Vertice UE-Balcani a Tivat: la proposta franco-tedesca | quotidiano360
Vertice UE-Balcani occidentali a Tivat: Merz chiede all'Unione di dimostrare di saper allargare
Tivat, 5 giugno 2026
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Summary
Al vertice UE-Balcani occidentali di Tivat, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno presentato una proposta congiunta per rilanciare l'allargamento dell'Unione, oggi fermo da tredici anni. Il documento prevede incentivi graduali, accesso anticipato al mercato unico e uno status di osservatore per i candidati, con l'obiettivo di sbloccare i negoziati di adesione, in particolare quelli del Montenegro, che punta a chiudere il processo entro il 2028.
Tivat, 5 giugno 2026
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno partecipato venerdì a Tivat, in Montenegro, al vertice UE-Balcani occidentali, presentando una proposta congiunta per imprimere nuovo slancio al processo di allargamento dell'Unione europea, fermo da oltre un decennio.
Il vertice, che riunisce ventitré capi di Stato e di governo dell'Unione europea e i sei paesi dei Balcani occidentali aspiranti all'adesione — Montenegro, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia —, si svolge sulla costa adriatica montenegrina con l'obiettivo dichiarato di restituire momentum al processo di integrazione europea della regione. Lo ha riferito l'agenzia France-Presse, ripresa da Deutschlandfunk.
Un summit per rilanciare l'allargamento
La presidenza del vertice spetta al Montenegro, paese ospitante e candidato più avanzato tra i sei. Secondo le informazioni diffuse alla vigilia, il cancelliere Merz ha sottolineato come alcuni Stati siano già molto avanti nel percorso, citando in particolare il paese che ospita l'evento. Il governo montenegrino ha fissato l'obiettivo ambizioso di concludere i negoziati di adesione entro il 2028, anche se, come osservano gli analisti, restano ancora aperti numerosi capitoli negoziali.
Alla vigilia del summit, Francia e Germania hanno circolato un documento congiunto in cui chiedono un nuovo slancio per l'allargamento dell'Unione. La proposta, arrivata un giorno prima dell'apertura dei lavori, prevede, tra l'altro, "zusätzliche Anreize im Rahmen eines auf Leistung beruhenden, schrittweisen Integrationsprozesses". Il testo mira a semplificare le procedure giudicate "überformalistische, bürokratische Verfahren" e ad accelerare i negoziati di adesione, oggi composti da oltre trenta capitoli, la cui apertura deve essere decisa all'unanimità.
La proposta di Francia e Germania
Uno dei punti centrali della proposta è la possibilità di concedere ai paesi candidati l'accesso pieno al mercato unico europeo, a determinate condizioni, prima dell'adesione formale. In questo modo si vuole offrire un incentivo tangibile ai paesi che progrediscono nelle riforme, superando la logica tradizionale del "tutto o niente". La proposta prevede inoltre l'istituzione di una sorta di status di osservatore nelle istituzioni UE per i candidati che soddisfino determinati criteri, con l'invio di osservatori nelle istituzioni europee come ricompensa per i progressi compiuti.
Un altro elemento di rilievo del documento è la richiesta di aprire tutti i capitoli negoziali rilevanti nel momento in cui la Commissione europea ritenga che i tempi siano maturi, superando l'attuale meccanismo che prevede oltre cento passaggi procedurali e decisioni unanimi capitolo per capitolo. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto all'impianto attuale, considerato da molti osservatori uno dei principali ostacoli all'avanzamento dei negoziati.
Dal palco di Tivat, Merz ha lanciato un monito diretto all'Unione: senza nuovi ingressi da tredici anni, ha affermato, le responsabilità non sono solo dei paesi candidati. "Wenn wir jetzt seit 13 Jahren keine neuen Mitglieder mehr aufgenommen haben, zeigt das, dass die Versäumnisse auch auf der Seite der Europäischen Union liegen", ha dichiarato il cancelliere, aggiungendo: "Die Europäische Union muss zeigen, dass sie erweiterungsfähig und erweiterungswillig ist". Merz ha poi concluso: "Das zeigt, dass die Versäumnisse auch auf der Seite der Europäischen Union liegen. Und die wollen wir heute überwinden."
Le critiche di Merz all'Unione
Il cancelliere tedesco ha espresso un cauto ottimismo al termine dei primi colloqui della giornata: "ermuntert durch die Gespräche heute Morgen", ha detto, riconoscendo tuttavia che "Die Arbeit sei jedoch lösbar". Merz ha auspicato che il vertice raggiunga conclusioni comuni da attuare poi a Bruxelles, trasformando i segnali politici di Tivat in decisioni concrete nei prossimi mesi.
Anche il presidente francese Macron è intervenuto al summit, sottolineando l'importanza geopolitica della regione. Secondo quanto riportato, Macron ha affermato che l'area dei Balcani occidentali è cruciale dal punto di vista geopolitico e che l'indipendenza stessa dell'Europa si decide in quella regione, con riferimento ai temi dell'energia, della sicurezza e delle rotte migratorie. La presenza congiunta di Berlino e Parigi a Tivat con un documento comune segna un tentativo coordinato di rilanciare la politica di allargamento.
A sostenere la proposta è arrivato anche il rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia ed Erzegovina, Christian Schmidt, che ha accolto con favore l'approccio graduale. Schmidt ha ricordato come finora il processo di adesione abbia funzionato secondo un principio di "100 Prozent oder gar nichts" e ha proposto di procedere per fasi, ad esempio aprendo il mercato unico alle giovani start-up dei paesi candidati. Schmidt ha però ammonito che l'Unione è "stark verbesserungsbedürftig" sul piano comunicativo nella sua capacità di conquistare la popolazione dei Balcani occidentali.
Il ruolo di Schmidt e le aspettative regionali
Le aspettative verso il vertice di Tivat sono alte, come ha sottolineato Jakov Devčić, responsabile degli uffici esteri della Fondazione Konrad Adenauer in Serbia e Montenegro. Devčić ha ricordato che si tratta della prima volta, nei vent'anni trascorsi dall'indipendenza del Montenegro, che un vertice di questa portata si svolge nel paese. Secondo la sua analisi, la Germania ha un forte interesse a integrare più rapidamente e con decisione i Balcani occidentali nell'Unione europea, non solo per ragioni politiche ma anche di stabilità economica del continente, e i Balcani rappresentano un partner importante soprattutto in tempi incerti.
Devčić ha osservato che il Montenegro è il paese più avanti nel percorso di adesione, ma ha anche segnalato le preoccupazioni di altri Stati della regione di essere trascurati a causa dell'attenzione rivolta all'Ucraina. Il dibattito su un possibile riconoscimento europeo più rapido di Kiev è seguito con attenzione nei Balcani occidentali, dove diversi governi temono un effetto di spiazzamento. In Serbia, in particolare, il cammino verso l'adesione è considerato significativamente più difficile, anche per via della questione del Kosovo e dell'orientamento ritenuto filo-russo del presidente Aleksandar Vučić.
La Serbia e le ombre della guerra
Il sostegno all'adesione europea in Serbia si attesta attualmente tra il 35 e il 40 per cento, secondo i dati citati da Devčić. Le esperienze storiche legate alle guerre balcaniche e un sentimento anti-occidentale pronunciato giocano un ruolo importante nell'atteggiamento ambivalente della società serba verso Bruxelles. L'esempio della Croazia, ha concluso Devčić, dimostra tuttavia che le opinioni sull'adesione possono cambiare rapidamente quando la direzione politica è chiara.
Per Devčić il vertice di Tivat può comunque impostare segnali politici e accrescere la pressione riformatrice sui governi della regione. L'Europa, ha aggiunto, deve chiarire ai paesi della regione che la porta dell'Unione resta aperta. Per il Montenegro la posta in gioco è duplice: chiudere i capitoli ancora aperti per rispettare la tabella di marcia verso il 2028 e fungere da modello per gli altri candidati, in un momento in cui l'allargamento sembra tornato al centro dell'agenda europea grazie all'iniziativa congiunta di Parigi e Berlino.
Il percorso resta complesso: il Kosovo non dispone ancora dello status di candidato all'adesione, mentre Macedonia del Nord e Albania procedono con tempi diversi, e la Bosnia ed Erzegovina deve completare passi politici interni prima di avanzare concretamente. La proposta franco-tedesca rappresenta, nelle intenzioni dei suoi promotori, un modo per restituire credibilità a un processo che molti osservatori considerano ormai bloccato e per riaffermare la dimensione geopolitica dell'allargamento, in un momento in cui l'Unione è chiamata a ridefinire il proprio perimetro orientale.
Verso Bruxelles: il dopo-Tivat
Merz ha confermato di voler imprimere nuovo slancio al processo di integrazione dei Balcani occidentali nell'Unione europea, riprendendo un'iniziativa annunciata pochi giorni prima del summit. Il cancelliere ha indicato la tabella di marcia di Tivat come punto di partenza per le decisioni che dovranno essere assunte nelle prossime settimane a Bruxelles, in un calendario che vede il vertice europeo come banco di prova per la tenuta politica della proposta franco-tedesca.
Questions & Answers
Qual è l'obiettivo principale della proposta franco-tedesca presentata al vertice di Tivat?
Il documento, presentato un giorno prima del summit, chiede un nuovo slancio per l'allargamento dell'Unione europea e prevede incentivi graduali, tra cui l'accesso anticipato al mercato unico e uno status di osservatore per i paesi candidati che soddisfino determinati criteri, in un processo di integrazione basato sui risultati e scandito per fasi.
Perché il cancelliere Merz parla di 'Versäumnisse' a carico dell'Unione europea?
Merz ha ricordato che da tredici anni l'Unione non ammette nuovi membri, segno che le responsabilità non sono solo dei paesi candidati: 'Die Europäische Union muss zeigen, dass sie erweiterungsfähig und erweiterungswillig ist', ha dichiarato, chiedendo che l'UE dimostri di saper e voler allargare.
Quali sono le prospettive di adesione del Montenegro rispetto agli altri paesi dei Balcani occidentali?
Il Montenegro è il candidato più avanzato tra i sei paesi della regione e punta a concludere i negoziati di adesione entro il 2028, anche se restano ancora aperti numerosi capitoli negoziali; secondo gli analisti, una sua adesione potrebbe avere effetti positivi sugli altri Stati del percorso di integrazione.