Kathmandu, 08 agosto 2026
Circa nove mesi dopo una valanga sullo Yalung Ri, alto 5.630 metri, vicino al confine tra Nepal e Tibet, sono stati ritrovati i corpi di un alpinista tedesco e di altri quattro uomini.
I cinque uomini erano stati travolti da una valanga sui pendii inferiori dello Yalung Ri, secondo le autorità nepalesi. La montagna si trova nella catena dell'Himalaya, vicino al Gaurishankar, alto 7.134 metri, e non lontano dal confine con il Tibet. La regione rientra tra le aree di trekking e spedizione meno frequentate, ma sempre più apprezzate del Nepal.
Come ha comunicato la polizia nepalese, nel frattempo sono stati recuperati i resti mortali dei cinque dispersi. Tra le vittime figura, secondo quanto riferito dalla polizia, un cittadino tedesco; gli altri quattro provenivano dal Nepal o da altri Paesi. Un rappresentante della polizia ha definito il ritrovamento la conclusione di una lunga operazione di ricerca.
Contesto dell'incidente
La catastrofe si era verificata nel novembre 2025. All'epoca, durante una salita, si era staccata una valanga che aveva trascinato con sé i cinque uomini. Altri otto membri del gruppo di spedizione erano stati tratti in salvo vivi, secondo quanto riferito dalle autorità. Sulla loro nazionalità non erano stati inizialmente resi noti ulteriori dettagli.
Dopo l'incidente, le squadre di ricerca e soccorso erano riuscite inizialmente a recuperare solo i sopravvissuti. A causa dell'altitudine, delle condizioni della neve e del maltempo, le ulteriori operazioni di ricerca si erano rivelate difficili. Le autorità hanno parlato di una "herausfordernde Operation".
Lo Yalung Ri raggiunge un'altitudine di 5.630 metri ed è considerato un obiettivo tecnicamente impegnativo. Si trova nel Rolwaling Himal, parte della dorsale principale dell'Himalaya. All'ombra del vicino Monte Everest, la regione è scalata più raramente, il che rende ulteriormente più difficili gli interventi di soccorso.
Himalaya: sogno e rischio
Il Nepal è uno dei Paesi più apprezzati dagli alpinisti di alta quota in tutto il mondo. Ogni anno migliaia di alpinisti raggiungono l'Himalaya, soprattutto la regione attorno al Monte Everest. Allo stesso tempo, le autorità nepalesi registrano ripetutamente decessi causati da valanghe, cadute e mal di montagna.
Dopo la valanga di novembre, le guide alpine locali avevano espresso la speranza di trovare vivi i dispersi. Dopo settimane di ricerche senza risultati, le operazioni erano state temporaneamente sospese. Il recupero delle salme, ora effettuato, è stato supportato, secondo la polizia, da Sherpa locali e da una squadra di polizia nepalese.
Ricerca, recupero e questioni aperte
La competente autorità turistica di Kathmandu ha annunciato un'indagine sulla dinamica dell'incidente. Al centro vi è la questione se il gruppo di spedizione fosse adeguatamente equipaggiato e se siano stati rispettati gli avvisi meteorologici. Il Nepal aveva di recente inasprito le proprie normative sulle spedizioni commerciali.
I nomi delle cinque vittime non sono stati inizialmente resi noti integralmente dalle autorità, in nome della protezione dei dati. I familiari sono stati informati, è stato riferito. L'ambasciata tedesca a Kathmandu è stata coinvolta per sostenere i parenti dell'alpinista tedesco.
Reazioni e prossimi passi
Con il recupero delle salme si conclude una ricerca che ha tenuto occupata per mesi la comunità alpinistica nepalese. La polizia nepalese ha dichiarato che proseguirà le indagini sulla dinamica dell'incidente e, se del caso, pubblicherà una relazione conclusiva.
