BERLINO – Mentre a Berlino si rincorrono le voci su un possibile avvicendamento alla guida del governo, i vertici dell'Unione e il portavoce dell'esecutivo sono intervenuti con forza per smentire qualsiasi ipotesi di "scambio di cancelliere" tra Friedrich Merz e il governatore del Nordreno-Vestfalia, Hendrik Wüst.

La coalizione di governo tedesca ha respinto con fermezza le indiscrezioni circolate sui media circa un possibile avvicendamento alla Cancelleria tra Friedrich Merz e il ministro-presidente del Nordreno-Vestfalia, Hendrik Wüst, bollando le ricostruzioni come "una papera" e "speculazioni infondate".

Le smentite ufficiali del partito e del governo

Il segretario generale della CDU, Carsten Schulze, ha usato parole di fuoco contro le voci che si sono propagate nelle ultime ore. "Dieses Gerücht, was da jetzt durch die Medien in Berlin verbreitet wird, das ist Unsinn", ha dichiarato Schulze a MDR Aktuell, definendo le speculazioni una vera e propria fake news. Il segretario ha poi chiarito la posizione del partito in merito al futuro dei due protagonisti politici: "Hendrik Wüst wird im nächsten Jahr wieder als Ministerpräsident in Nordrhein-Westfalen kandidieren, und Bundeskanzler Merz ist unser Bundeskanzler in Deutschland".

Schulze ha inoltre esortato il partito a mantenere la concentrazione sull'agenda politica, invitando a lasciarsi alle spalle le polemiche sterili. Ha affermato che bisogna orientarsi sui fatti concreti e "Nebendebatten möglichst vorbeirauschen lassen". Il segretario ha riconosciuto l'esistenza di critiche verso l'operato dell'esecutivo, citando esempi concreti come le tensioni sul tema delle pensioni e il recente naufragio del bonus da 1.000 euro, bocciato dal Bundesrat. "Das heißt aber nicht, dass man den Kanzler in seiner Person infrage stellt oder dass irgendjemand hier in Deutschland vorhat, ihn zu stürzen", ha precisato Schulze, aggiungendo che si tratta di una tematica "die so nie diskutiert wurde, auch nicht in internen Kreisen".

Anche il capo della Cancelleria, Thorsten Frei, è intervenuto per spegnere le polemiche interne. Durante la trasmissione ZDF "Maybrit Illner", Frei ha messo in guardia da ulteriori dibattiti sul personale, definendoli dannosi per l'azione di governo. "Ich will vor allen Dingen eine solche unfruchtbare Debatte nicht weiter verlängern. Das bringt uns doch nirgendwo hin", ha tagliato corto Frei. Il politico democristiano ha ammesso che i sondaggi per l'esecutivo sono negativi, ma ha ribadito con forza che la soluzione non può essere trovata nelle chiacchiere sulle persone: "Das lösen wir doch nicht dadurch auf, dass wir über Personen quatschen".

Sulla stessa linea d'onda si è attestato il portavoce del governo, Stefan Kornelius, che da Berlino ha ribadito la priorità assoluta dell'agenda riformista. "Die Bundesregierung und der Bundeskanzler sind auf den Reformprozess konzentriert. Alle anderen Themen sind nicht relevant", ha dichiarato Kornelius, sottolineando come tutti gli attori in campo siano consapevoli dell'imminenza di decisioni cruciali su cui si intende lavorare in modo mirato.

La genesi delle voci e il profilo di Hendrik Wüst

Le indiscrezioni su un possibile "scambio di cancelliere" sono state innescate da un articolo del magazine "Stern", a cui ha fatto eco la "Bild-Zeitung", che hanno riportato di un presunto "tuschelare" all'interno dell'Unione (CDU/CSU) sulla possibilità di sostituire Merz. Secondo queste ricostruzioni, alcuni esponenti di peso del partito starebbero informalmente veicolando ai media l'idea di cercare un "cancelliere di riserva". Il profilo individuato sarebbe quello di Hendrik Wüst, il cinquantenne governatore del Nordreno-Vestfalia, descritto come l'antitesi perfetta di Merz.

Wüst, che governa dal 2022 nel Land più popoloso della Germania in coalizione con i Verdi, incarna un'ala più centrista e dialogante del partito. La sua figura è stata spesso accostata a quella di Angela Merkel per la capacità di tessere relazioni trasversali, anche con i sindacati. Non è la prima volta che il suo nome viene accostato a scenari nazionali. Ziemlich genau vor drei Jahren erschien in der FAZ ein Gastbeitrag mit dem Titel "Das Herz der CDU schlägt in der Mitte". In quell'articolo comparivano frasi interpretate come un chiaro attacco alla linea di Merz: "Wer nur die billigen Punkte hervorhebt und sich mit den Populisten gemein macht, legt die Axt an die eigenen Wurzeln und stürzt sich selbst ins Chaos". Già nel settembre 2024, Wüst aveva compiuto un passo indietro con un gesto plateale, schierandosi dietro la candidatura ormai certa di Merz. "Der Hendrik ist die Zukunft unserer Partei", commentò all'epoca un alto esponente della CDU della Renania Settentrionale-Vestfalia.

L'ipotesi di un suo approdo a Berlino si scontra tuttavia con la realtà politica del suo Land: nell'aprile 2027 si terranno le elezioni regionali in NRW, un appuntamento che rende improbabile un suo abbandono della scena locale. Inoltre, nel dibattito pubblico si fa strada la consapevolezza delle ferree leggi non scritte della politica. Come ricordano gli osservatori, per i partiti, e specialmente per l'Unione, vale il detto: "Die Partei liebt den Verrat, aber sie hasst den Verräter". La domanda su chi potrebbe mai vestire i panni del "regicida" resta senza una risposta credibile.

La debolezza di Merz e lo spettro dei sondaggi

Le voci su un avvicendamento non nascono dal nulla, ma affondano le radici in un dato politico incontrovertibile: la debolezza attuale del cancelliere Friedrich Merz. Dopo oltre un anno di governo di coalizione con l'SPD, Merz non è riuscito a realizzare la promessa di una "CDU pur", una politica conservatrice e favorevole all'economia, trovandosi invece imbrigliato dalle resistenze di un alleato di governo riottoso e da una serie di passi falsi comunicativi.

L'ultimo scivolone in ordine di tempo è costato caro alla Germania: un duro scambio verbale con il presidente americano Trump ha provocato la reazione di Washington, che ha ritirato 5.000 soldati statunitensi e cancellato la promessa di fornire i missili Tomahawk. Un episodio che ha ulteriormente incrinato la credibilità del cancelliere. A pesare come un macigno sono i numeri delle rilevazioni demoscopiche. Secondo un recente sondaggio dell'istituto Forsa, l'84 per cento dei cittadini tedeschi si dichiara insoddisfatto del lavoro di Merz, mentre solo il 14 per cento ritiene che stia operando bene.

La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che l'Unione, pur essendo al governo, si trova a dover guardare le spalle a una AfD che veleggia costantemente intorno al 27 per cento nei sondaggi nazionali, surclassando il partito del cancelliere. Merz, che in passato ha definito la AfD una "Nazi-Partei", ha reagito alle voci di un suo possibile siluramento in modo insolitamente nervoso. Non