali – L'UE reagisce con incomprensione
Washington, 25 luglio 2026
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Summary
Il governo statunitense ha introdotto nella notte di venerdì nuovi dazi all'importazione contro più di 60 partner commerciali. Per l'UE si applica un'aliquota del 10 percento, per Paesi come Cina, Giappone e Svizzera del 12,5 percento – motivati con presunte misure insufficienti contro il lavoro forzato.
Washington, 25 luglio 2026
Il governo statunitense ha introdotto nella notte di venerdì nuovi dazi all'importazione contro più di 60 partner commerciali, che a seconda del Paese ammontano al 10 o al 12,5 percento e si basano sulla Sezione 301 della legge commerciale del 1974.
Cosa c'è di nuovo dal 24 luglio
Aggiornamento del 25 luglio 2026: Il governo statunitense ha messo in vigore come annunciato i suoi nuovi dazi all'importazione contro più di 60 partner commerciali. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE Kaja Kallas si è detta sorpresa a margine dell'incontro Asean a Manila: „Das haben wir nicht erwartet“, ha detto. Un portavoce della Commissione UE ha dichiarato: „Die EU hat ihren Teil der Abmachung bereits erfüllt“.
Cosa c'è di nuovo dal 24 luglio
Dall'ultima cronaca, soprattutto le reazioni dall'Europa si sono intensificate. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE Kaja Kallas ha detto a margine dell'incontro Asean a Manila: „Das haben wir nicht erwartet“ e „Das kann man für die Europäische Union nicht sagen“. Un portavoce dell'autorità di Bruxelles ha sottolineato: „Die EU hat ihren Teil der Abmachung bereits erfüllt“. Con ciò l'UE chiarisce che considera il „Turnberry-Deal“ concordato l'anno scorso con gli USA come adempiuto – e valuta i nuovi dazi come una violazione di questo accordo bilaterale.
Contesto: il „Turnberry-Deal“ con l'UE
Allo stesso tempo è emerso che i nuovi dazi non si basano più sulla Sezione 122, bensì sulla Sezione 301 della legge commerciale del 1974. Questa sezione consente dazi punitivi quando un Paese applica pratiche commerciali „ingiustificabili, inappropriate o discriminatorie“ – a condizione che il governo abbia preventivamente raccolto dichiarazioni e consentito audizioni. Secondo il rappresentante per il commercio Jamieson Greer sono state esaminate „più di 1.600 dichiarazioni scritte“ e sono stati auditi pubblicamente „più di 100 testimoni“.
Contesto: il „Turnberry-Deal“ con l'UE
La nuova base giuridica: Sezione 301
Base del commercio UE-USA è un accordo bilaterale, concordato nell'agosto 2025 dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e dal presidente degli USA Donald Trump per scongiurare una guerra commerciale. Si tratta del cosiddetto „Turnberry-Deal“, l'accordo commerciale bilaterale tra UE e USA. In base a tale intesa il dazio massimo per i beni provenienti dall'UE è del 15 percento.
Per circa il 93 percento delle esportazioni UE verso gli Stati Uniti si applicavano finora dazi fino a un massimo del 15 percento, come confermato da un funzionario UE. Per i restanti prodotti l'aliquota è tuttavia più alta – ad esempio per il formaggio, che di fatto è gravato da quasi il 25 percento di dazio. L'UE si ritiene tutelata dal „Turnberry-Deal“ e valuta i nuovi dazi USA come una violazione dell'accordo.
Cosa si sa sui dazi
La nuova base giuridica: Sezione 301
Invece della Sezione 122, Trump si appoggia ora alla Sezione 301, che offre al governo la possibilità di intervenire in caso di pratiche commerciali comprovatamente „ingiustificabili, inappropriate o discriminatorie“. Così il governo può utilizzare la stessa legge commerciale del 1974 per imporre nuovi dazi sulla base di un'altra sezione.
Motivazione: lavoro forzato
Presupposto per i dazi basati sulla Sezione 301 è che il governo abbia preventivamente raccolto dichiarazioni e consentito audizioni. È accaduto di recente nel caso del Brasile, quando Greer ha annunciato un dazio del 25 percento su determinati beni provenienti dal Paese sudamericano. La Sezione 301, che ora Greer e Trump utilizzano, conferisce al presidente americano il diritto di imporre dazi punitivi se può dimostrare pratiche commerciali sleali da parte di un altro Paese.
Cosa si sa sui dazi
Tempistica ed entrata in vigore
A seconda del partner commerciale, le indagini avrebbero determinato dazi del 10 o del 12,5 percento come „aliquota appropriata“, si legge nella comunicazione del rappresentante per il commercio. Per l'Unione Europea si applicherà in futuro, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, un'aliquota generale del 10 percento. Per Cina, Giappone, Corea del Sud e decine di altri Paesi è stata invece annunciata l'aliquota più alta del 12,5 percento.
Secondo i dati USA, l'applicazione del 10 o del 12,5 percento dipende anche dal fatto che i partner commerciali facciano rispettare efficacemente i divieti sui beni prodotti con lavoro forzato. L'aliquota leggermente più bassa del 10 percento viene applicata dagli USA nei confronti di 19 economie. Per la Svizzera si applica di norma, secondo la documentazione, l'aliquota più alta del 12,5 percento – la Svizzera fa parte del grande gruppo di Paesi che ora dovranno pagare il 12,5 percento.
Incertezza giuridica
Motivazione: lavoro forzato
All'inizio di giugno gli USA avevano minacciato dazi contro 60 economie perché queste non avrebbero impedito le importazioni di prodotti presumibilmente frutto di lavoro forzato o non avrebbero verificato a sufficienza i divieti di importazione esistenti. Secondo quanto dichiarato dallo stesso governo USA, dopo un'indagine durata settimane è giunto alla conclusione che circa 60 partner commerciali agiscono in modo presumibilmente insufficiente contro il lavoro forzato.
Reazioni internazionali
A motivazione dell'annuncio è stato detto che gli Stati interessati, sui quali ricade il 99 percento delle importazioni USA, non hanno fatto rispettare in misura sufficiente i divieti sui beni prodotti sotto lavoro forzato. Secondo i dati USA i nuovi dazi riguardano il 99,4 percento di tutte le importazioni. Il rappresentante per il commercio USA Jamieson Greer ha dichiarato: „Die Vereinigten Staaten haben seit fast einem Jahrhundert ein Verbot von Waren aus Zwangsarbeit und setzen dieses konsequent durch. Es ist höchste Zeit, dass unsere Handelspartner dasselbe tun.“
Tempistica ed entrata in vigore
Critiche dalla Germania
I dazi si applicano dalle ore 06.01 di venerdì mattina, ora tedesca (mezzanotte sulla costa orientale USA). Sostituiscono un precedente dazio transitorio del 10 percento, che il governo per legge avrebbe dovuto revocare dopo 150 giorni. Poiché questo dazio del dieci percento poteva essere riscosso senza l'approvazione del parlamento USA per un massimo di 150 giorni, venerdì ne sarebbe scaduta la validità.
Effetti economici
Sono esclusi i prodotti che sono già stati caricati su una nave, si trovano nell'ultima tratta di trasporto verso la destinazione e sono arrivati prima del 28 luglio. Per i beni sui quali già in precedenza si pagava più del 12,5 percento, il livello del dazio non cambia.
Incertezza giuridica
I due precedenti tentativi del presidente americano di imporre un nuovo regime daziario protezionista sono falliti in tribunale: a febbraio la Corte Suprema ha dichiarato illegali gli ampi dazi di Trump del 2025, che si basavano sulla legge di emergenza IEEPA. Già i dazi reciproci annunciati da Trump all'inizio di aprile 2025 erano stati dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema, e il governo USA aveva quindi introdotto immediatamente il dazio speciale globale del dieci percento finora in vigore.
Dazi di Trump 2026: Nuove tasse contro 60 Paesi | quotidiano360