Audi taglia le previsioni annuali – la debolezza in Cina e i dazi USA pesano sui risultati
Ingolstadt, 27 luglio 2026
SamaKM / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Audi, dopo il primo semestre più debole dal 2021, ha ridotto significativamente le sue previsioni annuali e si attende ora un fatturato compreso tra 58 e 63 miliardi di euro. Le ragioni principali sono i crolli massicci in Cina e Nord America, nonché la pressione persistente sugli stabilimenti tedeschi.
Ingolstadt, 27 luglio 2026
La controllata di Volkswagen Audi ha tagliato nettamente lunedì le sue previsioni per l'intero anno 2026 e, a causa dei massicci cali delle vendite in Cina e Nord America, prevede ora un fatturato compreso tra 58 e 63 miliardi di euro.
Previsioni nettamente ridotte
Il nuovo range si colloca così cinque miliardi di euro al di sotto del precedente corridoio di 63-68 miliardi, che Audi aveva comunicato ancora dopo il primo trimestre. Anche le attese sulla redditività operativa sono state tagliate dal 6-8% al 5-7%. Il fatturato semestrale è sceso, secondo le indicazioni dell'azienda, da 32,573 a 29,177 miliardi di euro, con una flessione di oltre il dieci percento. Il Netto-Cashflow è invece aumentato sensibilmente da 904 a 1.885 milioni di euro, cosa che Audi attribuisce principalmente a un'evoluzione positiva del capitale circolante.
Il mercato cinese è stato colpito in modo particolarmente duro: incluse Hong Kong, le consegne sono crollate di circa il 19% a 232.227 veicoli. L'attività in Cina, che – per via delle joint venture locali – viene contabilizzata nel risultato finanziario, ha contribuito nell'intero primo semestre a soli 73 milioni di euro, vale a dire un meno 74% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando il contributo era quasi quattro volte più alto. Audi stessa ha sottolineato che le consegne globali, escludendo la Cina, sarebbero rimaste quasi sui livelli dell'anno precedente. Anche in Nord America le consegne sono scese di quasi il 17% a 82.187 veicoli; qui, secondo l'azienda, i dazi USA penalizzano il business.
Cina e USA come talloni d'Achille
A livello mondiale Audi ha consegnato nel primo semestre 727.245 veicoli, circa il 7,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, che era stato di 783.531 unità. Sono circa 55.000 veicoli in meno rispetto al primo semestre 2025. L'utile del secondo trimestre è sceso, al netto delle imposte, di circa il 21% a 563 milioni di euro. Il risultato operativo nel semestre è tuttavia salito leggermente da 1.087 a 1.122 milioni di euro e la redditività operativa sulle vendite è migliorata dal 3,3 al 3,8%.
I problemi si ripercuotono ora anche sugli stabilimenti tedeschi. Nello stabilimento di Neckarsulm, a partire da novembre, verrà soppresso il turno di notte, con circa 1.200 dipendenti interessati. La capacità produttiva è stata ridotta, secondo i resoconti dei media, a 225.000 veicoli all'anno – circa 75.000 in meno rispetto agli anni precedenti. In determinate circostanze la capacità potrebbe in futuro scendere fino a un massimo di 150.000 veicoli. A Neckarsulm, secondo le indicazioni dell'azienda, si sono radunati di recente circa 3.200 lavoratori; circa 800 sindacalisti e delegati di fiducia dell'IG Metall hanno protestato contro i possibili piani di risparmio.
Pressione su Neckarsulm e Ingolstadt
Il direttore finanziario Jürgen Rittersberger ha confermato la soppressione del turno di notte e ha al contempo presentato riflessioni su come salvaguardare lo stabilimento attraverso una riduzione delle capacità sia a Neckarsulm sia a Ingolstadt. „Abbiamo la possibilità di aumentare l'efficienza in entrambi gli stabilimenti“, ha detto Rittersberger. „Nel contesto in cui operiamo, dobbiamo diventare più competitivi ed efficienti, lavorare sulle strutture di costo e rendere più rapidi i processi decisionali.“ Non ci sarà tuttavia „un gioco al ribasso tra i due stabilimenti tedeschi“.
Il consiglio di fabbrica di Ingolstadt si è dichiarato solidale con Neckarsulm: „Neckarsulm fa parte del DNA di Audi – non è oggetto di trattativa.“ Il consiglio di fabbrica chiede l'attuazione coerente dell'accordo sul futuro in vigore, che prevede una garanzia occupazionale fino alla fine del 2033 ed esclude i licenziamenti per ragioni aziendali. Tale accordo era stato prorogato a marzo dell'anno scorso, in concomitanza con l'annuncio della soppressione di fino a 7.500 posti di lavoro entro il 2029. Rittersberger ha detto che i progressi nei piani di taglio dei posti di lavoro stanno procedendo bene. Con l'accorpamento di aree, secondo una fonte vicina ai fatti riportata dall'Handelsblatt, si potrebbero risparmiare fino a 1.000 posti di lavoro.
L'amministratore delegato Gernot Döllner si è mostrato impegnato a garantire coesione: „Audi è una componente centrale del Gruppo – e parte della soluzione“. „Il nostro obiettivo comune è un piano sostenibile e di lungo periodo per il futuro.“ Audi ha già „dimostrato il coraggio di rinnovarsi“. Rittersberger ha sottolineato come le condizioni quadro geopolitiche accrescano la pressione ad agire: „Per reggere la concorrenza internazionale, dobbiamo, insieme al Gruppo Volkswagen, ridisegnare il nostro modello di business e realizzare miglioramenti strutturali di ampia portata“.
Politica di risparmio del Gruppo VW
Sullo sfondo c'è anche la politica di austerity della casa madre Volkswagen, il cui utile nel secondo trimestre era crollato di circa un terzo. Il capo del Gruppo Oliver Blume aveva dichiarato di recente in un'intervista interna che in Europa occorreva eliminare capacità in eccesso per 500.000 veicoli. „Esistono soluzioni più intelligenti che chiudere stabilimenti. Quella è sempre l'ultima opzione.“ VW sta valutando, secondo informazioni provenienti dal Gruppo, l'eliminazione di altre decine di migliaia di posti di lavoro e intende finalizzare il proprio pacchetto di risparmio entro la fine dell'anno.
Quattro stabilimenti del Gruppo VW sarebbero, secondo le indiscrezioni, oggetto di verifica, tra cui anche lo stabilimento Audi di Neckarsulm. In precedenza si erano avute notizie di possibili chiusure dopo il 2030, che avevano destato allarme. Il consiglio di fabbrica di Audi continua a puntare sul mantenimento dell'accordo sul futuro. Rittersberger si è mostrato fiducioso per il secondo semestre: esso è tradizionalmente il semestre più forte, e i nuovi modelli dovrebbero dare impulso.
Speranza nei nuovi modelli
Nel secondo semestre Audi punta soprattutto sulla nuova Audi Q9, un SUV full-size pensato in particolare per il mercato USA, che arriverà nel quarto trimestre 2026 in Nord America e in Europa. È annunciato anche l'Audi A2 e-tron, a trazione interamente elettrica, che sarà presentato in autunno 2026 come modello d'ingresso. Neckarsulm si posiziona così come futuro centro di competenza per l'intelligenza artificiale e la digitalizzazione.
L'Europa resta motore di crescita
Al di fuori dei mercati problematici, il quadro è diverso: in Germania le consegne sono cresciute di oltre il 4% a circa 108.000 veicoli, in Europa esclusa la Germania di quasi il 6%. Particolarmente evidente è la domanda di veicoli elettrificati: le consegne di modelli interamente elettrici sono aumentate del 23% a oltre 25.000 unità, e quelle delle plug-in hybrid addirittura del 147%. Nell'Europa occidentale Audi ha registrato complessivamente un aumento degli ordini del 7%, e nei modelli P
Audi taglia le previsioni: Cina e USA penalizzano il primo | quotidiano360