SpaceX supera i 2,1 trilioni di dollari dopo l'IPO e consacra Musk come punto di riferimento del settore spaziale, dell'IA e dei social network
Redazione internazionale, 15 giugno 2026
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Summary
Un giorno dopo l'IPO, SpaceX supera i 2,1 trilioni di dollari di valutazione, spinta da un rialzo vicino al 20 % nel debutto al Nasdaq. L'operazione consacra Elon Musk, fondatore e amministratore delegato, con una partecipazione superiore al trilione di dollari e ridisegna la mappa dei giganti tecnologici statunitensi.
Redazione internazionale, 15 giugno 2026
L'azienda statunitense di voli spaziali, intelligenza artificiale e social network SpaceX ha superato i 2,1 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato un giorno dopo il debutto al Nasdaq, dopo aver registrato un rialzo vicino al 20 % nella giornata di esordio.
Un'IPO che raddoppia il record di Aramco
Il balzo ha collocato la società ben oltre i due trilioni di dollari di valore di mercato, una soglia che fino ad ora solo altri giganti tecnologici degli Stati Uniti avevano superato in modo stabile. Nella seduta successiva all'IPO, la quotazione è avanzata con forza e ha rafforzato la percezione che l'appetito degli investitori per i settori spaziale, dell'intelligenza artificiale e dei social network rimanga intatto. Il volume di negoziazione e la rivalutazione successivi hanno confermato il carattere eccezionale dell'operazione.
Prima dell'IPO, SpaceX ha collocato 555.555.555 azioni a un prezzo unitario di 135 dollari, incassando circa 75.000 milioni di dollari. Tale cifra supera ampiamente il precedente record assoluto in un'IPO, i quasi 29.000 milioni di dollari ottenuti dalla petrolifera saudita Aramco nel 2019. La differenza illustra il cambiamento d'epoca nella gerarchia dei mercati: il capitale internazionale non fluisce più massicciamente verso l'energia fossile, bensì verso la tecnologia, lo spazio e l'intelligenza artificiale.
Musk consolida una partecipazione superiore al trilione di dollari
Come fondatore e amministratore delegato, Elon Musk controlla circa il 50 % del capitale di SpaceX, la cui valutazione ha già superato il trilione di dollari. Una parte significativa di tale ricchezza deriva dalla fusione realizzata agli inizi del 2026 tra SpaceX e la sua azienda di intelligenza artificiale xAI, un'operazione da miliardi di dollari nella quale circa 250.000 milioni di dollari sarebbero confluiti verso xAI nell'ambito dell'accordo. L'integrazione consolida un conglomerato che combina razzi, satelliti, modelli di IA e piattaforme social sotto un unico ombrello aziendale.
La struttura di governo della nuova SpaceX ha richiamato l'attenzione degli analisti. Disposizioni speciali del Nasdaq attribuiscono a Musk una maggioranza di voto superiore all'85 % nonostante la sua partecipazione minoritaria nel capitale, il che di fatto lascia gli azionisti esterni privi di diritti di controllo sulle decisioni strategiche della società. L'architettura azionaria replica lo schema di doppia classe che Musk ha già utilizzato in passato in Tesla e in X, e che suscita un dibattito ricorrente sulla separazione tra proprietà economica e potere di voto nelle grandi aziende tecnologiche.
Sul piano finanziario, l'ultimo bilancio presenta contrasti evidenti. Nell'esercizio fiscale 2025, SpaceX ha fatturato circa 18.700 milioni di dollari, equivalenti a poco più di 16.000 milioni di euro, ma ha registrato una perdita netta vicina ai 5.000 milioni di dollari, in buona parte trascinata dagli elevati costi di sviluppo del programma Starship. La combinazione di ricavi in crescita e perdite ingenti ha alimentato il dibattito sulla sostenibilità del modello di business a medio termine.
Ricavi in aumento, perdite crescenti
Ciò nonostante, la quotazione ha collocato SpaceX in un territorio borsistico poco abituale. Il rapporto prezzo-vendite si aggira intorno a cento volte i ricavi annuali storici, un premio insolitamente elevato anche per gli standard del settore tecnologico statunitense. Analisti e gestori interpellati dai media finanziari sostengono che tale valutazione si giustifichi solo se la società rispetta proiezioni molto ambiziose, il che espone il titolo a un'elevata volatilità se i risultati futuri non saranno all'altezza.
Lo stesso Musk ha contribuito ad alimentare le aspettative. In messaggi pubblicati su X il 14 giugno 2026, l'imprenditore ha affermato che «I think SpaceX might be able to reach approximately $1T revenue in 2030» e ha aggiunto che «And I would be surprised if revenue is not greater than $1T in 2031». Le sue previsioni contrastano con le stime più prudenti delle grandi banche d'investimento: gli analisti di Morgan Stanley prevedono 160.000 milioni di dollari di ricavi nel 2028, circa 330.000 milioni nel 2030 e fino a 3,4 trilioni nel 2040.
Proiezioni ottimistiche contro le banche d'investimento
Goldman Sachs, dal canto suo, ha indicato circa 470.000 milioni di dollari di fatturato nel 2030, secondo un rapporto del Wall Street Journal ripreso agli inizi di giugno. La divergenza tra le cifre gestite da Musk e le proiezioni delle banche d'investimento è notevole: l'obiettivo di un trilione nel 2030 rappresenta circa il triplo della stima centrale di Morgan Stanley e più del doppio della forchetta più ottimistica di Goldman Sachs.
La stessa azienda è consapevole del potenziale a lungo termine. Nella documentazione per l'IPO, SpaceX stima che il mercato totale indirizzabile per il proprio portafoglio di prodotti potrebbe raggiungere i 28,5 trilioni di dollari. Tale cifra include le attività attuali — i razzi Falcon 9 e la costellazione di satelliti per internet Starlink — e le future linee di attività legate al programma Starship, le telecomunicazioni satellitari, l'intelligenza artificiale applicata e i servizi derivati da X, il social network un tempo noto come Twitter.
L'episodio ridisegna, inoltre, la gerarchia del selettivo tecnologico statunitense. Alcuni commentatori hanno sottolineato che il gruppo delle cosiddette «Magnificent Seven» — il club informale dei sette maggiori titoli tecnologici di Wall Street — «das passt nun nicht mehr»: l'irruzione di SpaceX impone di rivedere le classifiche e gli indici di riferimento, e apre la porta a una «Magnificent Eight» o a una riconfigurazione più profonda della leadership settoriale.
Il precedente del 2018 e il profilo di Musk sui mercati
Anche lo storico di Musk sul mercato azionario non passa inosservato. Nell'agosto 2018, pubblicò su Twitter la sua intenzione di ritirare Tesla dalla borsa a 420 dollari ad azione sostenendo di avere i finanziamenti già assicurati, il che scatenò indagini della SEC e turbolenze sui mercati. L'episodio continua a essere citato come precedente nella valutazione del rispetto degli impegni finanziari dell'imprenditore, compresi gli attuali obiettivi di fatturato per SpaceX.
L'IPO arriva, inoltre, in un contesto di forte domanda di attivi rischiosi legati all'intelligenza artificiale. Investitori istituzionali e retail hanno aderito all'operazione attratti dalla combinazione di un business spaziale con una piattaforma social globale e una divisione di IA, un mix poco abituale in borsa. Il collocamento di 555,5 milioni di azioni a 135 dollari si è completato rapidamente e l'ordine di restrizione alle vendite interne è rimasto limitato ai tratti standard per questo tipo di emissioni.
Oltre all'impatto immediato sulla quotazione, gli analisti sottolineano che la vera sfida per SpaceX sarà tradurre una capitalizzazione di oltre due trilioni di dollari in flussi di cassa positivi. La pressione per
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