Germania candidata Onu 2027/2028: la sfida nel Consiglio di | quotidiano360
Germania in corsa per un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu: sfida a tre con Austria e Portogallo
New York, 2 giugno 2026
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Summary
La Germania si candida per la settima volta a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il biennio 2027/2028, in una votazione dell'Assemblea Generale a New York. La corsa è aperta anche ad Austria e Portogallo nella stessa regione elettorale, mentre la soglia richiesta è di 128 voti su 191 aventi diritto.
New York, 2 giugno 2026
La Repubblica Federale di Germania si candida mercoledì 3 giugno a New York per un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2027/2028, sfidando nella regione elettorale "Europa occidentale e altri" l'Austria e il Portogallo, anch'essi in lizza per uno dei due posti disponibili.
La votazione nell'Assemblea Generale dell'Onu, composta da 193 Stati membri, si preannuncia incerta: come hanno osservato gli osservatori, si profila una vera e propria "Zitterpartie", ossia un'elezione al fotofinish, per decidere se la Germania entrerà per la settima volta nel Consiglio di Sicurezza, dopo le sei precedenti partecipazioni, l'ultima delle quali nel biennio 2019/2020. In caso di sconfitta, Berlino potrebbe teoricamente ripresentarsi per il periodo successivo 2028/2029.
Le regole del voto e la soglia dei due terzi
Per essere eletti è necessaria una maggioranza dei due terzi dei voti espressi. Poiché Afghanistan e Venezuela non sono attualmente abilitati al voto, la soglia effettiva si fissa a 128 voti, sempre che tutti gli altri paesi partecipino alla votazione. Gli esperti Onu segnalano che, in genere, una quota compresa tra il 10 e il 15 per cento delle promesse di voto non si concretizza effettivamente in scheda.
La Germania corre nella regione elettorale "Europa occidentale e altri", in cui sono disponibili due seggi. La concorrenza è rappresentata dall'Austria, che ha annunciato la propria candidatura già nel 2011, e dal Portogallo, sceso in campo nel 2013: entrambi hanno quindi accumulato anni di lavoro diplomatico prima di Berlino, come sottolinea il corrispondente Steffen Wurzel.
I rivali: Austria e Portogallo partiti prima
Secondo gli analisti, il Portogallo può contare su legami particolarmente stretti con il Sudamerica e con l'Africa, regioni in cui molti voti possono essere determinanti. L'Austria, dal canto suo, ha ribadito nei giorni scorsi di non far parte di alcuna alleanza militare, un profilo che alcuni piccoli e medi Stati membri potrebbero valutare come più neutrale rispetto a quello tedesco.
La Germania è invece membro sia dell'Unione europea sia della Nato, ed è considerata un partner affidabile. Il governo federale punta su questo profilo e sull'ampio contributo finanziario offerto all'Onu: Berlino è uno dei maggiori contribuenti dell'organizzazione, come ha ricordato un esponente dei Verdi: "Wir zahlen unsere Beiträge regelmäßig pünktlich."
La campagna di Wadephul a New York
Negli ultimi anni il peso della Germania è cresciuto anche a causa del progressivo disimpegno degli Stati Uniti da numerose organizzazioni delle Nazioni Unite, un vuoto che i partner europei hanno contribuito a colmare sul piano sia politico sia finanziario. "Deutschland stehe für ein regelbezogenes Handeln, Berechenbarkeit und Rechtstreue - alles Dinge, 'die in diesen Zeiten wertvoll sind'", ha dichiarato il portavoce del governo Stefan Kornelius, sintetizzando i valori che Berlino intende mettere sul tavolo.
A fare campagna a New York da giorni è il ministro federale degli Esteri Wadephul, esponente della CDU, che ha incontrato numerosi colleghi e diplomatici in vista del voto. "Es geht um die Rolle, die Deutschland einnehmen kann", ha detto il ministro nel Bericht aus Berlin, aggiungendo: "Wir werden von vielen nachgefragt, als Vermittler, als diejenigen Europäer, die sich einsetzen für Frieden, für Respekt, für Verständigung unter den Völkern." La Germania, ha proseguito, è percepita come il paese che difende l'ordine internazionale basato sulle regole, e questo, ha concluso, "è più importante che mai".
Sulla portata della responsabilità tedesca, Wadephul ha citato anche il peso economico del paese: "wenn über globale Krisen gesprochen werde, wolle Deutschland sein Gewicht einbringen. Das sei 'der drittgrößten Volkswirtschaft der Welt angemessen.'" Il ministro ha quindi rivendicato l'impegno di Berlino: "Wir haben eine Aufgabe als Bundesrepublik Deutschland und die wollen wir wahrnehmen."
Rispetto a una precedente tornata di otto anni fa, quando l'elezione della Germania era apparsa quasi scontata, questa volta la competizione si presenta molto più aperta. Sulla questione mediorientale, in particolare, Wadephul ha difeso la posizione di Berlino: "Nein, das glaube ich nicht, weil wir eine sehr balancierte Position dazu einnehmen. Jeder weiß, dass wir eine besondere Verantwortung haben für Israel."
Sul ruolo effettivo di un membro non permanente, Wadephul ha richiamato un approccio pragmatico: "Es geht nicht darum, die Welt zu retten, sondern es geht darum, Reformen und Veränderungen anzusprechen und Vorschläge zu machen, wie es gehen kann." Pur con toni realistici, il ministro si è detto sostanzialmente ottimista sulle prospettive della candidatura.
Composizione e poteri del Consiglio di Sicurezza
Il Consiglio di Sicurezza è l'organo dell'Onu cui spettano le decisioni vincolanti per tutti gli Stati membri: può imporre sanzioni, disporre embarghi sulle armi, dispiegare truppe di peacekeeping e autorizzare operazioni militari. È composto da cinque membri permanenti - Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e Russia - ciascuno con diritto di veto, e da dieci membri non permanenti, cinque dei quali rinnovati ogni anno.
Proprio per il potere di veto, l'organo è spesso bloccato sul piano politico: le grandi potenze sostengono posizioni divergenti su dossier e crisi chiave. È il contesto nel quale da anni la Germania, insieme a Brasile, India e Giappone - il cosiddetto G4 - spinge per una riforma complessiva del Consiglio, a partire da un allargamento dei seggi permanenti.
Le altre regionali in gara e il ruolo di Baerbock
L'elezione di mercoledì riguarda in totale cinque seggi non permanenti, distribuiti tra le diverse regioni elettorali. Oltre alla corsa in "Europa occidentale e altri", sono in lizza lo Zimbabwe per il gruppo africano, Trinidad e Tobago per l'America Latina e i Caraibi, mentre per l'Asia-Pacifico si contendono un posto Filippine e Kirghizistan. I risultati saranno annunciati nel pomeriggio di mercoledì, ora tedesca, dalla presidente facente funzione dell'Assemblea Generale, Baerbock.
La presenza di Baerbock alla guida dell'Assemblea - prima donna tedesca a ricoprire l'incarico - aggiunge un elemento di rilievo politico alla giornata. Sarà proprio lei a leggere i numeri definitivi della votazione, in un'aula che, secondo le previsioni, potrebbe riservare sorprese fino all'ultimo scrutinio utile.
Per Berlino, entrare nel Consiglio significherebbe tornare al centro del processo decisionale sulla sicurezza internazionale in un momento di forti tensioni globali. Per i concorrenti, Austria e Portogallo, l'elezione rappresenterebbe un'opportunità storica di far valere la propria voce, dopo anni di lavoro diplomatico condotto in stretto contatto con i paesi in via di sviluppo.
In caso di sconfitta: l'opzione 2028/2029
In caso di mancata elezione, la Germania potrebbe comunque tornare a candidarsi già per il biennio 2028/2029, come previsto dalle stesse procedure dell'organizzazione. L'arco di tempo, tuttavia, imporrebbe un riavvio della campagna e una ricostruzione del consenso tra i 191 paesi aventi diritto, in un contesto internazionale che nel frattempo potrebbe essere profondamente cambiato.
Al di là dell'esito, la sola campagna condotta da Wadephul e dalla diplomazia tedesca nelle ultime settimane ha rilanciato il dibattito europeo sul ruolo del continente nelle istituzioni multilaterali. La Germania, come ha sintetizzato il portavoce Kornelius, intende presentarsi come una voce per la "Berechenbarkeit" e la "Rechtstreue", qualità che, in un'Onu sempre più frammentata, potrebbero tornare a fare la differenza.
Questions & Answers
Per quale periodo la Germania si candida al Consiglio di Sicurezza dell'Onu?