Rapporto UE: l'Italia rifiuta il rimpatrio di richiedenti asilo in dodici casi
Berlino, 16 luglio 2026
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Summary
Dopo l'entrata in vigore delle nuove norme UE sull'asilo, l'Italia ha respinto dodici volte il rimpatrio di richiedenti asilo, secondo un'analisi della Commissione europea. Il governo federale sottolinea che nessuno dei casi documentati riguarda la Germania.
Berlino, 16 luglio 2026
Nelle prime tre settimane dopo l'entrata in vigore del nuovo sistema di asilo dell'UE, le autorità italiane hanno rifiutato dodici volte di riprendere i richiedenti protezione di cui sarebbero competenti, secondo un'analisi della Commissione europea.
La Commissione UE presenta i primi dati
In una prima valutazione, la Commissione UE ha registrato che l'Italia ha rifiutato il trasferimento di richiedenti asilo in dodici casi. L'analisi esamina le prime tre settimane di attuazione delle nuove norme. Si concentra esclusivamente su Cipro, Spagna, Grecia e Italia.
Le nuove norme UE sull'asilo dovrebbero risolvere la disputa su quale Paese sia competente, secondo le regole UE, per i singoli richiedenti protezione. In linea di principio, è competente per le procedure di asilo il Paese membro in cui i richiedenti protezione arrivano per la prima volta nell'UE. In cambio, i Paesi interessati dovrebbero anche riprendere i richiedenti asilo che si sono spostati irregolarmente, ad esempio verso la Germania.
La Commissione UE comunica: "Italien habe zwar große Anstrengungen bei der Umsetzung der neuen Asylregeln unternommen, es seien aber konkrete Schritte erforderlich, um sicherzustellen, dass die Rücküberstellungen tatsächlich stattfänden". Al contempo, la Commissione sottolinea che le nuove regole di competenza vengono applicate da meno di un mese e che i risultati di questa prima valutazione devono essere considerati preliminari.
Il governo federale non si considera coinvolto
Da ambienti del governo federale si fa sapere che, secondo le conoscenze in possesso di Berlino, i casi menzionati non riguardano la Germania, ma esclusivamente altri Stati membri. Nelle prime tre settimane dall'entrata in vigore della riforma dell'asilo, non si sono verificati casi tra Italia e Germania ai quali si sarebbero dovute applicare le nuove regole.
La Commissione UE ha inoltre dichiarato che non ci sono indicazioni che le autorità italiane si stiano attivamente coordinando con altri Stati membri sulle fasi pratiche e logistiche dei trasferimenti verso l'Italia. Manca quindi finora il coordinamento operativo necessario per trasferimenti senza intoppi.
Mancato coordinamento con altri Stati UE
Italia, Cipro, Spagna e Grecia hanno importanti frontiere esterne dell'UE e hanno pertanto diritto al sostegno di altri Paesi membri. In cambio, questi quattro Paesi sono obbligati a riprendere i richiedenti protezione che hanno proseguito il viaggio irregolarmente verso altri Stati dell'UE. Il principio dovrebbe garantire una distribuzione più equa delle procedure di asilo nell'UE.
La Commissione UE ha definito il bilancio provvisorio come preliminare. Un'analisi più ampia su quanto bene funzioni il nuovo sistema di asilo dell'UE seguirà a ottobre. Nel frattempo si attendono ulteriori dati sull'applicazione pratica delle nuove regole.
Da anni Germania e Italia discutono su quale Paese sia competente, secondo le regole UE, per i singoli richiedenti protezione. Le nuove norme UE sull'asilo dovrebbero risolvere questa disputa definendo competenze chiare. Se ciò funzioni nella pratica è ora la questione centrale. "Klappt das?", formula l'analisi in proposito sinteticamente.
Contesto della disputa tra Germania e Italia
Le notizie sui dodici rimpatri rifiutati provengono da ambienti a conoscenza del contenuto dell'analisi UE. La Commissione UE stessa ha finora pubblicato i risultati solo come valutazione interna, sottolineandone il carattere preliminare.
L'Italia, insieme a Grecia, Spagna e Cipro, è uno dei principali Paesi di primo arrivo per i migranti nell'UE. Un rimpatrio funzionante è pertanto una componente centrale del sistema di asilo europeo. Se uno Stato membro blocca questi rimpatri, l'intero sistema di distribuzione va sotto pressione.
Il governo federale osserva con attenzione gli sviluppi, ma sottolinea che i casi documentati non riguardano la Germania. Dal punto di vista tedesco, non vi è quindi ancora alcun onere immediato derivante dalle nuove disposizioni. Tuttavia, il successo della riforma dipende anche dal fatto che le procedure funzionino con tutti gli Stati interessati.
A Berlino si sottolinea che l'Italia è un partner importante dell'UE nella politica migratoria. Una cooperazione costruttiva resta necessaria per dare vita alle regole comuni. I prossimi mesi mostreranno se la riforma dell'asilo dell'UE reggerà nella pratica.
Possibili conseguenze in caso di blocco permanente
Se l'Italia dovesse rifiutare permanentemente i rimpatri, si profilano conflitti politici con altri Stati dell'UE. La Commissione UE potrebbe allora valutare procedure di infrazione. Inizialmente, tuttavia, Bruxelles punta sul dialogo e su un'ulteriore raccolta di dati, prima di adottare misure concrete.
L'analisi mostra inoltre che le nuove regole, sebbene in vigore dal 12, stanno entrando in vigore solo lentamente. Nelle prime tre settimane sono stati registrati solo pochi casi in cui le nuove regole di competenza sono state effettivamente applicate. Ciò rende difficile una valutazione definitiva.
Gli osservatori interpretano i rifiuti italiani finora registrati come un segnale che l'attuazione della riforma non procede senza intoppi. Allo stesso tempo sottolineano che la Commissione UE riconosce esplicitamente gli sforzi dell'Italia. Il tono tra Bruxelles e Roma resta quindi per ora cooperativo.
Prospettive: l'analisi di ottobre dovrà fare chiarezza
Le prossime settimane saranno decisive per capire se l'Italia recupererà i rimpatri bloccati. Se la tendenza dovesse consolidarsi, la questione della competenza nella politica di asilo dell'UE potrebbe tornare a essere un tema di contesa. La Germania sarebbe allora indirettamente coinvolta, poiché molti dei richiedenti protezione interessati provengono da altri Stati dell'UE.
Nel complesso, il rapporto UE evidenzia che la nuova riforma dell'asilo incontra precocemente le prime difficoltà applicative. Un'analisi più ampia su quanto bene funzioni il nuovo sistema di asilo dell'UE seguirà a ottobre. Nel frattempo la Commissione UE continuerà a monitorare gli sviluppi in tutti e quattro i principali Paesi di primo arrivo.
Questions & Answers
Quante volte l'Italia ha rifiutato il rimpatrio di richiedenti asilo secondo il rapporto UE?
Stando ai dati, nelle prime tre settimane dopo l'entrata in vigore del nuovo sistema di asilo dell'UE le autorità italiane hanno rifiutato dodici volte di riprendere i richiedenti protezione di cui sarebbero competenti.
Tra i rifiuti italiani di rimpatrio vi sono anche casi provenienti dalla Germania?
Da ambienti del governo federale si fa sapere che, secondo le conoscenze in possesso di Berlino, i casi menzionati non riguardano la Germania, ma esclusivamente altri Stati membri.
Quali Paesi sono al centro dell'analisi UE?
L'analisi si concentra esclusivamente su Cipro, Spagna, Grecia e Italia, poiché questi quattro Paesi hanno importanti frontiere esterne dell'UE e hanno diritto al sostegno di altri Stati membri.
L'Italia blocca il rimpatrio di richiedenti asilo: rapporto | quotidiano360