FDP 2026: Henning Höne si ritira, Kubicki unico candidato | quotidiano360
Crisi FDP, Höne si ritira dalla corsa alla presidenza: "La competizione con Kubicki ha scavato fossati più profondi"
BERLINO – La leadership della FDP affronta un bivio cruciale durante il congresso federale, mentre la scelta del nuovo presidente si riduce a una figura dominante dopo il ritiro dell’unico sfidante.
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Summary
Henning Höne ha motivato il suo ritiro dalla corsa per la presidenza della FDP affermando che la competizione con Wolfgang Kubicki aveva "scavato fossati più profondi" nel partito. Tutta l'attenzione è ora rivolta a Kubicki, che punta a rilanciare i liberali dopo il fallimento alle elezioni federali e le sconfitte nei Länder.
BERLINO – La leadership della FDP affronta un bivio cruciale durante il congresso federale, mentre la scelta del nuovo presidente si riduce a una figura dominante dopo il ritiro dell’unico sfidante.
Il giovane candidato alla presidenza della FDP, Henning Höne, ha annunciato il suo ritiro dalla competizione per la guida del partito durante il congresso federale, giustificando la sua decisione con l’acuirsi delle divisioni interne provocate dallo scontro generazionale e politico con il veterano Wolfgang Kubicki.
Il partito liberale tedesco si trova riunito in un clima sospeso tra crisi e speranza, con lo spettro del fallimento elettorale che incombe dopo il prematuro collasso della coalizione “semaforo” e il mancato superamento della soglia di sbarramento del cinque per cento alle elezioni federali del febbraio 2025. La notizia del ritiro di Höne, trasmessa il 29 maggio 2026 dal programma Deutschlandfunk, semplifica drasticamente un percorso che fino a poche settimane fa sembrava destinato a un acceso duello per la leadership.
L’inquietudine nella base del partito era cresciuta esponenzialmente dopo che, in primavera, la FDP aveva fallito il superamento della soglia del cinque per cento anche nelle elezioni regionali del Baden-Württemberg e della Renania-Palatinato. Di fronte a questi risultati, il presidente uscente Christian Dürr aveva dovuto ammettere la gravità della situazione.
"So wie es bisher ist, kann es nicht weitergehen", aveva dichiarato Dürr, come riportato da fonti di stampa.
In seguito a questa presa d’atto, l’intero comitato esecutivo federale aveva rassegnato le dimissioni in blocco, aprendo ufficialmente la crisi di vertice che il congresso è ora chiamato a risolvere.
Il duello mancato e le ragioni del ritiro
Per diverse settimane, lo scenario politico aveva effettivamente prospettato una vera e propria competizione per la presidenza del partito: un confronto diretto tra il trentanovenne Henning Höne e il settantaquattrenne Wolfgang Kubicki. Una parte della FDP vedeva in questo duello un’opportunità per chiarire le questioni contenutistiche e strategiche che dividono il partito proprio durante il congresso.
Tuttavia, la prospettiva di uno scontro prolungato ha finito per esacerbare le tensioni interne, portando Höne a compiere un passo indietro. La sua decisione non è stata accolta con favore da tutte le componenti del partito. Il presidente dei Giovani Liberali (JuLis), Finn Flebbe, ha espresso il suo disappunto attraverso un messaggio pubblicato su Instagram, criticando la scelta di interrompere il confronto democratico interno.
"Wettbewerb muss man durchhalten können. Eine Partei, die Freiheit predigt, sollte ihren eigenen Vorsitzendenwettstreit nicht kurz vor der Ziellinie absagen", ha scritto Flebbe.
Con il ritiro di Höne, tutti gli sguardi all’interno del congresso sono ora puntati esclusivamente su Wolfgang Kubicki, che si appresta ad assumere la guida di un partito in cerca di una difficile rinascita.
La sfida di Kubicki: riconquistare credibilità
L’attenzione di Kubicki è già proiettata verso i prossimi appuntamenti elettorali regionali, considerati un banco di prova fondamentale per la sopravvivenza politica della FDP. A settembre si voterà in Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il politico è consapevole del peso specifico di queste scadenze.
"Jede verlorene Wahl stärkt das Narrativ, eine Stimme für die FDP sei verloren", ha spiegato Kubicki in un’intervista all’ARD.
Per invertire la tendenza, il leader liberale delinea una strategia in più fasi, che richiede pazienza e un lavoro capillare sul territorio. La priorità immediata è uscire dall’invisibilità mediatica e riconquistare la fiducia di un elettorato che sembra aver voltato le spalle al partito.
"Es sei daher wichtig, die Freien Demokraten zunächst wahrnehmbar zu machen, dann mit Themen die Menschen zu überzeugen, bei den Meinungsumfragen wieder über fünf Prozent zu kommen und die nächsten Wahlen erfolgreich zu bestreiten", ha aggiunto Kubicki.
La pressione sul nuovo leader è amplificata dalle sue stesse dichiarazioni passate. In un podcast della rivista “Focus”, Kubicki aveva legato il suo destino personale a un obiettivo numerico molto chiaro, affermando che se la FDP fosse rimasta sotto il cinque per cento nei sondaggi dopo un anno, avrebbe considerato il suo operato un fallimento.
Lo scontro con Merz e la linea sull’AfD
Il percorso di Kubicki è segnato anche da una forte rivalità personale con il Cancelliere federale e leader della CDU, Friedrich Merz. La tensione tra i due è esplosa pubblicamente a marzo, all’indomani delle elezioni nel Baden-Württemberg, quando Merz aveva dichiarato che la FDP era ormai definitivamente scomparsa dalla scena politica tedesca e che non avrebbe più giocato alcun ruolo. La replica di Kubicki fu immediata e dai toni molto accesi.
Il Cancelliere e leader della CDU aveva dichiarato che la FDP era ormai "von der politischen Bühne in Deutschland verschwunden, sie wird keine Rolle mehr spielen." Kubicki lo definì prontamente un "Eierarsch" e annunciò l’intenzione di dimostrare a lui e a tutti gli scettici che si sbagliavano.
Oltre alla competizione con gli altri partiti, Kubicki sta anche imprimendo una svolta alla linea politica del partito, in particolare per quanto riguarda il rapporto con l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD). In un’intervista all’ARD, ha messo in discussione il principio del “cordone sanitario” (Brandmauer) che ha finora impedito qualsiasi collaborazione con il partito di destra.
"Ich weiß nicht, wer diese Brandmauer erfunden hat. Es gibt kein Gesetz, in dem steht, mit der AfD darf man nicht reden", ha dichiarato Kubicki.
Il suo approccio si basa su una distinzione semantica che potrebbe avere profonde implicazioni per gli equilibri politici futuri. Il nuovo corso è sintetizzato in un motto che punta a ridefinire i confini del confronto democratico senza isolarne una parte.
Il suo motto, come da lui stesso enunciato, è "Abgrenzung statt Ausgrenzung".
Questions & Answers
Perché Henning Höne ha rinunciato a candidarsi contro Wolfgang Kubicki per la presidenza della FDP?
Höne ha motivato il suo ritiro spiegando che la competizione interna con Kubicki stava scavando fossati sempre più profondi all’interno del partito, aggravando le divisioni esistenti.
Qual è la strategia di Wolfgang Kubicki per far uscire la FDP dalla crisi?
Kubicki intende rendere il partito più visibile, convincere gli elettori con i temi proposti, risalire nei sondaggi sopra il cinque per cento e vincere le prossime elezioni regionali, a partire da quelle di settembre in Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Qual è la posizione di Kubicki riguardo al rapporto con l’AfD?
Kubicki ha messo in discussione il “cordone sanitario” (Brandmauer) verso l’AfD, sostenendo che non esiste una legge che vieti di parlare con loro e promuovendo il motto “Abgrenzung statt Ausgrenzung” (Delimitazione invece di Esclusione).