Riforma del congedo parentale: Prien prevede una durata di dodici mesi invece di 14
Berlino, 06 luglio 2026
Matthias Süßen / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
La ministra della Famiglia Karin Prien ha presentato un disegno di legge che prevede di ridurre la durata del congedo parentale da 14 a 12 mesi. L'importo minimo dovrebbe aumentare da 300 a 330 euro, quello massimo da 1.800 a 1.900 euro.
Berlino, 06 luglio 2026
La ministra federale della Famiglia Karin Prien ha presentato un disegno di legge che prevede di ridurre la durata del congedo parentale da 14 a 12 mesi e di creare incentivi per una maggiore partecipazione dei padri.
Il disegno prevede che in futuro tre mesi di congedo parentale siano riservati a ciascun genitore e che altri sei mesi possano essere suddivisi in modo flessibile tra madre e padre. È quanto emerge dal documento citato dal portale Politico. Testualmente si legge: "Drei Monate sind zukünftig für jedes Elternteil reserviert. Sechs weitere Monate können zwischen den Eltern flexibel aufgeteilt werden." La prestazione potrà essere percepita per intero solo se entrambi i genitori prendono almeno tre mesi di aspettativa dal lavoro.
Finora il congedo parentale viene erogato fino a 14 mesi, a condizione che ciascun genitore assuma almeno due mesi di periodo di cura. Con la riforma, questo termine si ridurrebbe quindi di due mesi. Secondo il disegno, i genitori single potranno ricevere fino a dodici mesi di congedo parentale a importo pieno. L'importo minimo aumenta nel contempo da 300 a 330 euro, quello massimo da 1.800 a 1.900 euro al mese.
Contesto: il contratto di coalizione
La riforma si inserisce nel solco del contratto di coalizione tra CDU/CSU e SPD per il 2025. Vi si legge: "Wir entwickeln das Elterngeld weiter, indem wir mehr Anreize für mehr Partnerschaftlichkeit, insbesondere mehr Väterbeteiligung in alleiniger Verantwortung setzen. Das erreichen wir beispielsweise durch erhöhte Lohnersatzraten und veränderte Anzahl und Aufteilung der Bezugsmonate des Elterngeldes."
La ministra della Famiglia Prien aveva già annunciato settimane fa di non voler intaccare la soglia di reddito per il congedo parentale e di voler invece valutare un aumento degli importi minimo e massimo. Questa soglia di reddito è fissata, dal 1° aprile 2025, a 175.000 euro. Una portavoce del Ministero della Famiglia ha confermato le relative informazioni di Politico all'agenzia di stampa tedesca (dpa).
Quadro finanziario e vincoli di risparmio
Per l'anno in corso il governo federale prevede di spendere circa 7,5 miliardi di euro per il congedo parentale. Prien sarà soggetta il prossimo anno a vincoli di risparmio e dovrà tagliare 500 milioni di euro nel suo ministero. Le proposte di riforma vanno pertanto valutate anche alla luce della situazione di bilancio.
Il disegno contiene inoltre una modifica della legge sulla tutela della maternità. In futuro i divieti di impiego legati all'orario di lavoro dovranno essere limitati a dodici mesi dopo il parto. Testualmente si legge nel disegno: "Mit der Neuregelung werden arbeitszeitliche Beschäftigungsverbote auf zwölf Monate nach der Entbindung eingeschränkt." Ciò comporta una riduzione dei periodi di tutela per le madri lavoratrici.
Modifiche nella tutela della maternità
Madri e padri possono richiedere il congedo parentale se, dopo la nascita di un figlio, prendono un'aspettativa dal lavoro. La durata massima veniva finora suddivisa tra i genitori in modo paritario, con l'obbligo che un genitore assumesse almeno due mesi per ottenere la durata piena. Con la riforma questa partecipazione minima salirebbe a tre mesi per ciascun genitore.
Secondo quanto riferito dalla portavoce del ministero, il disegno di legge si trova ancora nella fase di consultazione tra i ministeri. Non sono state inizialmente rese note la data di un esame da parte del gabinetto né l'ulteriore iter parlamentare. Modifiche al disegno restano possibili nell'ambito del coordinamento interministeriale.
Consultazione in corso e prospettive
Nelle scorse settimane le associazioni dei genitori e le organizzazioni sociali avevano sollecitato più volte una riforma strutturale del congedo parentale, richiamando l'attenzione sia sull'importanza di una durata sufficiente sia su tassi di sostituzione più elevati. La prevista riduzione a dodici mesi incontra critiche in parte della politica familiare, poiché accorcia il periodo di tutela finanziaria dopo la nascita.
Allo stesso tempo, con la riforma la coalizione persegue l'obiettivo di coinvolgere maggiormente i padri nel lavoro familiare. La ripartizione dei mesi di congedo dovrà diventare più paritaria, il che potrebbe contribuire a rompere gli stereotipi di ruolo tradizionali. Quanto questo incentivo sarà effettivamente efficace potrà emergere solo da valutazioni successive.
È certo che la riforma potrà essere presentata al Bundestag solo dopo la conclusione della consultazione tra i ministeri e l'esame da parte del gabinetto. Nel frattempo potranno ancora intervenire modifiche agli importi minimo e massimo nonché alla nuova ripartizione dei mesi di congedo.
Nel complesso il disegno si muove nel campo di tensione tra la pressione al risparmio di bilancio, il desiderio di una maggiore presenza dei padri nel lavoro familiare e la necessità di sicurezza finanziaria per le giovani famiglie. Quale di queste linee prevarrà, lo mostreranno i lavori parlamentari.
Questions & Answers
Chi è Karin Prien e quale incarico ricopre?
Karin Prien è la ministra federale della Famiglia e ha presentato l'attuale disegno di legge per la riforma del congedo parentale. È membro della CDU e fa parte della coalizione nero-rossa tra Unione e SPD.
Cosa dovrebbe cambiare concretamente nel congedo parentale?
La durata dovrà essere ridotta da 14 a 12 mesi, con l'obbligo per ciascun genitore di assumere almeno tre mesi. L'importo minimo sale da 300 a 330 euro, quello massimo da 1.800 a 1.900 euro.
Perché la durata viene comunque ridotta?
La coalizione tra Unione e SPD persegue con la riforma l'obiettivo di coinvolgere maggiormente i padri nelle cure e di creare incentivi per una ripartizione più paritaria. Allo stesso tempo, il Ministero della Famiglia deve risparmiare 500 milioni di euro il prossimo anno.
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