Germania fuori dal Consiglio di Sicurezza ONU: la sconfitta | quotidiano360
La Germania resta fuori dal Consiglio di Sicurezza ONU: sconfitta storica a New York
New York, 04 giugno 2026
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Summary
La Germania è stata bocciata al primo turno nella corsa a un seggio non permanente del Consiglio di Sicurezza ONU a New York, superata da Portogallo e Austria. È la prima volta nella storia che Berlino fallisce un'elezione per il Consiglio. Il cancelliere Merz e il ministro degli Esteri Wadephul hanno parlato di una sconfitta amara.
New York, 04 giugno 2026
La Germania non è riuscita a ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, venendo bocciata al primo turno della votazione segreta svoltasi nella sala dell'Assemblea Generale a New York il 4 giugno 2026, superata da Portogallo e Austria.
Una sconfitta senza precedenti nella storia tedesca
La Germania è uscita sconfitta dalla corsa per uno dei due seggi non permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU riservati al gruppo occidentale, ottenendo 104 voti e non venendo eletta. Si tratta della prima bocciatura nella storia del paese in un'elezione per il Consiglio, che interrompe un ritmo pressoché regolare di otto anni. Portogallo, con tre voti in più dell'Austria, è risultato il candidato principale, mentre Vienna ha raccolto 131 voti nello scrutinio segreto.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, della CDU, ha definito il risultato una vera delusione. "Das Ergebnis ist eine echte Enttäuschung, und es ist eine herbe Niederlage", ha dichiarato, riconoscendo che la Germania era partita in svantaggio. "Deutschland ist spät eingestiegen, wir waren von Beginn an im Nachteil. (…) Wir sehen heute klar: Es war nicht mehr wettzumachen", ha aggiunto, spiegando che Berlino è entrata nella competizione diversi anni dopo Austria e Portogallo.
L'Austria, che aveva annunciato la propria candidatura nel 2011 e il Portogallo, che l'aveva dichiarata nel 2013, hanno avuto anni in più rispetto alla Germania, entrata in corsa solo nel 2020. La ministra degli Esteri austriaca Beate Meinl-Reisinger, esponente del partito NEOS, ha guidato la delegazione del suo paese al voto e ha parlato di un successo diplomatico di lunga data, frutto di una campagna durata quindici anni.
Il fattore tempo: una campagna iniziata in ritardo
Wadephul ha trascorso quasi un'intera settimana a New York per fare lobbying presso i 191 Stati membri dell'Assemblea Generale, incontrando ambasciatori e persino posando per selfie con le due candidate rivali nella sala dell'Assemblea Generale. Secondo ambienti governativi tedeschi, la Germania aveva raccolto impegni di voto da un numero di paesi significativamente superiore a quello necessario per una maggioranza di due terzi, ma diverse decine di governi avrebbero poi fatto promesse disattese nel segreto dell'urna.
Il cancelliere Friedrich Merz, leader della CDU e al governo in coalizione con la SPD, non si era recato a New York per il pressing diplomatico, essendo impegnato con una crisi di governo che comprendeva l'elezione dei giudici della Corte costituzionale federale e il primo bilancio. Merz aveva promesso un anno fa che la Germania avrebbe giocato un ruolo guida in politica estera, facendosi sentire sulla scena internazionale e contribuendo in modo più attivo alla risoluzione dei conflitti.
Dopo il voto, Merz ha riconosciuto la sconfitta: "Wir haben uns mit Überzeugung beworben. Wir haben das Ziel nicht erreicht", e ha assicurato che la Germania resterà un pilastro affidabile del sistema multilaterale. Merz ha anche congratulato via X i nuovi membri eletti, in particolare Portogallo e Austria: "Meinen Glückwunsch an die gewählten Mitglieder des UN-Sicherheitsrats, besonders an Portugal und Österreich."
Le critiche dell'opposizione e della stessa coalizione
Le critiche interne non si sono fatte attendere. La co-leader dell'AfD Alice Weidel ha scritto su X che una figuraccia segue all'altra: "Eine Blamage folgt auf die nächste: Wollte Merz unser Land zu Beginn seiner Kanzlerschaft 'zurück auf die internationale Bühne' bringen, bleibt Deutschland nun ohne Sitz im UN-Sicherheitsrat." La leader della Linke Ines Schwerdtner ha definito il risultato una "Schlappe für den sogenannten Außenkanzler Friedrich Merz", accusando Berlino di silenzio su Gaza, Venezuela e Iran.
Anche all'interno della stessa coalizione di governo sono emerse voci critiche. La vicepresidente del gruppo parlamentare SPD Siemtje Möller ha parlato di un risultato "deutlich und enttäuschend", chiedendo che il governo federale nomini con più chiarezza e coerenza le violazioni del diritto internazionale. "Für mich heißt das auch, dass die Bundesregierung völkerrechtswidriges Verhalten als solches benennt, unabhängig davon, wer dies in Frage stellt", ha affermato. Il portavoce per la politica estera SPD Adis Ahmetovic ha definito la mancata elezione "kein Betriebsunfall, sondern ein Warnsignal".
I Verdi hanno rincarato la dose. La co-leader Franziska Brantner ha detto che il risultato deve essere letto come una sconfitta per Merz e Wadephul e "als Quittung für eine Außenpolitik verstanden werden, die international an Glaubwürdigkeit und Vertrauen eingebüßt hat". L'esperta di difesa Agnieszka Brugger ha definito la sconfitta "blamabel", attribuendola al cancelliere e al ministro degli Esteri. Il co-presidente della Linke Jan van Aken ha commentato su ARD: "Das passiert, wenn man das Völkerrecht schreddert."
Diritto internazionale e dossier Iran-Israele
Diversi osservatori hanno messo in relazione la sconfitta tedesca con la posizione di Berlino su alcuni dossier internazionali. Wadephul stesso ha indicato tra le cause la tarda entrata nella corsa, il fermo sostegno all'Ucraina e l'appoggio a Israele, anche se la ministra degli Esteri austriaca Meinl-Reisinger ha respinto l'idea che si trattasse di una punizione per la politica estera tedesca. I critici hanno ricordato che la Germania, a differenza di altri governi, non ha condannato chiaramente come violazione del diritto internazionale l'attacco statunitense e israeliano alle strutture nucleari iraniane, tema su cui il Servizio scientifico del Bundestag ha prodotto un'ampia relazione.
In estate Merz aveva definito i primi attacchi americani e israeliani contro le strutture nucleari iraniane come "Drecksarbeit, die die Israel für uns alle übernähme", e inizialmente non aveva voluto dare piena attuazione al mandato di arresto della Corte penale internazionale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, benché la Germania abbia storicamente svolto un ruolo di primo piano nella fondazione della Corte. La cattura del capo di Stato venezuelano Nicolás Maduro e i nuovi attacchi all'Iran di febbraio erano stati descritti dal governo federale tedesco come "complessi", senza una presa di posizione netta contro l'operazione militare americana in Venezuela.
Anche la tradizionale posizione filo-israeliana, in un clima internazionale segnato dalla guerra a Gaza, sembra aver pesato sui voti, come ha indirettamente riconosciuto Wadephul parlando della responsabilità speciale della Germania per Israele nel conflitto mediorientale. Inoltre, paesi più poveri avrebbero addebitato al governo tedesco i tagli agli aiuti allo sviluppo, mentre un numero crescente di Stati considera eccessivo che un paese grande come la Germania rivendichi un seggio circa ogni otto anni, a fronte di candidati più piccoli che si presentano ogni venti.
Vienna festeggia, Berlino fa i conti
Sul fronte opposto, l'Austria ha festeggiato. Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha scritto su X: "Ein großartiger diplomatischer Erfolg für Österreich. Wir werden 2027-2028 Verantwortung im UN-Sicherheitsrat übernehmen!" Meinl-Reisinger, intervistata nella trasmissione ZiB2, ha detto: "Das war wahrlich eine Teamleistung" e "Wir freuen uns riesig", ricordando la campagna di lobbying condotta dall'inviata speciale Ulrike Lunacek e dal collega Herbert Scheibner, che hanno avuto oltre 40 colloqui con ambasciatori ONU dal mercoledì precedente.
La ministra degli Esteri austriaca ha attribuito il successo anche al sostegno di Stati più piccoli e all'idea di una "fairen Rotation". L'Austria aveva un budget significativamente inferiore a quello tedesco, circa 20 milioni di euro, e Meinl-Reisinger ha sottolineato la parsimonia della sua campagna: "Wir sind vergleichsweise kostengünstig gefahren. Wenn Sie das etwa mit Deutschland vergleichen." Il presidente Alexander Van der Bellen ha definito il voto un "großartiger Erfolg" e annunciato che l'Austria si impegnerà per multilateralismo, diritto internazionale e diritti umani. Il vicepresidente Andreas Babler ha parlato di "starkes Vertrauenssignal".
Per il mandato 2027-2028, l'Austria porterà nel Consiglio di Sicurezza priorità come controllo degli armamenti, protezione dei civili e regolamentazione delle nuove tecnologie d'arma, inclusi i sistemi d'arma basati sull'intelligenza artificiale. Meinl-Reisinger ha anche annunciato un prossimo viaggio in Cina a fine giugno e uno scambio di vedute con il segretario di Stato americano Marco Rubio, oltre a chiedere riforme del Consiglio di Sicurezza, con maggiore rappresentanza degli Stati africani e restrizioni al diritto di veto, e a difendere la sede ONU di Vienna. Wadephul, dal canto suo, ha escluso conseguenze personali, dichiarando: "Ich habe mir persönlich nichts vorzuwerfen", ma ha ammesso che la sua forza di persuasione a Berlino non aumenterà: "Aber meine Überzeugungskraft wird in Berlin natürlich nicht größer durch dieses Ergebnis."
La Germania, che aveva già ricoperto sei volte un seggio non permanente e che è il secondo maggiore contributore netto del sistema ONU, con contributi che spesso superano i quattro miliardi di dollari l'anno, ha di fatto spezzato per la prima volta il proprio ciclo di otto anni. Secondo quanto riferito, la Germania non si distaccherà dall'ONU e non smetterà di pagare i contributi obbligatori, a differenza degli Stati Uniti sotto Donald Trump, che stanno tagliando le contribuzioni e hanno più volte minacciato di ritirarsi. Il deputato CDU Hardt ha suggerito per il futuro un coordinamento più tempestivo con altri paesi europei, mentre il ministro per gli Affari internazionali dell'Assassia, Manfred Pentz, ha chiesto su Bild un taglio dei fondi tedeschi all'ONU, sostenendo che una delle maggiori economie mondiali non siede al tavolo delle decisioni importanti pur essendo tra i più grandi finanziatori. Per il periodo 2035-2036, finora solo la Svezia ha dichiarato la propria candidatura.
Questions & Answers
Perché la Germania ha perso la corsa al seggio nel Consiglio di Sicurezza ONU?
La Germania è arrivata terza nello scrutinio segreto con 104 voti, dietro a Portogallo e Austria. Secondo il ministro degli Esteri Wadephul, la sconfitta è dovuta all'ingresso tardivo nella corsa, al fermo sostegno all'Ucraina e all'appoggio a Israele, oltre che ai tagli agli aiuti allo sviluppo contestati dai paesi più poveri.
Quali conseguenze politiche ha avuto la sconfitta per il cancelliere Merz e il ministro Wadephul?
Opposizione e parte della stessa coalizione hanno criticato aspramente Merz e Wadephul. Wadephul ha escluso conseguenze personali dichiarando 'Ich habe mir persönlich nichts vorzuwerfen', ma ha ammesso che la sua forza di persuasione a Berlino non aumenterà, mentre l'AfD e la Linke hanno chiesto un cambio di rotta.
Quando riprenderà la Germania a candidarsi per un seggio nel Consiglio di Sicurezza?
La Germania cerca tradizionalmente un seggio ogni otto anni, e questa bocciatura interrompe per la prima volta quel ritmo. Per il mandato 2035/2036 ha finora annunciato la propria candidatura solo la Svezia, mentre Berlino non ha ancora comunicato i propri piani.