Merz “Lackaffe” è reato, “Pinocchio” no: decreto Heilbronn | quotidiano360
Strafbefehl wegen Merz-Beleidigung: "Pinocchio" ist okay, "Lackaffe" nicht
HEILBRONN — La definizione di “Pinocchio” per il Cancelliere federale Friedrich Merz è una critica lecita al potere, mentre quella di “Lackaffe” (bellimbusto/sciocco vanitoso) costituisce un’offesa penalmente rilevante. È questa la sottile linea di demarcazione tracciata dalla procura di Heilbronn, che ha portato all’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti di un utente di Facebook.
Steffen Prößdorf / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Il tribunale di Heilbronn ha emesso un decreto penale contro un utente che aveva definito il Cancelliere Friedrich Merz “Lackaffe” su Facebook. La procura ha invece archiviato il caso del commento “Pinocchio”, ritenendolo una forma legittima di critica al potere coperta dalla libertà di espressione.
HEILBRONN — La definizione di “Pinocchio” per il Cancelliere federale Friedrich Merz è una critica lecita al potere, mentre quella di “Lackaffe” (bellimbusto/sciocco vanitoso) costituisce un’offesa penalmente rilevante. È questa la sottile linea di demarcazione tracciata dalla procura di Heilbronn, che ha portato all’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti di un utente di Facebook.
Il tribunale distrettuale di Heilbronn, su richiesta della procura, ha emesso un decreto penale per ingiuria contro un utente di Facebook che aveva commentato un post della polizia locale definendo il Cancelliere federale Friedrich Merz (CDU) un “Lackaffe”.
L’origine del procedimento: quasi 400 commenti sotto un post della polizia
Il caso trae origine da un evento dell’ottobre dello scorso anno, in occasione di una visita del Cancelliere Merz a Heilbronn. La polizia locale aveva pubblicato un post su Facebook relativo alla visita, sotto il quale si erano rapidamente accumulati quasi 400 commenti da parte degli utenti. In questo mare magnum di reazioni, un commento in particolare aveva attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.
L’utente in questione aveva scritto, commentando la situazione, le testuali parole: “Und alles wegen dem Lackaffen” (E tutto per colpa del bellimbusto). Questa frase è stata ritenuta dalle autorità inquirenti non una semplice critica politica, ma un attacco personale all’onore del Cancelliere. La procura di Heilbronn ha quindi avviato un’indagine, vagliando complessivamente 38 contributi sospetti tra i centinaia presenti, per verificare se vi fossero gli estremi di una rilevanza penale.
La distinzione giuridica: critica lecita vs. offesa personale
La decisione della magistratura ha creato un interessante precedente sul confine tra satira, critica politica e insulto. Mentre il termine “Lackaffe” è stato sanzionato, la procura ha adottato un approccio completamente diverso per un altro commento, sempre rivolto a Merz, che lo definiva “Pinocchio”. In questo secondo caso, il procedimento è stato archiviato.
La motivazione dell’archiviazione per il commento “Pinocchio” è stata chiara: secondo la procura, si trattava di “una forma di critica al potere consentita e coperta dalla libertà di espressione”. Una portavoce del tribunale ha spiegato che il procedimento è stato archiviato “perché si tratta di una critica al potere lecita e quindi coperta dalla libertà di espressione”. Al contrario, per il termine “Lackaffe”, la giustizia è stata inflessibile, ritenendo che in questo caso non fosse in primo piano il confronto politico, bensì una “lesione dell’onore” personale.
La motivazione della condanna e il ruolo del Paragrafo 188
La severità nella valutazione del termine “Lackaffe” si basa su un’interpretazione precisa del codice penale tedesco. Secondo la portavoce del tribunale, il pubblico ministero, dopo aver esaminato i fatti, è giunto alla conclusione “che in questo caso non sussisteva un nesso oggettivo con l’attività politica, bensì era in primo piano la lesione dell’onore”. Questa distinzione è cruciale per comprendere l’applicazione del Paragrafo 188 del Codice Penale (StGB).
Tale norma conferisce una protezione speciale ai titolari di cariche politiche contro ingiuria, diffamazione e maldicenza. La portavoce ha dettagliato i criteri, affermando che si tratta di una “disistima lesiva dell’onore e socialmente degradante della persona che opera nella vita politica da parte dell’imputato, laddove l’espressione deve essere idonea a screditare la persona nella percezione pubblica e a rendere non irrilevante il suo operato politico”. Sulla base di questa valutazione, il tribunale ha ritenuto soddisfatti i presupposti per l’emissione di un decreto penale per ingiuria contro una persona della vita politica.
L’entità della pena e il processo in aula
In conseguenza della violazione, il tribunale ha comminato una pena pecuniaria. Secondo il decreto penale, l’uomo dovrà pagare 30 aliquote giornaliere, equivalenti a circa un mese di stipendio. La portavoce del tribunale non ha tuttavia voluto fornire dettagli sull’importo esatto di ciascuna aliquota, motivando la scelta con la necessità di tutelare la privacy dell’imputato: “perché ciò permetterebbe di risalire al reddito presunto”.
La vicenda giudiziaria non si è conclusa con il solo decreto. La possibile ingiuria ai danni del Cancelliere Merz è infatti approdata in aula già nella giornata di venerdì. Una portavoce del tribunale distrettuale di Heilbronn ha comunicato che l’udienza era fissata per le ore 9:00, anche se inizialmente il termine non sarebbe dovuto essere reso noto al pubblico. Gli inquirenti avevano già dichiarato all’inizio di aprile, su richiesta, che il procedimento relativo all’accusa di “Lackaffe” era stato chiuso dalla procura di Heilbronn.
Altri insulti sotto esame: il caso “ftzn fritz”
L’indagine della procura non si è limitata ai soli epiteti “Lackaffe” e “Pinocchio”. Nel setacciare i 38 commenti potenzialmente offensivi, gli investigatori si sono imbattuti in espressioni ben più volgari e pesanti. Tra queste, figuravano insulti come “H….Sohn”, “Scheiß Kanzler” e, in particolare, “ftzn fritz”.
Quest’ultimo termine rappresenta un caso a sé, carico di una connotazione sessuale particolarmente offensiva. L’espressione “ftzn fritz” fa diretto riferimento a una campagna denigratoria di matrice satirica portata avanti dal partito “Die Partei” contro Friedrich Merz. Tale formazione politica ha infatti commercializzato magliette con la scritta “Ftzn Frtz”, trasformando l’insulto in un gadget di propaganda. La domanda che la procura si è posta, “Ist die Schmähung als ‘ftzn fritz’ ebenfalls strafbar?”, evidenzia come la giustizia stia valutando con attenzione crescente il confine tra satira organizzata e diffamazione personale sui social network.