UE infligge ad AliExpress una multa record di 550 milioni di euro
Bruxelles, 20 luglio 2026
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Summary
La Commissione UE ha inflitto alla piattaforma di commercio online AliExpress una multa record di 550 milioni di euro perché il portale non ha rimosso per settimane abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi. Si tratta della sanzione pecuniaria più alta mai comminata a una singola impresa ai sensi del Digital Services Act; AliExpress ha annunciato che ricorrerà contro la decisione.
Bruxelles, 20 luglio 2026
La Commissione UE ha inflitto lunedì una multa record di 550 milioni di euro alla piattaforma cinese di commercio online AliExpress, perché attraverso la piattaforma sono stati venduti illegalmente abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi.
Contesto del procedimento
La Commissione UE accusa il marketplace, appartenente al gruppo Alibaba, di non aver applicato correttamente la propria politica sanzionatoria nei confronti dei venditori che commercializzano prodotti illegali. Secondo Bruxelles, le relative offerte sono rimaste online per settimane nonostante le contestazioni. AliExpress avrebbe così violato gli obblighi del Digital Services Act (DSA), in vigore dal febbraio 2024.
La sanzione pecuniaria ora comminata è la più alta mai inflitta a una singola impresa ai sensi del Digital Services Act. La Commissione UE aveva avviato il procedimento nel marzo 2024; l'indagine si è concentrata principalmente sugli anni 2023 e 2024. La multa riguarda esplicitamente solo il periodo fino a giugno 2025.
Entità della sanzione: valore record sotto il massimo
L'importo della sanzione pecuniaria è tuttavia nettamente inferiore al massimo teoricamente possibile. La base di calcolo è il fatturato annuo mondiale del gruppo Alibaba, pari a circa 120 miliardi di euro (996,347 miliardi di renminbi yuan), la casa madre del marketplace accessibile ai consumatori dell'UE. Con un tetto massimo del sei per cento del fatturato dell'anno precedente, la multa avrebbe potuto superare i sette miliardi di euro. Come ha confermato un rappresentante UE all'agenzia di stampa dpa, la sanzione effettiva è quindi ben al di sotto del massimo possibile.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva della Commissione UE per la sovranità tecnologica e la sicurezza, ha motivato il passo con parole chiare: "Größe ist keine Entschuldigung: Risiken müssen systematisch ermittelt und angegangen werden, um sicherzustellen, dass Verbraucher sicher online einkaufen können." Ha inoltre chiesto ad AliExpress di agire concretamente: "Heute erwarten wir, dass Aliexpress diesen Standard einhält, und fordern sie auf, Maßnahmen zu ergreifen."
Reazioni da Bruxelles e Pechino
AliExpress ha respinto la decisione e ha annunciato che ricorrerà contro la sanzione. "Wir sind mit der heutigen Entscheidung und der unverhältnismäßigen Geldbuße nicht einverstanden", ha dichiarato l'azienda in una prima reazione. Questa non rifletterebbe "die erheblichen, proaktiven Verbesserungen, die man vorgenommen habe". Ha aggiunto: "Wir prüfen die Entscheidung sorgfältig und erwägen alle verfügbaren Optionen."
Già nel giugno 2025 AliExpress aveva fatto delle concessioni alla Commissione UE e si era impegnata volontariamente ad adottare determinate misure. L'azienda aveva inoltre sostenuto di essere sopraffatta dai controlli a causa dell'enorme quantità di prodotti. La Commissione non vi ha tuttavia ravvisato una giustificazione sufficiente.
Posizione di mercato di AliExpress in Europa
Lo scorso anno, secondo i dati della Commissione UE, 193 milioni di acquirenti hanno utilizzato i servizi di AliExpress – quattro volte più che nel 2022. Solo in Germania, nel secondo trimestre, il 5,3 per cento del fatturato del commercio online è stato attribuito alla piattaforma, come riferito dalla Bundesverband E-Commerce und Versandhandel Deutschland – un valore record. Per confronto: nello stesso periodo Shein ha raggiunto 156 milioni di clienti, Temu 130 milioni.
La Commissione UE ha dichiarato che AliExpress ha omesso di "wirksame Maßnahmen zu ergreifen, um das Risiko der Verbreitung verbotener Produkte zu verringern". La politica sanzionatoria non sarebbe stata attuata in modo adeguato e i negozi che vendevano prodotti illegali avrebbero potuto restare attivi sulla piattaforma nonostante le punizioni. Ogni giorno partono circa 16 milioni di pacchi dalla Cina verso l'UE; lo scorso anno il numero dei pacchi spediti dalla Cina con un valore delle merci inferiore a 150 euro è stato di 5,9 miliardi di pezzi. Il 91 per cento di questi pacchi proveniva dalla Cina.
Le associazioni dei consumatori hanno accolto con favore il provvedimento. Ramona Pop, membro del consiglio direttivo del Verbraucherzentrale Bundesverband, ha parlato di un segnale importante: "Unsichere und nicht-konforme Produkte gefährden Verbraucherinnen und Verbraucher und verzerren den Wettbewerb." Non sarebbe sufficiente cancellare le offerte illegali il più rapidamente possibile. Anche l'Handelsverband Deutschland ha reagito: "Wer europäische Regeln missachtet, muss mit spürbaren Konsequenzen rechnen", ha dichiarato il direttore generale aggiunto Stephan Tromp. Il direttore generale Rainer Will ha dichiarato: "Wer Millionen Produkte in Europa verkauft, muss auch Verantwortung für deren Sicherheit übernehmen."
Will ha al contempo criticato la tassa UE sulle importazioni a basso costo introdotta a luglio 2026 come "paradox": mentre la Commissione UE ha inflitto ad AliExpress una sanzione elevata per violazioni sistematiche, proprio questa piattaforma non sarebbe toccata dalla prevista tassa austriaca sui pacchi, perché rientra nella soglia di fatturato prevista di 100 milioni di euro in Austria. Per ogni pacco con un valore delle merci fino a 150 euro viene ora riscosso un contributo di tre euro.
Ulteriori procedimenti contro le piattaforme online
Il caso non è il primo del genere. Alla fine di maggio 2026 la Commissione UE aveva già inflitto una multa di circa 200 milioni di euro al mercato online cinese Temu, anche questa per la vendita di prodotti illegali. Inoltre, poco meno di due mesi fa la Commissione aveva richiesto 200 milioni di euro ad AliExpress; la sanzione di 550 milioni di euro ora comminata sostituisce questo precedente passo. Procedimenti sono in corso anche contro altre piattaforme nel quadro del Digital Services Act, con il quale la Commissione UE intende regolamentare in modo più rigoroso soprattutto le grandi aziende online.
Rappresentanti UE hanno sottolineato che la decisione è stata deliberatamente mantenuta sotto il massimo calcolato, per evitare un sovraccarico dei tribunali e per fissare tuttavia una sanzione chiara. L'importo di 550 milioni di euro corrisponderebbe a un intervento incisivo ma al contempo proporzionato. Per la Commissione il caso è un test chiave per l'applicazione del DSA, considerato una spada affilata contro i giganti online.
L'ulteriore sviluppo dipende ora dall'esito del ricorso annunciato. Se la Corte di giustizia europea confermasse la sanzione, questa sarebbe probabilmente un precedente per futuri procedimenti contro altre grandi piattaforme – e al contempo il conto che i commercianti online possono aspettarsi per controlli insufficienti sulle offerte illegali in Europa.
Prospettive: conseguenze per il settore
In conclusione resta da evidenziare che la Commissione, in vista del 2025 e dell'anno successivo, ha annunciato un ulteriore inasprimento dell'azione. Qualora le violazioni dovessero ripetersi, non si escludono ulteriori sanzioni – comprese eventuali penalità coercitive.
Nel complesso il caso mostra che l'UE sta rafforzando la propria durezza regolatoria nei confronti delle piattaforme online extraeuropee. La combinazione di multe multimiliardarie, contributi sui pacchi e controlli più severi sui prodotti segnala un cambio di strategia nella tutela dei consumatori, che probabilmente and
Multa UE contro AliExpress: 550 milioni di euro di sanzione | quotidiano360