KV Elettrico 2026: aumento salariale fino al 2,7% | quotidiano360
Raggiunto l'accordo per il contratto collettivo dell'industria elettrica ed elettronica
VIENNA — Dopo una lunga trattativa, giovedì sera è stato raggiunto un accordo al quinto round di negoziati per il rinnovo del contratto collettivo dell'industria elettrica ed elettronica, scongiurando così uno sciopero che era già stato autorizzato.
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Summary
Le parti sociali hanno raggiunto un'intesa per il nuovo contratto collettivo dell'industria elettrica ed elettronica, che interessa circa 60.000 lavoratori. L'accordo prevede un aumento dei salari effettivi dell'1,85% più 22 euro, che secondo i sindacati corrisponde a un incremento fino al 2,7%, ed evita lo sciopero minacciato.
VIENNA — Dopo una lunga trattativa, giovedì sera è stato raggiunto un accordo al quinto round di negoziati per il rinnovo del contratto collettivo dell'industria elettrica ed elettronica, scongiurando così uno sciopero che era già stato autorizzato.
L'accordo per il rinnovo del contratto collettivo dell'industria elettrica ed elettronica è stato raggiunto giovedì sera a Vienna, al termine di un'estenuante quinta sessione negoziale. L'intesa interessa direttamente circa 60.000 lavoratori del settore e scongiura lo sciopero per il quale la Federazione Sindacale Austriaca (ÖGB) aveva già concesso l'autorizzazione.
L'aumento salariale concordato prevede un incremento dei salari e degli stipendi effettivi dell'1,85 per cento, a cui si aggiunge un importo fisso di 22 euro. Secondo i calcoli dei sindacati, questa combinazione si traduce in un aumento complessivo fino al 2,7 per cento. Parallelamente, i minimi salariali e stipendiali previsti dal contratto collettivo, i redditi degli apprendisti, nonché le indennità e i rimborsi spese regolati dal contratto nazionale saranno aumentati del 3 per cento. Gli aumenti salariali entreranno in vigore a partire dal 1° maggio.
Le cifre dell'accordo e le richieste iniziali
La richiesta iniziale delle due organizzazioni sindacali, PRO-GE e GPA, era stata di un aumento dei salari e degli stipendi del 3,5 per cento. Durante le trattative, la controparte datoriale, rappresentata dall'Associazione di categoria dell'industria elettrica ed elettronica (FEEI) della Camera dell'Economia, aveva a lungo mantenuto una posizione molto più contenuta. Fino all'ultimo, infatti, i datori di lavoro avevano offerto "solo un mini-aumento dell'uno per cento", come hanno sottolineato i rappresentanti dei lavoratori.
Oltre all'aumento percentuale, i datori di lavoro avevano proposto un modello a due fasi, che prevedeva un incremento immediato e un possibile ulteriore adeguamento in autunno. L'accordo finale ha invece superato questa impostazione, trovando una sintesi sulla combinazione di una parte percentuale e di un importo fisso. Un altro punto qualificante dell'intesa riguarda il lavoro a turni: le indennità per il secondo e terzo turno saranno aumentate in modo scaglionato nel tempo, crescendo di 47 centesimi in tre anni fino a raggiungere 1,50 euro l'ora, e di 34 centesimi in due anni per arrivare a 4 euro l'ora.
Le reazioni di sindacati e datori di lavoro
L'esito della trattativa è stato commentato con toni molto diversi dalle due parti, a testimonianza della durezza del confronto. Dal fronte sindacale, i negoziatori Reinhold Binder (PRO-GE) ed Eva Scherz (GPA) hanno descritto la situazione come estremamente tesa, dichiarando in un comunicato congiunto:
"Es stand Spitz auf Knopf."
I due rappresentanti dei lavoratori hanno poi rivendicato il ruolo della mobilitazione per raggiungere l'intesa, aggiungendo:
"Mit Betriebsversammlungen, Solidarität und Streikentschlossenheit mussten sich die Belegschaften den Respekt und die Wertschätzung erst erkämpfen."
Di tono opposto la dichiarazione del presidente della FEEI, Wolfgang Hesoun, che ha espresso soddisfazione per il contenimento dei costi salariali. Hesoun ha spiegato che l'obiettivo primario dei datori di lavoro era chiudere la vertenza con un aumento significativamente al di sotto del tasso di inflazione corrente, un traguardo che ritiene sia stato centrato.
"Unser vorrangiges Ziel war es, in diesen durch geopolitische Verschiebungen, regulatorische Unsicherheiten und technologische Disruption wirtschaftlich herausfordernden Zeiten heuer deutlich unter der rollierenden Inflation abzuschließen - das ist uns gelungen,"
ha affermato Hesoun, sottolineando come questo risultato sia "essenziale proprio per l'industria elettrica ed elettronica, che è fortemente orientata all'esportazione".
Altre misure e il contesto del settore
Oltre agli aspetti puramente economici, il nuovo contratto collettivo introduce importanti novità sul fronte del welfare aziendale. L'accordo prevede infatti l'introduzione di giornate di salute dedicate ai dipendenti che hanno superato i 40 anni di età e che vantano più di 20 anni di anzianità di servizio. È stato inoltre concordato un congedo di cura supplementare per i genitori di figli con disabilità.
L'industria elettrica ed elettronica rappresenta un comparto significativo dell'economia austriaca. Secondo i dati più recenti, alla fine del 2024 il settore impiegava complessivamente circa 72.500 persone. Di queste, la stragrande maggioranza, circa 60.000 lavoratori, è direttamente interessata dalle condizioni definite dal contratto collettivo nazionale dell'elettrico, il cosiddetto "Elektro-KV".
Questions & Answers
A quanto ammonta esattamente l'aumento salariale concordato?
L'accordo prevede un aumento dei salari effettivi dell'1,85% più un importo fisso di 22 euro, che secondo i sindacati corrisponde a un incremento complessivo fino al 2,7%.
Cosa ha dichiarato il presidente della FEEI Wolfgang Hesoun sull'accordo?
Hesoun ha affermato che l'obiettivo primario dei datori di lavoro era concludere l'accordo con un aumento "significativamente al di sotto dell'inflazione corrente", un traguardo che considera raggiunto e che è essenziale per la competitività del settore.
Quali altre misure sono state introdotte oltre all'aumento salariale?
Il nuovo contratto introduce giornate di salute per i dipendenti over 40 con più di 20 anni di servizio e un congedo di cura supplementare per i genitori di figli con disabilità, oltre all'aumento scaglionato delle indennità per il lavoro a turni.