Schengen: controlli alle frontiere, Brunner e Dobrindt a | quotidiano360
Controlli alle frontiere nello spazio Schengen: Brunner chiede una riduzione graduale, Dobrindt intende mantenerli
Lussemburgo/Berlino, 06 giugno 2026
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Summary
Il commissario UE alla migrazione Magnus Brunner chiede una riduzione graduale dei controlli alle frontiere interne nello spazio Schengen, citando il calo delle domande d'asilo e le nuove misure europee. Il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt respinge la richiesta e difende il mantenimento dei controlli, sostenendo che hanno avuto un effetto positivo sulla situazione migratoria.
Lussemburgo/Berlino, 06 giugno 2026
Il commissario europeo per la Migrazione Magnus Brunner ha chiesto una progressiva riduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne Schengen, attualmente in vigore in nove Stati membri tra cui la Germania, mentre il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha ribadito l'intenzione di mantenere i controlli al confine tedesco.
In un'intervista concessa ai quotidiani del Funke Mediengruppe e pubblicata nelle edizioni del sabato, Brunner ha giudicato una riduzione dei controlli «möglich und auch angebracht - so auch in Deutschland», dunque possibile e auspicabile anche in Germania. Il commissario austriaco ha motivato la sua posizione facendo riferimento al declino delle domande d'asilo, che ha definito «drastisch», in drastica diminuzione, e alle nuove misure introdotte a livello europeo. Brunner ha inoltre ricordato che, a suo avviso, «der grenzfreie Schengenraum müsse wieder funktionieren», lo spazio Schengen senza frontiere deve tornare a funzionare.
Parallelamente, il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt ha respinto l'ipotesi di un allentamento dei controlli disposti alla frontiera tedesca, che ha ordinato di intensificare immediatamente dopo l'insediamento del nuovo governo federale nero-rosso. Intervenendo sulla questione, Dobrindt ha sostenuto che i controlli hanno «eine deutlich positive Wirkung auf das gesamte Migrationsgeseghen gehabt», hanno avuto un effetto chiaramente positivo sull'insieme della situazione migratoria. Il ministro della CSU ha aggiunto che «Die Magnetwirkung Deutschlands habe sich verringert, was sich positiv für ganz Europa auswirke», l'effetto di attrazione della Germania si è ridotto, il che ha un impatto positivo per l'intera Europa.
Le dichiarazioni di Brunner: una riduzione possibile e auspicabile
Secondo i dati diffusi, nove paesi Schengen attualmente conducono controlli temporanei alle proprie frontiere interne: Germania, Austria, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia. La Commissione europea ha proposto già martedì la fine di tali controlli, coerentemente con il principio del Codice frontiere Schengen, che li consente solo in circostanze eccezionali, su base temporanea e come ultima risorsa. La Commissione ha anche prorogato i controlli interni per diversi Stati membri fino a giugno 2025, in attesa dell'entrata in vigore delle nuove norme comuni.
Brunner ha richiamato l'attenzione sulle misure già adottate a livello UE, affermando che «Zum anderen greifen die beschlossenen Maßnahmen wie der Außengrenzschutz und das gemeinsame EU-weite Einreise- und Ausreisesystem», le misure concordate come la protezione delle frontiere esterne e il sistema comune di ingresso e uscita stanno dando effetto. Il commissario ha insistito sul fatto che il diritto d'asilo resta intatto: «Das Recht auf Asyl bleibt bestehen», il diritto d'asilo resta in vigore, senza alcun dubbio, ha sottolineato, e che nei centri d'asilo previsti alle frontiere esterne dovranno essere garantiti standard minimi, tra cui l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione, e che «faire Lebensbedingungen herrschen», condizioni di vita eque devono prevalere.
La replica di Dobrindt: i controlli restano, effetto positivo sulla migrazione
Il dibattito si colloca a una settimana esatta dall'entrata in vigore della riforma del Sistema europeo comune di asilo (CEAS/GEAS), prevista per il 12 giugno 2026. Il pacchetto, presentato come il più ambizioso degli ultimi anni, introduce procedure d'asilo accelerate alle frontiere esterne dell'Unione, il ritorno rapido dei richiedenti respinti e una distribuzione più equa degli oneri tra tutti gli Stati membri. La riforma punta inoltre a contrastare la migrazione secondaria, ossia il proseguimento del viaggio di richiedenti verso altri paesi UE dopo l'ingresso, e prevede che i controlli si concentrino principalmente alle frontiere esterne dell'Unione.
L'attuazione del nuovo sistema di ingresso/uscita (EES) accompagnerà l'avvio della riforma CEAS nella stessa settimana, come parte di un pacchetto integrato di strumenti pensato per rendere operative le nuove regole. La Commissione europea ha più volte indicato il pacchetto d'asilo come la leva principale per giustificare la fine dei controlli interni, sostenendo che il rafforzamento delle frontiere esterne e delle procedure comuni dovrebbe rendere superfluo il ricorso a misure nazionali. Brunner ha ripreso questa linea argomentativa nelle sue dichiarazioni ai quotidiani tedeschi, insistendo sull'idea che la normalità dello spazio Schengen debba essere ripristinata.
Il quadro Schengen: nove paesi con controlli temporanei
Sul fronte tedesco, la posizione di Dobrindt si inserisce in una linea politica consolidata all'interno della CSU, di cui il ministro è Landesgruppenchef. Il dicastero dell'Interno ha ordinato controlli intensificati ai confini statali subito dopo l'insediamento del governo federale nero-rosso, in una mossa che aveva già attirato le critiche di Bruxelles e di diversi partner europei. Il ministro ha difeso pubblicamente la misura come uno strumento efficace per ridurre gli ingressi irregolari e ha legato la sua valutazione positiva all'indebolimento del cosiddetto effetto magnete, un tema ricorrente nel dibattito pubblico tedesco.
L'Olanda figura tra i paesi che effettuano controlli alle frontiere con altri Stati Schengen, al pari di altri sette membri e della Norvegia, paese associato. La lista comprende anche l'Italia, la Francia e la Slovenia, il che evidenzia come la sospensione de facto della libera circolazione riguardi una porzione significativa del continente. Gli osservatori europei notano che il moltiplicarsi dei controlli temporanei, previsto dal Codice Schengen come misura eccezionale, è diventato negli ultimi anni una condizione semipermanente in molte regioni.
La riforma CEAS al centro del dibattito
Lo stesso Codice frontiere Schengen prevede che i controlli interni possano essere disposti solo in circostanze eccezionali, su base temporanea e come ultima risorsa, criteri che la Commissione ha richiamato più volte nelle sue valutazioni. La proroga dei controlli interni per alcuni paesi fino a giugno 2025, decisa in precedenza dall'esecutivo UE, si iscriveva già in un quadro di transizione verso il nuovo regime. Con l'avvicinarsi del 12 giugno 2026, la pressione su Berlino e sugli altri Stati che mantengono i controlli è destinata a intensificarsi.
Brunner ha parlato in Lussemburgo, sede del Consiglio e di diverse agenzie europee, ribadendo la necessità di restituire piena funzionalità allo spazio senza frontiere. Il commissario ha riconosciuto che il volume delle domande d'asilo sta calando in modo marcato, un dato che a suo avviso rende fattibile una progressiva attenuazione dei controlli alle frontiere interne. Ha però precisato che la riduzione deve essere graduale e che la protezione delle frontiere esterne resta la priorità operativa dell'Unione.
Diritti fondamentali e standard nei centri alle frontiere
Sul piano dei principi, il commissario ha voluto rassicurare quanti temono un indebolimento del diritto d'asilo, ricordando che il quadro giuridico europeo non è messo in discussione dalla riforma. La promessa di standard minimi nei centri alle frontiere esterne, comprensivi di assistenza sanitaria e accesso all'istruzione per i richiedenti, mira a rispondere alle preoccupazioni espresse da organizzazioni umanitarie e da alcuni governi. Brunner ha legato la sua posizione a un approccio che combina fermezza alle frontiere esterne e rispetto dei diritti fondamentali.
Le dichiarazioni del commissario sono state rilasciate una settimana prima dell'entrata in vigore della riforma d'asilo europea, un arco di tempo nel quale la Commissione intende consolidare il messaggio politico della normalizzazione. La finestra è stretta: la riforma del CEAS, il sistema EES e le nuove procedure alle frontiere esterne dovranno dimostrare rapidamente la loro efficacia, anche per giustificare la progressiva rinuncia ai controlli interni. In questo contesto, la divergenza tra Bruxelles e Berlino sul destino dei controlli alla frontiera tedesca assume un valore simbolico più ampio.
Lo scontro politico tra Bruxelles e Berlino
L'articolo che riporta le dichiarazioni di Brunner è stato pubblicato il 6 giugno 2026, in edizione sabato, sui quotidiani del Funke Mediengruppe, ed è