Riforma assistenza Germania 2026: tagli e critiche | quotidiano360
Riforma dell'assistenza in Germania: tagli alle pensioni dei caregiver e critiche bipartisan
Berlino, 05 giugno 2026
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Summary
Il ministro della Salute tedesco Nina Warken ha presentato una riforma della Pflegeversicherung che taglia le pensioni dei caregiver familiari al 70% e introduce nuovi oneri per i coniugi co-assicurati. Sindaci, esponenti dei Verdi e della Linke definiscono il piano una Kürzungsreform e denunciano miliardi di costi aggiuntivi per i Comuni.
Berlino, 05 giugno 2026
Il ministro federale della Salute tedesco Nina Warken (CDU) ha presentato un disegno di legge per stabilizzare l'assicurazione di assistenza a lungo termine (Pflegeversicherung) che introduce tagli ai contributi pensionistici dei caregiver familiari, nuovi requisiti per l'accesso ai gradi assistenziali e oneri aggiuntivi per i coniugi co-assicurati, suscitando forti critiche da parte di Comuni, esperti e parti della stessa coalizione di governo.
Contesto e obiettivi della riforma
Il disegno di riforma, riportato dal Deutschlandfunk il 5 giugno 2026, mira a colmare un deficit previsto di circa 7,5 miliardi di euro nell'anno in corso, che il ministero stima possa salire a 15 miliardi di euro entro il 2028. Secondo i calcoli dell'esecutivo, l'insieme delle misure dovrebbe generare circa 11 miliardi di euro di risparmi ed entrate aggiuntive nel prossimo anno, salendo a oltre 20 miliardi di euro entro il 2030. Il governo intende approvare la riforma prima della pausa estiva di luglio, per poi sottoporla all'esame di Bundestag e Bundesrat.
Tra le misure più discusse figura la riduzione al 70% del livello attuale dei contributi pensionistici versati dalla cassa di assistenza per i familiari che assistono persone non autosufficienti, con una conseguente diminuzione delle future prestazioni pensionistiche. Il ministero definisce il taglio una "notwendige Maßnahme zur finanziellen Stabilisierung der sozialen Pflegeversicherung" e stima un risparmio annuo di circa due miliardi di euro. La maggioranza delle persone bisognose di assistenza in Germania viene oggi curata a casa, il che rende la misura particolarmente sensibile dal punto di vista sociale.
Tagli ai caregiver familiari e requisiti di accesso
Il disegno prevede inoltre l'innalzamento dei requisiti per la classificazione nei gradi di assistenza (Pflegegrad) da 1 a 3, in vigore dal 2017. Secondo il ministero, i criteri attuali si discosterebbero dalle raccomandazioni scientifiche, e la correzione è ora esplicitamente dichiarata come obiettivo del progetto. Le persone già classificate in un determinato grado prima dell'entrata in vigore della nuova legge manterranno comunque tale classificazione. Per i residenti delle case di riposo, la bozza introduce uno slittamento temporale delle sovvenzioni statali (Entlastungszuschläge), che aumentano in base alla durata della permanenza, costringendo di fatto ad attendere sei mesi in più prima di ogni scaglione.
Nuove prestazioni e riordino delle indennità
Cambia anche la struttura delle indennità di sollievo. L'attuale Entlastungsbetrag mensile per il grado di assistenza 1, pari a un massimo di 131 euro, verrebbe eliminato, mentre per i gradi 2 e 3 sarebbe dimezzato nei primi tre mesi. Le risorse così risparmiate dovrebbero finanziare un nuovo servizio di "Pflegebegleitung" per consulenza professionale precoce e un "Überbrückungsbudget" per coprire i servizi durante crisi sanitarie o assenze impreviste del caregiver principale, utilizzabile per l'assistenza ambulatoriale o per un soggiorno temporaneo in struttura. Varie prestazioni per l'assistenza domiciliare verrebbero inoltre accorpate in budget unici, mentre dal 2028 le prestazioni dell'assicurazione di assistenza, sia ambulatoriali che stazionarie, dovrebbero essere adeguate annualmente all'inflazione.
Finanziamento e nuovi oneri contributivi
Sul fronte del finanziamento, la riforma prevede un innalzamento del Beitragsbemessungsgrenze (tetto di contribuzione), con effetti sui redditi superiori a 5.812,50 euro mensili. Per i dipendenti coinvolti, il ministero calcola un onere aggiuntivo massimo di 17 euro al mese. L'aliquota contributiva generale per l'assistenza a lungo termine, attualmente pari all'1,8%, salirebbe di 0,1 punti percentuali per le persone senza figli, portandosi al 4,3% complessivo. Per la prima volta verrebbero inoltre applicati contributi del 3,6% sui mini-job fino a 603 euro, interamente a carico dei datori di lavoro. Dal 2028 la co-assicurazione gratuita dei coniugi senza reddito proprio verrebbe limitata, con un contributo dello 0,52% sul reddito imponibile del partner; sarebbero esentati i pensionati, chi accudisce figli sotto i sette anni, figli con disabilità o familiari non autosufficienti.
La riforma include anche l'intenzione, ancora non formalizzata nel testo, di rendere deducibili i premi delle assicurazioni integrative di assistenza, nonché l'abolizione della regola del 2020 secondo cui solo i figli adulti con redditi superiori a 100.000 euro l'anno possono essere chiamati dall'ufficio di assistenza sociale a pagare i costi di assistenza dei genitori. Pochi settimane prima della riforma dell'assistenza, Warken aveva già presentato un pacchetto di risparmi per l'assicurazione sanitaria obbligatoria.
Le critiche di Verdi, Comuni e operatori
Le reazioni politiche al progetto sono state immediate e in larga parte negative. Janosch Dahmen, esperto di sanità dei Verdi, ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur che la riforma è "keine Strukturreform, sondern eine Kürzungsreform", sostenendo che la voce di risparmio più consistente consiste nella restrizione dell'accesso alle prestazioni assistenziali. "Gleichzeitig würden Pflegebedürftige bei Eigenanteilen belastet, pflegende Angehörige verlören soziale Absicherung, und Kommunen müssten mit mehr Sozialhilfekosten rechnen", ha aggiunto Dahmen, sottolineando come la Germania spenda per l'assistenza, in rapporto al PIL, meno di molti paesi europei comparabili, nonostante una popolazione significativamente più anziana: "Deutschland gibt für Pflege gemessen an seiner Wirtschaftsleistung weniger aus als viele vergleichbare europäische Nachbarländer, obwohl wir eine deutlich ältere Bevölkerung haben." Dahmen ha inoltre criticato il rifiuto persistente del governo federale di finanziare le prestazioni non assicurative (versicherungsfremde Leistungen) e ha avvertito: "Die Kosten der Pflege verschwinden dadurch nicht – sie tauchen nur an anderer Stelle wieder auf."
Particolarmente dura la reazione dei Comuni. Burkhard Jung, presidente del Deutscher Städtetag e sindaco SPD di Lipsia, ha definito il piano, in un'intervista ai giornali del Funke Mediengruppe, uno "Schlag ins Gesicht der Kommunen", sostenendo che le misure si tradurrebbero in ulteriori miliardi di oneri per le amministrazioni locali nei prossimi anni anziché in un sollievo. I Comuni sostengono i costi quando le persone assistite scivolano nell'assistenza sociale (Sozialhilfe). Jung è arrivato a chiedere il ritiro del testo: "Dieser Entwurf darf so niemals den Bundestag passieren."
Difese e tensioni nella coalizione di governo
Anche i datori di lavoro del settore privato dell'assistenza sono sul piede di guerra. Thomas Greiner, presidente dell'Arbeitgeberverband Pflege, ha dichiarato alla Rheinische Post che esistono già tempi di attesa lunghi per i posti nelle case di riposo e ha definito il progetto un raid contro i contribuenti: "Dieser Raubzug bei Beitragszahlern, Pflegebedürftigen und Kommunen schafft nicht einen Pflegeplatz." La Stiftung Patientenschutz e il Sozialverband Deutschland hanno espresso critiche analoghe. Sören Pellmann, presidente del gruppo parlamentare della Linke al Bundestag, teme che i tagli minaccino di aggravare la povertà in età avanzata per le persone assistite e i loro caregiver familiari. La Cassa nazionale dell'assicurazione sanitaria obbligatoria, che rappresenta anche le casse di assistenza, giudica il pacchetto non equilibrato.
A difesa della riforma è intervenuto Jens Spahn, ex ministro della Salute e attuale presidente del gruppo parlamentare CDU, nell'ARD "Interview der Woche": "Ich finde, die Ministerin macht da einen schweren, aber notwendigen Schritt und legt ein ausgewogenes Paket vor." Spahn ha però riconosciuto la gravità della situazione finanziaria: "Aber die Pflegeversicherung - wie übrigens auch die Krankenversicherung - die sind schlicht und ergreifend pleite." All'interno della stessa coalizione di governo, SPD e CSU hanno espresso malcontento, e l'SPD ha già annunciato critiche puntuali al testo. Il costo medio mensile a carico del paziente per l'assistenza stazionaria completa nel primo anno ha recentemente superato i 3.200 euro a livello nazionale, un dato che pesa sul dibattito politico. La riforma si inserisce tra i progetti che il governo federale vuole approvare entro l'estate, in un clima di crescenti tensioni sia parlamentari che sociali.
Questions & Answers
Quali sono le principali misure della riforma dell'assistenza presentata da Nina Warken?
Il disegno prevede il taglio al 70% dei contributi pensionistici per i caregiver familiari, l'innalzamento dei requisiti per i gradi di assistenza, lo slittamento delle sovvenzioni per le case di riposo, l'eliminazione dell'indennità di sollievo per il grado 1 e l'introduzione di contributi per la co-assicurazione dei coniugi dal 2028.
Quanto dovrebbe risparmiare la riforma e a quale deficit risponde?
Secondo il ministero, il pacchetto dovrebbe generare circa 11 miliardi di euro di risparmi ed entrate nel prossimo anno e oltre 20 miliardi entro il 2030, per far fronte a un deficit previsto di 7,5 miliardi nell'anno in corso e fino a 15 miliardi entro il 2028.
Chi ha criticato la riforma e con quali argomentazioni?
Janosch Dahmen (Verdi) l'ha definita una "Kürzungsreform"; Burkhard Jung (Deutscher Städtetag) l'ha bollata come "Schlag ins Gesicht der Kommunen"; Thomas Greiner (Arbeitgeberverband Pflege) ha parlato di un "Raubzug". Tutti denunciano il trasferimento di costi su Comuni, famiglie e persone assistite.