Jositsch lascia il PS: candidatura indipendente nel 2027 | quotidiano360
Jositsch lascia il PS e si candiderà come indipendente nel 2027
Zurigo, 4 giugno 2026
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Summary
Dopo la decisione del PS di non candidarlo nuovamente al Consiglio degli Stati, Daniel Jositsch ha annunciato giovedì le sue dimissioni immediate dal partito. Il consigliere agli Stati di Zurigo intende candidarsi alle elezioni del 2027 senza il suo ex partito e ha annunciato che si unirà a un altro gruppo parlamentare entro la fine del 2027.
Zurigo, 4 giugno 2026
Daniel Jositsch, consigliere agli Stati del Cantone di Zurigo, ha annunciato giovedì le sue dimissioni immediate dal Partito Socialista (PS) svizzero, annunciando che si candiderà come indipendente alle elezioni dell'ottobre 2027.
La rottura con il PS di Zurigo
La mossa arriva solo una settimana dopo che il PS, in un'assemblea di partito, aveva deciso di non ricandidare il 61enne per le elezioni del Consiglio degli Stati. Durante l'assemblea dei delegati, 94 delegati hanno votato per il titolare uscente, 109 hanno votato contro di lui. La decisione è stata quindi netta, anche se non schiacciante.
Jositsch si era mostrato fiducioso in vista dell'esito dell'assemblea dei delegati, ma è stato poi sorpreso dall'andamento degli eventi. Prima dell'assemblea, era inoltre circolato un volantino anonimo con 16 accuse contro il consigliere agli Stati, che ha ulteriormente appesantito il dibattito.
In una conferenza stampa giovedì, Jositsch ha dichiarato che tornerà nella prossima sessione come consigliere agli Stati senza partito. Ha detto di aver lavorato molto volentieri come consigliere agli Stati per il Cantone di Zurigo, affermando testualmente: "Sono molto volentieri consigliere agli Stati nel Cantone di Zurigo". Allo stesso tempo, ha annunciato che lascerà il gruppo parlamentare del PS a Palazzo federale.
Prossimi passi: cambio di gruppo parlamentare entro il 2027
Jositsch ha escluso la creazione di un proprio partito, secondo quanto da lui dichiarato. Ha anche sottolineato di non aver avuto colloqui con la dirigenza di altri partiti o gruppi parlamentari: "Tali colloqui non hanno avuto luogo".
Attualmente non ha bisogno di unirsi a un gruppo parlamentare, poiché è stato eletto in commissione per quattro anni, ha spiegato il consigliere agli Stati. Tuttavia, intende unirsi a un altro gruppo parlamentare entro la fine del 2027 al più tardi. Come possibili opzioni, ha esplicitamente menzionato Die Mitte o il PLR.
Reazioni e tensioni interne al partito
Il PS ha reagito con rammarico alle dimissioni, sperando di poter risolvere il conflitto internamente. Ultimamente, Jositsch si era ripetutamente distinto per deviazioni dalla linea del partito, ad esempio con la sua critica al biglietto "tutte donne" del PS per le elezioni del Consiglio federale del 2022, che aveva definito "discriminatorio".
Il PS di Zurigo si trova ora di fronte al compito di presentare una nuova candidata o un nuovo candidato per le elezioni dell'ottobre 2027. In questo contesto, la consigliera nazionale Jacqueline Badran viene ripetutamente citata come possibile pretendente al seggio. Anche Mario Fehr viene menzionato nella discussione politica sulla successione.
Chi potrebbe succedere al PS?
Jositsch stesso può vantare una lunga carriera politica. Prima di essere eletto al Consiglio degli Stati, è stato membro del Consiglio nazionale. Nel Consiglio degli Stati ha rappresentato il PS per oltre dieci anni. Nel 2023 è stato confermato consigliere agli Stati al primo turno con quasi 240.000 voti – contemporaneamente è stato rieletto a livello cantonale con il miglior risultato di tutti i consiglieri di Stato.
Jositsch vuole trovare la sua nuova casa politica senza fretta. Ha fissato l'obiettivo di appartenere a un gruppo parlamentare entro la fine del 2027. Fino ad allora, intende proseguire il suo lavoro basato sulle commissioni nel Consiglio degli Stati e distinguersi per i contenuti.
Gli osservatori politici considerano questa mossa una rottura notevole nella socialdemocrazia della Svizzera romanda e tedesca, che pone il partito cantonale di Zurigo di fronte a una prova di stress. Il conflitto è considerato un'espressione di una tensione più ampia tra la dirigenza del partito e i titolari di mandato affermati che non si sentono più sufficientemente rappresentati nei contenuti.
Jositsch ha sottolineato che la decisione non è stata facile. Tuttavia, dopo attenta riflessione, ha deciso di non rimanere nel PS perché desidera rappresentare le sue convinzioni politiche in futuro senza vincoli di partito. Intende conservare i mandati comunali e cantonali che detiene anche lui, secondo quanto da lui dichiarato.
Carriera politica e tappe precedenti
Per il PS, l'uscita di un consigliere agli Stati così noto rappresenta una perdita d'immagine. Il partito perde un membro di lunga data della piccola camera, esperto in materia giuridica, che godeva di stima oltre i confini cantonali. Il caso dimostra in modo esemplare come i conflitti interni sulle procedure di nomina e sugli orientamenti politici possano degenerare.
Nelle prossime settimane, il PS di Zurigo dovrebbe ora accelerare la selezione delle sue candidate e dei suoi candidati per le elezioni del Consiglio degli Stati del 2027. Il gruppo parlamentare del PS a Palazzo federale perde con Jositsch un membro che ha ripetutamente posto accenti anche in questioni di sicurezza e giuridiche, che non sono sempre state incontrastate nel PS.
Non è chiaro se la separazione formale dal PS scatenerà ulteriori onde. Gli osservatori si aspettano che il PS di Zurigo debba riorientarsi programmaticamente nei prossimi mesi per difendere il seggio al Consiglio degli Stati. L'esito delle elezioni del 2027 è considerato aperto, poiché Jositsch intende candidarsi come indipendente.
Indipendentemente dall'esito elettorale, va constatato che il PS ha perso uno dei suoi consiglieri agli Stati più affermati e il partito cantonale di Zurigo si trova di fronte a un impegnativo rinnovamento personale e programmatico.
Il caso Jositsch getta anche luce sulla questione di quanta disciplina interna sia richiesta nella socialdemocrazia svizzera e dove si trovino i limiti della deviazione individuale. Il PS aveva già guardato con scetticismo a Jositsch prima dell'assemblea dei delegati, poiché si era ripetutamente allontanato dalla linea del partito in materia di politica di sicurezza.
Prospettive per le elezioni del 2027
Ora si vedrà se Jositsch, come consigliere agli Stati indipendente, sarà in grado di mobilitare sufficiente capitale politico per essere rieletto nel 2027. Il suo nome e il suo risultato elettorale del 2023 suggeriscono che gode ancora di forza personale nel Cantone di Zurigo.
Per il panorama politico svizzero, l'uscita di un consigliere agli Stati in carica da uno dei maggiori partiti rimane un evento eccezionale. Sottolinea la nota personale che il sistema politico svizzero consente con la sua connessione tra fedeltà al mandato e al partito.
Questions & Answers
Perché il PS non ha ricandidato Daniel Jositsch?
I delegati del PS hanno deciso con 109 voti contro 94 di non ricandidare Jositsch come consigliere agli Stati per le elezioni dell'ottobre 2027. In precedenza, tra l'altro, era circolato un volantino anonimo con 16 accuse nei suoi confronti, e Jositsch si era ripetutamente distinto per deviazioni dalla linea del partito.
A quale gruppo parlamentare intende unirsi Jositsch?
Jositsch ha annunciato che si unirà a un gruppo parlamentare entro la fine del 2027 al più tardi, menzionando esplicitamente Die Mitte o il PLR. Attualmente non ha bisogno di un'affiliazione a un gruppo parlamentare, poiché è stato eletto in commissione per quattro anni.
Chi viene considerato come possibile candidata successora del PS?
Nella discussione politica, la consigliera nazionale di Zurigo Jacqueline Badran viene ripetutamente citata come possibile candidata per il seggio al Consiglio degli Stati. Anche Mario Fehr viene menzionato in relazione a una possibile successione.