Selenskyj chiede missili Patriot USA 2026 contro Putin | quotidiano360
Selenskyj chiede missili Patriot a Trump per neutralizzare l’ultimo grande vantaggio di Putin
KIEV, 27 maggio 2026
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Summary
Il presidente ucraino Volodymyr Selenskyj ha inviato una lettera alla Casa Bianca per richiedere più munizioni per i sistemi di difesa aerea Patriot, definendoli vitali contro il terrore russo. La richiesta arriva mentre la Russia intensifica gli attacchi missilistici e l’UE denuncia una escalation inaccettabile.
KIEV, 27 maggio 2026
Il presidente ucraino Volodymyr Selenskyj ha richiesto formalmente agli Stati Uniti un incremento immediato delle forniture di munizioni per i sistemi di difesa aerea Patriot, nel tentativo di contrastare l’intensificarsi degli attacchi con missili balistici russi che stanno mettendo in ginocchio le difese del Paese.
L’appello diretto alla Casa Bianca
In una lettera indirizzata al presidente degli Stati Uniti e visionata dall’agenzia di stampa AFP, Selenskyj ha chiesto al governo americano di aiutare l’Ucraina a mettere in sicurezza questo strumento vitale. La richiesta si concentra specificamente sui missili intercettori PAC-3, essenziali per abbattere in volo i missili balistici lanciati dalla Russia.
Il leader ucraino ha sottolineato l’urgenza della situazione con un messaggio chiaro, diffuso anche attraverso un post sulla piattaforma X. “Je früher es uns gelingt, einen besseren Schutz vor ballistischen Bedrohungen zu gewährleisten, desto eher werden wir die Diplomatie zum Erfolg führen können”, ha scritto Selenskyj, collegando direttamente la capacità di difesa aerea al successo dei negoziati di pace.
Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, che ha avuto accesso alla missiva, nel testo si legge che quando si tratta di difesa missilistica, Kiev fa affidamento sui suoi amici in tutto il mondo. La richiesta di Selenskyj mira a privare la Russia di quello che viene definito l’ultimo grande vantaggio sul campo di battaglia.
L’inferiorità numerica nei cieli
I dati forniti dall’aeronautica militare ucraina dipingono un quadro preoccupante. Durante un recente attacco, la Russia ha lanciato 30 missili balistici, ma le forze di Kiev sono riuscite a intercettarne soltanto undici. Questo tasso di successo inferiore al 40% dimostra la sproporzione tra la minaccia e i mezzi disponibili per contrastarla.
L’esperto militare Nico Lange, analista della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha fornito una prospettiva ancora più allarmante sul divario produttivo. Secondo i suoi calcoli, la Russia produce circa 850 missili balistici all’anno, mentre gli Stati Uniti nello stesso periodo ne fabbricano soltanto 600 del tipo Patriot PAC-3. Questa differenza di 250 unità all’anno si traduce in un vantaggio strategico crescente per Mosca.
Lange ha inoltre identificato quelle che definisce le due vulnerabilità critiche nella catena di produzione missilistica russa. “Lange benennt die ‘zwei Achillesfersen’ von Russlands Raketenproduktion: Treibstoff-Chemikalien aus Usbekistan und westliche Mikroelektronik, die über Belarus, Zentralasien und China nach Russland kommt”, ha spiegato l’esperto, suggerendo che colpire queste linee di approvvigionamento potrebbe essere più efficace che limitarsi alla sola difesa aerea.
La risposta europea e le vittime civili
L’Unione Europea ha reagito con fermezza alle minacce russe di nuovi attacchi su Kiev. La portavoce della Commissione Europea, Anitta Hipper, ha definito le intimidazioni una escalation inaccettabile in un messaggio pubblicato sul social network X. “Man fordere Russland auf, den Beschuss von Zivilisten zu beenden und einer ‘vollständigen und bedingungslosen Waffenruhe’ zuzustimmen”, ha dichiarato la portavoce.
Nonostante le minacce, la rappresentanza dell’Unione Europea nella capitale ucraina ha confermato che non si farà intimidire e manterrà la propria presenza operativa a Kiev. Una posizione di resilienza condivisa anche dalle autorità ucraine, determinate a non cedere al ricatto psicologico dei bombardamenti.
Il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi. Negli attacchi russi sulla capitale sono morte due persone e 91 sono rimaste ferite. Nuovi raid aerei hanno colpito anche la regione di Odessa, dove secondo le autorità locali almeno una persona è stata uccisa e altre 15 sono rimaste ferite. Complessivamente, nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia, gli attacchi russi hanno causato il ferimento di 21 civili.
Le contromosse del Cremlino
Mentre sul fronte diplomatico si cerca una via d’uscita, la Russia sta adottando misure straordinarie per sostenere lo sforzo bellico. Il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che prevede la cancellazione dei debiti per i nuovi reclutati e le loro famiglie, fino a un importo massimo di dieci milioni di rubli, equivalenti a circa 139.700 dollari o quasi 120.000 euro.
La norma si applica a tutti i cittadini russi che si arruoleranno a partire dal primo del mese e prevede un vincolo di servizio di almeno un anno. “Die neuen Rekruten müssen sich den Angaben zufolge mindestens ein Jahr lang für ‘die Erfüllung der Aufgaben der militärischen Spezialoperation’ verpflichten”, come Mosca continua a definire il conflitto in Ucraina.
Parallelamente, il governo russo ha concesso alle banche e alla Banca Centrale l’autorizzazione legale ad abbattere droni in autonomia, una misura che testimonia la crescente preoccupazione per gli attacchi aerei ucraini sul territorio russo. Il ministero della Difesa di Mosca ha inoltre rivendicato la conquista di ulteriori località in territorio ucraino, mentre le forze di Kiev hanno colpito il porto di Sebastopoli, in Crimea, con droni e missili.
La pressione sul Caucaso e la diplomazia internazionale
Il Cremlino sta esercitando una pressione crescente anche su altri fronti geopolitici. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico russo Kommersant, Mosca avrebbe minacciato l’Armenia di rescindere un contratto vantaggioso per la fornitura di gas, prodotti petroliferi e diamanti grezzi, siglato nel 2013 e che prevede la vendita di materie prime strategiche in esenzione doganale.
La mossa russa arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari in Armenia e ha l’obiettivo dichiarato di frenare l’avvicinamento della repubblica caucasica all’Unione Europea. Un classico strumento di pressione economica che Mosca utilizza per mantenere la propria sfera di influenza nello spazio post-sovietico.
Sul fronte diplomatico internazionale, il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, ha commentato l’escalation di violenze con parole che suonano come un monito. “Jedes Mal, wenn man diese massiven Angriffe der einen oder anderen Seite sieht, ist dies eine mahnende Erinnerung daran, warum dies ein schrecklicher Krieg ist”, ha dichiarato Rubio, aggiungendo con fermezza: “Er muss beendet werden”.
L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite ha intanto cercato di minimizzare i danni causati allo studio dell’emittente tedesca ARD a Kiev, definendoli un danno collaterale non intenzionale. Una spiegazione che non ha convinto gli osservatori internazionali, soprattutto alla luce dell’intensificarsi degli attacchi contro infrastrutture civili e media.
Questions & Answers
Perché Selenskyj ha chiesto specificamente i missili Patriot PAC-3 agli Stati Uniti?
Perché sono gli unici in grado di intercettare i missili balistici russi in volo, e la Russia ne produce circa 850 all’anno contro i soli 600 fabbricati dagli USA.
Qual è la posizione dell’Unione Europea dopo le minacce russe su Kiev?
L’UE ha definito le minacce una escalation inaccettabile e ha chiesto a Mosca di cessare il fu