Rapporti su una possibile escalation russa: gli insider vedono un'alta probabilità di nuove operazioni militari
Berlino, 10 luglio 2026
Пресс-служба Президента России / Wikimedia Commons / CC BY 4.0
Summary
Secondo un insider che incontra regolarmente Putin, la probabilità di un'escalation militare nei prossimi mesi è alta. I servizi segreti ucraini e gli esperti militari occidentali non escludono attacchi contro basi NATO o altri obiettivi europei.
Berlino, 10 luglio 2026
Un insider che incontra regolarmente il presidente russo Vladimir Putin ritiene probabile un'escalation militare nei prossimi mesi, mentre ambienti del Cremlino riferiscono che Putin si sarebbe fissato l'obiettivo di conquistare la parte restante della regione di Donetsk.
Gli avvertimenti su un allargamento del conflitto si moltiplicano. Secondo l'istituto di ricerca statunitense CSIS, dall'inizio dell'invasione all'inizio del 2022 circa due milioni di soldati sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi. Tra questi si stimano circa 1,4 milioni di russi. Le pesanti perdite su entrambi i fronti evidenziano la dimensione di una guerra che prosegue da oltre quattro anni.
Alla luce di questa situazione cresce la preoccupazione per un'ulteriore escalation. Uno di loro, che incontra regolarmente il presidente, ha parlato di un'«alta probabilità» di un'escalation nei prossimi mesi. Questa affermazione è in contraddizione con le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Putin vorrebbe la fine della guerra.
Diplomazia sullo sfondo: Trump parla con Putin e Zelensky
La scorsa settimana Trump aveva avuto colloqui telefonici separati con Putin e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mercoledì si era inoltre incontrato con Zelensky a margine del vertice NATO. Putin ha ribadito la sua posizione giovedì in una telefonata con Trump. Il contenuto delle conversazioni non è stato reso noto ufficialmente in modo completo.
Sul campo di battaglia nel Donbass, nell'est dell'Ucraina, l'esercito russo avanza nel frattempo lentamente. Da ambienti del Cremlino è trapelato che Putin si sarebbe tuttavia fissato l'obiettivo di conquistare la parte restante della regione di Donetsk. Questa determinazione viene interpretata come espressione di una linea di guerra incrollabile, indipendentemente dai segnali diplomatici verso l'esterno.
Il Cremlino segnala determinazione
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha smentito la cosa giovedì su richiesta. La Russia deve rafforzare la propria sicurezza, è stato il commento. Il rifiuto di respingere le notizie su un possibile allargamento della guerra viene valutato nelle capitali occidentali come un segnale allarmante.
Da ambienti governativi ucraini è trapelato che rapporti dei servizi segreti indicano che Putin starebbe preparando nuove operazioni militari o persino un attacco contro un altro Paese europeo. Esperti militari russi discutono pubblicamente in misura crescente di un allargamento della guerra, compresi possibili attacchi a obiettivi europei. Tra questi figurerebbero ad esempio basi NATO nei Paesi baltici.
Scenari di allargamento: basi NATO e fabbriche di armamenti
Più concreto è l'ex funzionario del ministero della Difesa russo Andrei Ilnizki. Secondo le sue informazioni, una prossima fase del conflitto potrebbe comprendere attacchi contro basi NATO nei Paesi baltici e in Romania, nonché contro stabilimenti industriali europei di armamenti che producono droni a lungo raggio e missili per l'Ucraina. Questo elenco mostra che non solo obiettivi militari, ma anche siti industriali della produzione di armamenti potrebbero essere nel mirino.
Secondo la valutazione dell'esperto militare Jack Watling del think tank londinese Rusi, in questi scenari per la Russia non si tratterebbe di una guerra aperta con la NATO. Attacchi isolati potrebbero piuttosto servire a dividere l'Alleanza sulla questione della reazione appropriata. Questa strategia mirerebbe quindi meno a una vittoria militare diretta e più a destabilizzare politicamente l'interno del Patto.
Inoltre, uno scontro con la NATO potrebbe servire a Putin in patria come giustificazione politica per una mobilitazione impopolare. Un'ulteriore mobilitazione parziale sarebbe difficile da imporre nella società russa, ma potrebbe essere legittimata da un presunto scenario di minaccia alla sicurezza. In tal modo l'escalation assolverebbe funzioni non solo militari, ma anche di politica interna.
Logica di politica interna: la mobilitazione come giustificazione
I rapporti sollevano interrogativi sulla tenuta della difesa alleata occidentale. Le basi NATO nei Paesi baltici e in Romania si trovano nelle immediate vicinanze dell'Ucraina. La loro sicurezza è un tema centrale a Bruxelles, soprattutto perché la NATO ha rafforzato in modo significativo il proprio fianco orientale dal 2022. Il dibattito su ulteriori stanziamenti guadagna urgenza.
Sul fronte ucraino cresce il timore di una rottura dei canali diplomatici finora esistenti. Zelensky aveva cercato di ottenere ulteriori garanzie di sicurezza in occasione del vertice NATO. Resta tuttavia aperto in che misura tali garanzie scatterebbero automaticamente in caso di un attacco russo contro territorio NATO, poiché l'articolo 5 del trattato NATO prevede una decisione politica dei Paesi dell'Alleanza.
Perdite elevate su entrambi i fronti
Allo stesso tempo gli osservatori richiamano l'attenzione sull'elevato numero di perdite russe. Con circa 1,4 milioni di soldati russi stimati uccisi, feriti o dispersi, le risorse umane della Russia sono fortemente sotto pressione. Un allargamento della guerra aumenterebbe ulteriormente questo onere, ma potrebbe essere utilizzato anche per mascherare problemi di politica interna.
I rapporti provenienti da Mosca, Washington e Kiev puntano nella stessa direzione: nonostante singoli segnali diplomatici, come la telefonata Trump-Putin, la Russia sta evidentemente preparando ulteriori passi militari. Se dovesse effettivamente giungere ad attacchi contro basi NATO o stabilimenti europei di armamenti, l'Alleanza si troverebbe di fronte a una delle prove più impegnative dalla fine della Guerra Fredda.
Alleanza sotto pressione: l'Europa si prepara
Le prossime settimane mostreranno se i contatti diplomatici tra Washington, Mosca e Kiev potranno impedire o soltanto ritardare l'escalation annunciata. Mentre l'esercito ucraino nel Don巴斯 resta sotto pressione, cresce l'incertezza sui reali obiettivi di guerra di Putin. È chiaro che le tensioni in Europa hanno raggiunto un nuovo livello con le notizie attuali.
Media internazionali e ambienti della sicurezza seguono l'evoluzione con crescente preoccupazione. La possibilità che un teatro di conflitto regionale venga trascinato in una guerra più ampia è diventata realtà. I governi di Berlino, Parigi, Londra e Varsavia si stanno preparando, a loro dire, a diversi scenari, senza indicarne pubblicamente i dettagli.
Il caso mostra in modo esemplare come da una guerra di aggressione regionale possa svilupparsi passo dopo passo una minaccia per l'intero ordine di sicurezza europeo. L'elevato numero di vittime su entrambi i fronti e le continue conquiste territoriali russe nel Donbass vengono interpretati come motori di una possibile nuova offensiva russa. Resta dunque aperta la questione di una soluzione diplomatica, mentre l'escalation militare aumenta.
Questions & Answers
Cosa riferiscono gli insider sulla probabilità di un'escalation russa?
Un insider che incontra regolarmente Putin ha parlato di un'«alta probabilità» di un'escalation militare nei prossimi mesi. L'affermazione è stata riportata da media statunitensi ed europei.
Quali obiettivi la Russia potrebbe prendere in considerazione secondo i rapporti?
Secondo le informazioni dell'ex funzionario del ministero della Difesa russo Andrei Ilnizki, una prossima fase del conflitto potrebbe comprendere attacchi contro basi NATO nei Paesi baltici e in Romania, nonché contro stabilimenti UE di armamenti che producono droni a lungo raggio e missili per l'Ucraina
Escalation di Putin: un insider si aspetta una nuova | quotidiano360