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Stocker sostiene a Vienna l'ingresso del Montenegro nell'Unione Europea
Vienna, 29 giugno 2026
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L'assemblea politica del Partito Popolare Europeo (PPE) svoltasi a Vienna ha segnato un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'Austria e i Balcani Occidentali,…
Vienna, 29 giugno 2026
Stocker definisce l'allargamento come un investimento strategico
L'assemblea politica del Partito Popolare Europeo (PPE) svoltasi a Vienna ha segnato un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'Austria e i Balcani Occidentali, mettendo in scena il sostegno europeo alla candidatura del Montenegro. In tale contesto, il cancelliere federale Christian Stocker (ÖVP) ha dichiarato che l'allargamento dell'UE rappresenta un investimento nella sicurezza, nella prosperità e nel futuro comune del continente. "Die (EU-)Erweiterung ist kein Geschenk an andere, sie ist eine Investition in unsere eigene Sicherheit, unseren Wohlstand und unsere gemeinsame europäische Zukunft", ha scritto Stocker sulla piattaforma X.
Nel suo intervento dinanzi all'incontro del PPE, il cancelliere federale è andato oltre, sostenendo che gli ultimi decenni di pace e prosperità sono stati un dono che non va dato per scontato. Secondo Stocker, sarebbe un grave errore "die Gegenwart angesichts aktueller Krisen und Herausforderungen nicht wahrnehmen zu wollen". In questa linea, ha definito la stessa appartenenza dell'Austria all'UE come "wichtiger denn je" nel contesto attuale di crisi e sfide.
Stocker ha colto l'occasione del suo discorso per chiedere l'integrazione graduale dei paesi candidati e ha proposto di coinvolgere istituzionalmente gli stati in processo di adesione prima del previsto. Sotto il motto "Nicht nur verwalten, sondern auch gestalten", il cancelliere ha difeso l'idea che il PPE debba assumere una leadership politica e non limitarsi alla mera gestione. Nello specifico, per quanto riguarda i Balcani Occidentali, Stocker ha affermato: "Es ist Zeit für den nächsten Beitritt aus der Region".
Bauer chiede storie di successo e avverte dello stallo
La ministra degli Affari Europei dell'Austria, Claudia Bauer (ÖVP), è intervenuta nella stessa assemblea con un messaggio incentrato sulla necessità di offrire storie di successo nel processo di allargamento. "Wir brauchen Erfolgsgeschichten", ha detto Bauer, avvertendo che l'allargamento dell'UE "schon viel zu lange ins Stocken geraten" è in stallo da troppo tempo. La ministra ha inoltre ricordato che "Wenn wir über die Zukunft der EU sprechen, müssen wir auch über die Erweiterung, die Sicherheit und Stabilität Europas sprechen".
Bauer ha inquadrato l'allargamento nel contesto geopolitico attuale e sostenuto che un'Europa unita è la risposta più solida ai tempi difficili. Nel suo discorso, la ministra ha anche spiegato che l'Austria sostiene i paesi candidati nella "Überwindung bilateraler Bedenken", con riferimento al superamento degli ostacoli bilaterali che ancora gravano su alcuni processi di adesione. Secondo la ministra, "Wir holen Montenegro in unsere politische Familie, noch bevor das Land Mitglied der Europäischen Union ist".
Sul futuro regionale, Bauer è stata categorica nell'affermare che "Die Zukunft der Westbalkan-Staaten liegt in der EU", una dichiarazione che è stata raccolta come linea politica centrale della giornata. La stessa appartenenza dell'Austria all'Unione Europea è stata rivendicata dalla ministra come più importante che mai data l'attuale sequenza di crisi internazionali. Il suo intervento mirava, secondo fonti presenti, a rafforzare il legame tra il PPE austriaco e le forze politiche della regione.
Il PES di Spajic entra nella famiglia del PPE all'unanimità
La decisione politica più visibile della giornata è stata l'ammissione del partito Europa Jetzt! (Pokret Evropa sad!, PES), formazione del primo ministro montenegrino Milojko Spajic, come membro associato del Partito Popolare Europeo. Lo stesso Spajic si è recato di persona a Vienna per partecipare all'assemblea, a sottolineare la rilevanza che il Governo montenegrino attribuisce al processo. L'ammissione è avvenuta all'unanimità, come confermato dal segretario generale dell'ÖVP, Nico Marchetti.
Marchetti ha sottolineato la portata del passo compiuto dichiarando: "Mit der einstimmigen Aufnahme unserer montenegrinischen Schwesterpartei PES in die EVP-Familie haben wir ein starkes Bekenntnis abgelegt, für den EU-Beitritt Montenegros ebenso wie für ein geeintes, starkes Europa". Per l'ÖVP, l'ingresso del PES nella famiglia del PPE rappresenta un impegno fermo sia con l'adesione del Montenegro sia con l'idea di un'Europa unita e forte. La decisione è stata adottata senza voti contrari né astensioni significative.
Da parte sua, il primo ministro Milojko Spajic ha valutato l'ammissione come una pietra miliare nel percorso europeo del suo paese. "Das ist ein wichtiger Moment für Montenegros Weg nach Europa", ha dichiarato, secondo la copertura realizzata dai media montenegrini a partire da un comunicato stampa del PES. Spajic ha aggiunto che l'appartenenza del suo partito al PPE implica una comunicazione più diretta con i responsabili politici che prendono decisioni chiave nell'UE.
Lopatka fissa il 2028 come orizzonte per l'adesione
Il capo della delegazione dell'ÖVP al Parlamento Europeo, Reinhold Lopatka, svolge il ruolo di relatore del PPE per il Montenegro e ha fissato un orizzonte temporale concreto per l'adesione. "Mein Ziel bleibt klar: Montenegro soll als 28. Mitgliedsstaat noch 2028 Teil der Europäischen Union werden, also vor der nächsten Europawahl im Frühjahr 2029", ha affermato. Lopatka ha inoltre sostenuto che nessun altro paese candidato all'UE riunisce condizioni migliori per l'adesione del Montenegro.
L'obiettivo dichiarato di Lopatka si inserisce in una strategia più ampia del PPE per accelerare l'integrazione dei Balcani Occidentali, con il Montenegro come caso pilota. Nel suo intervento, il deputato europeo ha ricordato che il Montenegro è un paese candidato all'adesione e che il processo si è prolungato per anni senza avanzare in modo decisivo. La proposta austriaca punta a sincronizzare il calendario politico europeo —con le elezioni del Parlamento Europeo della primavera 2029 come riferimento— con la conclusione dei negoziati.
Le parole di Stocker, Bauer e Lopatka hanno delineato una posizione comune: l'allargamento deve cessare di essere percepito come una concessione ed essere inteso come un investimento strategico. Questa narrativa è stata sostenuta da Marchetti dalla segreteria generale dell'ÖVP e da Spajic dal Governo montenegrino, il che ha conferito alla giornata il carattere di un atto politico congiunto. L'uso reiterato dell'idea di investimento, anziché di regalo, mirava a smontare le reticenze che in diversi stati membri hanno frenato nuove adesioni.
L'Austria si consolida come promotrice dei Balcani Occidentali
L'Austria si è così posizionata come una delle sostenitrici più vocali del prossimo allargamento, in linea con il suo tradizionale appoggio ai Balcani Occidentali. Il cancelliere federale, la ministra degli Affari Europei e il capo della delegazione europea dell'ÖVP hanno concordato nel chiedere una leadership politica al PPE e nel collocare il Montenegro come la candidatura più avanzata. La giornata di Vienna ha quindi combinato un gesto simbolico —l'ammissione del PES— con un calendario concreto: adesione come stato membro numero 28 prima del 2029.
Il dibattito interno al PPE ha inoltre messo in luce la necessità di non fermarsi alla mera gestione amministrativa dei processi di adesione. Sotto il motto "gestire e, soprattutto, configurare", i dirigenti austriaci hanno rivendicato un ruolo più attivo della famiglia popolare europea. L'idea di integrare istituzionalmente i paesi candidati prima dell'adesione formale è stata presentata come una via per mantenere vivo il processo e offrire incentivi concreti ai governi della regione.
Il PPE di fronte alla sfida di gestire e configurare l'allargamento
L'appuntamento viennese si è svolto in un contesto europeo segnato da crisi successive che, secondo gli oratori, esigono risposte politiche decise. Stocker, Bauer e Marchetti hanno concordato nel presentare l'allargamento come parte della risposta europea a queste sfide. Il sosteg