L'Ungheria aderisce alla Procura europea – dieci miliardi di euro sbloccati dal fondo di ripresa dell'UE
Bruxelles, 10 luglio 2026
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Summary
L'Ungheria è diventata il 25° Stato membro della Procura europea, dopo che la Commissione europea ha confermato l'adesione il 10 luglio 2026 a Bruxelles. Nello stesso giorno i ministri delle Finanze dell'UE hanno sbloccato circa dieci miliardi di euro dal fondo di ripresa per l'Ungheria, precedentemente bloccati a causa di violazioni dello Stato di diritto.
Bruxelles, 10 luglio 2026
L'Ungheria è entrata a far parte il 10 luglio 2026 come 25° Stato membro della Procura europea e, contemporaneamente, i ministri delle Finanze dell'UE hanno sbloccato circa dieci miliardi di euro dal fondo di ripresa dell'Unione europea per il paese.
Con l'adesione alla Procura europea (EPPO), l'Ungheria compie un passo di ampia portata verso il riavvicinamento all'architettura europea dello Stato di diritto. La Commissione europea ha confermato l'adesione venerdì a Bruxelles. La decisione entra in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. L'Ungheria diventa così il 25° Stato a partecipare alla Procura europea dell'UE; dei 27 Stati membri dell'UE, solo due non vi partecipano.
Il governo ungherese aveva presentato la domanda di adesione nel maggio 2026, poco dopo il cambio di governo a Budapest. Con l'adesione, l'Ungheria riconosce la competenza della Procura europea per le indagini su frodi e altri reati a danno degli interessi finanziari dell'UE. L'EPPO era stata istituita nel 2021 come procura indipendente dell'UE e, secondo i propri dati, si occupava di oltre 3.600 casi fino alla fine del 2025.
Contesto: miliardi bloccati e violazioni dello Stato di diritto
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto con favore il passo. L'adesione dell'Ungheria è "un welcome step in the fight against fraud and corruption", ha dichiarato. Con la decisione della Commissione, il regolamento sulla Procura europea diventa parte integrante dell'acquis dell'UE. La presidente della Commissione ha inoltre sottolineato una funzione di tutela per i cittadini: "The Hungarian population will now have a safeguard to ensure that EU funds work in their interest."
Parallelamente alla decisione di adesione, i ministri delle Finanze dell'UE hanno dato il via libera al versamento di circa dieci miliardi di euro all'Ungheria dal fondo di ripresa dell'UE "NextGenerationEU". Di questi, circa 6,5 miliardi di euro sono sovvenzioni e circa 3,5 miliardi di euro sono prestiti. Il piano definisce programmi nazionali di riforma e investimento nel quadro del piano di ripresa dell'UE "NextGenerationEU". I fondi erano precedentemente bloccati perché l'UE, a causa delle numerose violazioni dello Stato di diritto sotto il governo precedente di Viktor Orbán, aveva congelato circa 17 miliardi di euro per l'Ungheria.
Con lo sblocco dei fondi e l'adesione all'EPPO, il nuovo governo ungherese guidato da Peter Magyar compie una netta inversione di rotta rispetto alla linea del governo precedente. Il governo precedente di Viktor Orbán si era opposto per anni all'adesione alla Procura europea ed era stato ripetutamente criticato per l'erosione degli standard dello Stato di diritto. Con il cambio di governo nel maggio 2026, Budapest aveva inoltre presentato domanda di adesione all'EPPO.
Compiti e poteri della Procura europea
La Procura europea è un'autorità giudiziaria indipendente dell'UE con sede in Lussemburgo. Indaga e persegue i reati che ledono il bilancio dell'UE, tra cui frode, corruzione ed evasione transfrontaliera dell'IVA. Con l'adesione dell'Ungheria, il numero degli Stati membri partecipanti sale a 25; finora solo Danimarca e Irlanda non vi partecipano. L'adesione è inoltre obbligatoria per i futuri membri dell'UE.
Lo sblocco dei fondi è legato all'attuazione di concrete misure di riforma e investimento che l'Ungheria ha esposto nel proprio piano nazionale di ripresa. La Commissione europea verifica i progressi a intervalli regolari e può trattenere i versamenti in caso di violazione dei traguardi concordati. Con l'adesione all'EPPO, la Commissione europea dispone inoltre di uno strumento aggiuntivo per controllare l'uso conforme dei fondi.
L'adesione alla Procura europea significa concretamente che, in futuro, i pubblici ministeri ungheresi collaboreranno direttamente con l'EPPO e potranno trasmettere all'autorità europea i casi in cui i fondi UE in Ungheria siano stati eventualmente utilizzati in modo improprio. Viene così a cadere l'ostacolo precedente, rappresentato dalla possibilità che le autorità nazionali bloccassero o ritardassero tali indagini. L'EPPO può svolgere indagini autonome, effettuare perquisizioni e presentare accuse negli Stati membri partecipanti.
Effetti sulla giustizia ungherese
Lo sblocco dei dieci miliardi di euro è, secondo la Commissione europea, un segnale rivolto agli altri Stati membri sul fatto che il rispetto degli standard dello Stato di diritto e la cooperazione con le autorità giudiziarie europee sono presupposti per l'accesso ai fondi UE. Il governo precedente di Viktor Orbán si era ripetutamente rifiutato di subordinare i fondi UE a condizioni di Stato di diritto ed era stato conseguentemente confrontato con l'attivazione del meccanismo per lo Stato di diritto del bilancio dell'UE.
Con l'adesione all'EPPO e lo sblocco dei fondi cambia anche la dinamica politica all'interno dell'UE. L'Ungheria, che sotto il governo precedente era apparsa come un frequente elemento di blocco nelle decisioni UE, torna sotto il nuovo governo nel novero degli Stati membri cooperativi. Gli osservatori interpretano il passo come una conferma del fatto che l'UE, con il collegamento tra Stato di diritto e finanziamenti, dispone di uno strumento efficace per indurre gli Stati membri al rispetto delle regole.
La Commissione europea aveva esaminato rapidamente la domanda di adesione dell'Ungheria dopo la sua presentazione nel maggio 2026. Tra i requisiti vi era, tra l'altro, il fatto che la giustizia ungherese disponesse dei poteri e delle garanzie necessari per una cooperazione indipendente con l'EPPO. Con la decisione formale di adesione, questa procedura è ora conclusa. L'adesione si applica con effetto retroattivo dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE, cosicché le indagini in corso dell'EPPO potranno in futuro comprendere anche fatti in Ungheria.
Condizioni per l'erogazione dei fondi
Lo sblocco dei fondi avviene in tranche legate al raggiungimento degli obiettivi di riforma concordati nel piano di ripresa. L'Ungheria si è impegnata, tra l'altro, a investimenti nella trasformazione verde e digitale, nella modernizzazione della pubblica amministrazione e nel potenziamento del sistema sanitario. La Commissione europea seguirà da vicino l'attuazione nei prossimi anni e pubblicherà regolarmente relazioni.
Con l'adesione alla Procura europea e lo sblocco dei dieci miliardi di euro si conclude una fase pluriennale di confronto tra Budapest e Bruxelles. Il nuovo governo ungherese guidato da Peter Magyar lancia così un chiaro segnale di ritorno dell'Ungheria nel novero degli Stati UE che si impegnano a favore dello Stato di diritto e della cooperazione con le istituzioni europee.
La Commissione europea vede al contempo nell'adesione una conferma della propria linea, che considera lo Stato di diritto un pilastro centrale dell'integrazione europea. Il collegamento tra fondi UE e riforme dello Stato di diritto è stato discusso più volte in modo controverso negli ultimi anni, ma è considerato dalla Commissione uno strumento necessario per garantire la credibilità dell'UE.
Significato per il futuro allargamento dell'UE
L'adesione dell'Ungheria all'EPPO è anche un segnale rivolto ai restanti Stati non partecipanti, Danimarca e Irlanda. Entrambi i paesi hanno finora deciso per motiv
Ungheria adesione Procura europea UE: 10 miliardi di euro | quotidiano360