Trump fa sperare in un accordo con l'Iran e cancella gli attacchi annunciati
Washington/Teheran, 12 giugno 2026
Hamed Saber / Wikimedia Commons / CC BY-SA 2.0
Summary
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la cancellazione di attacchi contro l'Iran, facendo sperare in un'intesa quadro con Teheran. Borse in rialzo e petrolio in calo dopo le dichiarazioni del tycoon, che ipotizza una firma in Europa.
Washington/Teheran, 12 giugno 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su Truth Social la cancellazione di attacchi contro l'Iran precedentemente minacciati, facendo sperare in un accordo quadro con Teheran il cui testo dovrebbe essere finalizzato nei prossimi giorni.
L'annuncio di Trump su Truth Social
La svolta, giunta nella tarda serata di giovedì, ha raffreddato una fase di escalation militare che nella notte tra mercoledì e giovedì aveva visto le forze armate americane colpire strutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e posizioni di difesa aerea all'interno dell'Iran. Trump ha spiegato che la decisione di annullare i raid è legata ai colloqui in corso con "la più alta dirigenza iraniana" e che le parti coinvolte avrebbero approvato nei dettagli i punti negoziati, lasciando intendere la possibilità di una soluzione diplomatica.
Sul piano economico, la notizia ha avuto effetti immediati: il prezzo del petrolio è sceso in modo marcato, con il Brent del Mare del Nord che è sceso sotto la soglia dei 90 dollari al barile, toccando il livello più basso dalla metà di aprile. Gli indici azionari di Wall Street hanno esteso i guadagni, e l'euro si è rafforzato sul dollaro. La sola prospettiva di una fine del conflitto ha contribuito ad alleggerire una pressione che aveva pesantemente spinto al rialzo i prezzi energetici globali.
Mercati in ripresa dopo la svolta
Sul fronte dei contenuti dell'intesa, Trump ha parlato di un Memorandum of Understanding (MOU) e ha indicato l'apertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale americano come elementi centrali del quadro negoziale. In un passaggio del suo messaggio, il presidente americano ha sostenuto che l'Iran "non avrà mai un'arma nucleare", pur senza fornire ulteriori dettagli. L'intesa prevederebbe inoltre lo sblocco graduale di fondi iraniani congelati all'estero — tra i sei e i dodici miliardi di dollari — destinati esclusivamente all'acquisto di beni umanitari, una delle principali controversie ancora aperte.
Interrogato dai giornalisti nello Studio Ovale, Trump si è detto fiducioso che il nuovo leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, abbia approvato personalmente l'accordo, rispondendo "So wie ich es verstehe, ist die Antwort ja" quando gli è stato chiesto del via libera iraniano. Il presidente ha precisato che i documenti devono ancora essere finalizzati, ma che la firma potrebbe avvenire già nel fine settimana, "forse in Europa". Alla cerimonia non sarà presente lui stesso, ma il vicepresidente JD Vance.
Contenuti dell'intesa e nodi aperti
Nelle settimane scorse Trump aveva più volte paventato un intervento militare duro contro Teheran, arrivando a minacciare la conquista dell'isola di Kharg, nel Golfo Persico, snodo attraverso cui transita circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. In un post su Truth Social, Trump aveva scritto che gli Stati Uniti avrebbero assunto "vollständige Kontrolle" su petrolio e gas iraniani, evocando un approccio simile a quello adottato in Venezuela. "In nicht allzu ferner Zukunft werde man die für Irans Ölindustrie wichtige Insel Kharg und andere Öl-Infrastruktur übernehmen", si leggeva nel messaggio.
Tuttavia, fonti iraniane hanno ridimensionato l'annuncio: l'agenzia di stampa Fars, citando ambienti negoziali, ha riferito che "Es wurde kein Text für eine Vereinbarung gebilligt", smentendo di fatto l'esistenza di un'intesa già approvata. Anche il ministero degli Esteri di Teheran ha adottato un tono cauto, pur astenendosi dalla formale denuncia della tregua in vigore da aprile. Lo stesso ministero ha definito il cessate il fuoco "praktisch bedeutungslos" alla luce dei recenti attacchi americani, pur ribadendo che l'Iran "ha un diritto alla difesa legittima".
Teheran ridimensiona l'annuncio
Sul piano militare, il conflitto ha continuato a mietere conseguenze: nella provincia di Teheran almeno tre persone sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dai media iraniani. Nello Stretto di Hormuz, un'imbarcazione carica di generi alimentari di prima necessità è stata colpita da un proiettile americano nelle prime ore del mattino (ora locale): l'equipaggio è stato tratto in salvo e, secondo il ministero degli Esteri indiano, 21 componenti dell'equipaggio sono stati soccorsi, anche se tre membri indiani dell'equipaggio di una nave cisterna hanno perso la vita. In Bahrein, una bambina di undici anni è rimasta ferita e a Manama e nella città di Hammad detriti di droni iraniani abbattuti hanno provocato incendi e danni a edifici residenziali. La Giordania ha intercettato 20 missili provenienti dall'Iran.
La rappresaglia iraniana non si è limitata al territorio israeliano. I Guardiani della Rivoluzione hanno condotto contro-attacchi contro basi americane in Giordania, Bahrein e Kuwait, mentre l'Iran ha minacciato, attraverso una dichiarazione dello stato maggiore diffusa dalla radio di Stato, di colpire qualsiasi nave tentasse di attraversare lo Stretto di Hormuz. Il Comando Centrale americano (Centcom) ha tuttavia reso noto su X che "Handelsschiffe fahren weiterhin heute Nacht in die Straße von Hormus ein und heraus". L'Iran ha continuato a ostacolare il passaggio delle petroliere nello stretto, mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco navale imposto in risposta a quello di fatto iraniano.
Il bilancio degli scontri e le tensioni regionali
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti, durato ormai tre mesi, ha causato migliaia di vittime e un significativo aumento dei prezzi energetici globali. Una tregua tra le parti, formalmente in vigore da aprile, è stata più volte messa a dura prova da scambi di colpi nelle notti di mercoledì e giovedì. Israele, dal canto suo, ha condotto attacchi in Libano, dove sei persone sono state uccise e dieci sono rimaste ferite vicino a un ospedale, e nella Striscia di Gaza, dove tre persone hanno perso la vita. La Slovenia, intanto, ha revocato l'embargo sulle armi nei confronti di Israele e ha tolto il divieto d'ingresso al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Sul piano diplomatico, il quadro rimane fluido. Secondo quanto riportato da Reuters, citando fonti iraniane e un diplomatico europeo, le due parti si sarebbero scambiate bozze di una dichiarazione d'intenti, ma dal lato iraniano è stato precisato che nessun testo è stato ancora approvato. Teheran chiede la fine degli attacchi israeliani in Libano, la revoca delle sanzioni e il riconoscimento del proprio controllo sullo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, dal canto loro, chiedono la fine del blocco iraniano e garanzie sull'assenza di un programma nucleare militare. Trump ha annunciato di voler parlare con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e che, dopo il suo ottantesimo compleanno, previsto domenica 14 giugno a Washington, raggiungerà la Francia per il vertice del G7, in programma a Évian-les-Bains sul Lago Lemano dal 15 al 17 giugno.
Trump ha ribadito che, in caso di fallimento dei colloqui, le opzioni militari restano sul tavolo, minacciando attacchi "più grandi e più potenti" in una telefonata con Fox News e precisando che, sebbene non desideri truppe di terra in Iran, "teoricamente si potrebbe inviare un piccolo gruppo". Intanto, gli osservatori attendono la finalizzazione del testo e l'eventuale firma, che secondo Trump potrebbe tenersi "vielleicht in Europa" nei prossimi giorni, in un contesto regionale in cui il prezzo del greggio e gli umori dei mercati restano strettamente legati agli sviluppi diplomatici.
Questions & Answers
Perché Trump ha cancellato gli attacchi contro l'Iran?
Il presidente degli Stati Uniti ha citato i progressi nei colloqui con "la più alta dirigenza iraniana", affermando che le parti coinvolte avrebbero approvato nei dettagli i punti negoziati e che una firma potrebbe avvenire "forse in Europa" nei prossimi giorni.
Cosa prevede l'ipotetico Memorandum of Understanding con l'Iran?
Tra i punti centrali figurano l'apertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale americano, lo sblocco graduale di sei-dodici miliardi di dollari di fondi iraniani congelati per beni umanitari e l'impegno iraniano a non dotarsi di armi nucleari.
Perché l'isola di Kharg è al centro della controversia?
L'isola di Kharg, nel Golfo Persico, ospita il porto petrolifero più importante dell'Iran, attraverso cui transita circa il 90% delle esportazioni di greggio del paese, ed è stata più volte indicata da Trump come obiettivo potenziale in caso di fallimento dei negoziati.
Trump, accordo con l'Iran vicino: cancellati gli attacchi | quotidiano360