New Glenn esplode 2026: test Blue Origin fallito a Cape | quotidiano360
La razzo New Glenn di Blue Origin esplode durante un test sulla rampa di lancio a Cape Canaveral
CAPE CANAVERAL, Florida — 29 maggio 2026
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Summary
La potente razzo New Glenn di Blue Origin, l'azienda spaziale di Jeff Bezos, è esplosa giovedì sera durante un test di accensione dei motori sulla rampa di lancio in Florida. L'incidente, che non ha causato feriti, rappresenta un grave intoppo per le ambizioni spaziali del miliardario e potrebbe avere ripercussioni sui programmi della NASA.
CAPE CANAVERAL, Florida — 29 maggio 2026
La razzo New Glenn di Blue Origin, l'azienda spaziale del fondatore di Amazon Jeff Bezos, è esplosa giovedì sera durante un test di accensione dei motori sulla rampa di lancio presso la Cape Canaveral Space Force Station in Florida, distruggendo il vettore e danneggiando l'infrastruttura di lancio.
L'incidente è avvenuto intorno alle 21:00 ora locale, quando i residenti delle vicine città di Cape Canaveral e Cocoa Beach hanno avvertito le loro case tremare e si sono riversati sui social media per capire cosa stesse accadendo. Il Launch Complex 36, visibile dalla spiaggia, è stato rapidamente immortalato in foto e video che mostravano un'enorme palla di fuoco arancione sollevarsi nel cielo notturno. Un filmato pubblicato dal canale YouTube NASASpaceflight, che trasmette in diretta i lanci dalla Florida, mostra la New Glenn che si accende sulla rampa per poi eruttare in una gigantesca palla di fuoco, proiettando verso l'alto un'imponente colonna di fiamme e fumo.
Blue Origin ha inizialmente comunicato di aver riscontrato una "anomalia" durante il test, un termine comunemente usato nell'industria aerospaziale per descrivere un fallimento o un'esplosione. "Abbiamo riscontrato un'anomalia durante il test di accensione di oggi", ha dichiarato l'azienda in un post su X, aggiungendo: "Forniremo aggiornamenti non appena ne sapremo di più". La società ha poi confermato che non si registrano dispersi tra il personale. "Tutto il personale è stato contabilizzato", ha assicurato Blue Origin, e secondo i funzionari della Cape Canaveral Space Force Station nessuno è rimasto ferito.
La dinamica dell'incidente e le prime reazioni
Il test era una prova statica di accensione dei motori, una procedura standard in cui i propulsori vengono accesi mentre il razzo è saldamente ancorato alla rampa di lancio. L'obiettivo era verificare i sistemi in vista del quarto volo della New Glenn, originariamente previsto per l'inizio di giugno 2026. Invece, il test si è concluso in modo catastrofico con la completa distruzione del vettore, alto 98 metri.
Jeff Bezos ha reagito all'accaduto con una serie di messaggi sulla piattaforma X. "È un giorno molto duro", ha scritto il miliardario, "ma ricostruiremo tutto ciò che deve essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena". Bezos ha poi aggiunto: "È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per trovarla". La nota di Bezos, intrisa di determinazione, riflette la complessità e i rischi intrinseci dello sviluppo di nuovi lanciatori pesanti.
Anche il principale concorrente di Blue Origin, Elon Musk, CEO di SpaceX, ha commentato l'incidente. Musk, che con la sua azienda ha vissuto una lunga serie di esplosioni di razzi durante la fase di sviluppo, ha espresso la sua solidarietà. "Molto spiacevole", ha commentato Musk su X, condividendo un video dell'esplosione. In un post successivo, ha aggiunto: "Mi dispiace vedere questo, spero che vi riprendiate presto".
Le indagini e il coinvolgimento della NASA
Le indagini per determinare le cause dell'incidente sono già in corso e vedranno la partecipazione della NASA. L'amministratore dell'agenzia spaziale statunitense, Jared Isaacman, ha annunciato su X che la NASA supporterà un'indagine approfondita sull'anomalia. "Il volo spaziale è spietato e sviluppare una nuova capacità di lancio per carichi pesanti è straordinariamente difficile", ha scritto Isaacman. L'agenzia valuterà poi i potenziali impatti a breve termine sui propri programmi prima di autorizzare nuovi lanci.
L'incidente ha immediatamente sollevato interrogativi sulle possibili ripercussioni per le missioni della NASA. Solo all'inizio di questa settimana, l'agenzia spaziale aveva assegnato a Blue Origin un contratto del valore di centinaia di milioni di dollari per lanciare una coppia di rover lunari nei prossimi anni, nell'ambito del programma Artemis. Inoltre, la missione Artemis 3, che prevede per il 2027 un test di aggancio tra razzi di Blue Origin e SpaceX e la capsula Orion nell'orbita terrestre bassa, potrebbe subire ritardi. L'obiettivo a lungo termine è una nuova allunaggio, pianificato per il 2028, a oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo.
Il profilo della New Glenn e la sua storia travagliata
La New Glenn, che prende il nome da John Glenn, il primo americano a orbitare intorno alla Terra, è un razzo di nuova generazione in sviluppo da oltre dieci anni, capace di trasportare circa 45 tonnellate di carico utile nello spazio. Con i suoi 98 metri di altezza, rappresenta un elemento centrale nelle ambizioni spaziali di Jeff Bezos, che con Blue Origin mira a competere direttamente con il dominio di SpaceX di Elon Musk nel settore dei lanci commerciali.
La carriera operativa della New Glenn, iniziata con il primo volo di successo nel gennaio 2025, è stata segnata da alti e bassi. Dopo il debutto, un secondo volo nel novembre 2025 ha portato con successo due orbiter marziani della NASA nello spazio. Tuttavia, il terzo lancio, nell'aprile 2026, pur essendo riuscito, ha lasciato un satellite in un'orbita sbagliata a causa di un guasto al motore, portando al fermo del razzo. Il test esplosivo di giovedì rappresenta quindi un nuovo, grave arresto nel percorso di maturazione del vettore.
L'impatto sul progetto Amazon Leo e sull'infrastruttura di lancio
La missione per cui la New Glenn si stava preparando era di cruciale importanza strategica per l'ecosistema di Jeff Bezos. Il razzo avrebbe dovuto trasportare nello spazio 48 satelliti per la costellazione Amazon Leo, il sistema di internet satellitare di Amazon progettato per competere con Starlink di SpaceX. La distruzione del vettore ritarda inevitabilmente questo piano. È interessante notare che un razzo Atlas V della United Launch Alliance è in procinto di lanciare un lotto di satelliti Amazon Leo, lo stesso tipo che la New Glenn avrebbe dovuto portare in orbita.
L'esplosione ha inoltre danneggiato l'unica rampa di lancio di Blue Origin per la New Glenn, il Launch Complex 36. L'azienda aveva investito più di un miliardo di dollari nella costruzione di questo complesso, che include non solo la rampa ma anche strutture per lo stoccaggio del propellente e la preparazione del razzo. La necessità di riparare queste infrastrutture critiche aggiunge un ulteriore livello di complessità e costi al processo di recupero post-incidente.
Il contesto competitivo e la solidarietà tra rivali
L'incidente di Blue Origin si inserisce in un panorama competitivo spietato, dove i fallimenti sono una tappa quasi obbligata. Lo sa bene SpaceX, il rivale di Musk, che nel corso della sua storia ha visto esplodere, rompersi o prendere fuoco oltre 30 dei suoi razzi durante le fasi di test e sviluppo. Questa consapevolezza ha dettato il tono del messaggio di cordoglio di Musk, che ha riconosciuto la difficoltà intrinseca del settore.
La solidarietà tra rivali non cancella la posta in gioco. Con la New Glenn, Blue Origin punta a erodere il quasi monopolio di SpaceX nel mercato