ÖFB dopo l'eliminazione dal Mondiale: Schöttel apre a un ricambio generazionale e traccia il calendario verso Euro 2028
Vienna, 05 luglio 2026
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Il direttore sportivo della federazione austriaca Peter Schöttel ha annunciato un graduale rinnovamento della nazionale dopo l'eliminazione al sedicesimo di…
Vienna, 05 luglio 2026
Il direttore sportivo della federazione austriaca Peter Schöttel ha annunciato un graduale rinnovamento della nazionale dopo l'eliminazione al sedicesimo di finale contro la Spagna (0:3). In vista della Nations League di settembre, il tecnico dovrà fare a meno di Christoph Baumgartner, ancora infortunato, mentre David Alaba non ha sciolto le riserve sul suo futuro in nazionale.
Il direttore sportivo della federcalcio austriaca Peter Schöttel ha annunciato un ricambio generazionale nella nazionale ÖFB dopo l'eliminazione ai sedicesimi di finale del Mondiale contro la Spagna, illustrando il programma che attende la squadra nella Nations League di settembre e nel ciclo verso Euro 2028.
Il bilancio della spedizione
A pochi giorni dal ritorno della squadra dal Mondiale, la federcalcio austriaca ha avviato la riflessione sul futuro della propria nazionale. Intervistato dall'agenzia APA, il direttore sportivo Peter Schöttel ha riconosciuto che l'esperienza iridata si è chiusa prematuramente e che ora serve trarre le conseguenze sul piano tecnico e organizzativo. "Il mese è stato segnato da molte emozioni", ha spiegato Schöttel, sintetizzando il clima che ha accompagnato la spedizione austriaca nella fase finale della competizione.
Sul piano del gioco, il bilancio tracciato dal dirigente evidenzia le difficoltà incontrate dalla squadra nel gestire le assenze eccelleti. In particolare, la pesante lesione muscolare riportata da Christoph Baumgartner, centrocampista del RB Lipsia, è stata definita da Schöttel come "lo shock più grande" prima dell'inizio del Mondiale. "È il giocatore chiave per noi nelle dinamiche offensive", ha sottolineato il direttore sportivo, ricordando come l'infortunio occorso al calciatore proprio alla vigilia del torneo abbia costretto lo staff a modificare gli schemi abituali.
La tegola Baumgartner
Schöttel ha quindi ripercorso la sconfitta che ha sancito l'uscita dell'Austria dal torneo. "Abbiamo affrontato due di queste squadre e abbiamo perso", ha detto il dirigente riferendosi alle nazionali che, a suo avviso, hanno offerto il miglior calcio nella competizione. La partita contro la Spagna, persa 0:3, è stata l'episodio conclusivo di un cammino comunque significativo per la nazionale, al secondo Mondiale consecutivo della sua storia recente.
Il direttore sportivo ha poi indicato le avversarie che, a suo giudizio, hanno fissato lo standard del torneo: "La Spagna è presumibilmente una delle tre migliori squadre della competizione – insieme a Francia e Argentina", ha affermato Schöttel, ricordando che "queste sono finora le squadre che hanno performato meglio". Il riferimento è servito a inquadrare il livello cui la nazionale austriaca dovrà tendere nel prossimo ciclo.
Il nodo principale che la federazione è chiamata a sciogliere riguarda il futuro del capitano David Alaba. Dopo l'eliminazione, il giocatore ha lasciato aperta la possibilità di proseguire o meno la propria carriera in nazionale. Schöttel ha affrontato il tema con prudenza, sottolineando l'importanza di mantenere i senatori ancora in buone condizioni fisiche per garantire la transizione. "È necessario, credo, che i nostri migliori giocatori, ancora in buona forma fisica, continuino a giocare per guidare anche i più giovani", ha osservato il dirigente, riconoscendo il valore dell'esperienza dei veterani nel processo di crescita delle nuove generazioni.
Il futuro di Alaba e dei senatori
Proprio il ricambio generazionale è al centro del piano illustrato da Schöttel. "Penso che ora sia il momento di integrare giocatori più giovani, che erano già molto vicini alla convocazione, che erano a disposizione e che sarebbero quasi partiti con noi", ha dichiarato il direttore sportivo, confermando la volontà della federazione di allargare la base dei giocatori convocabili. Il riferimento va a quei calciatori che, durante la preparazione al Mondiale, erano rimasti ai margini della rosa ma avevano lavorato a stretto contatto con il gruppo.
La federazione, ha aggiunto Schöttel, dovrà ora gestire una fase di transizione delicata, nella quale convivono giocatori esperti e nuove promesse. Il dirigente ha tuttavia rivendicato il lavoro svolto negli ultimi anni, sottolineando come la nazionale abbia acquisito un certo grado di stabilità. "Negli ultimi anni siamo riusciti a dare un certo livello di stabilità", ha affermato l'ex internazionale, intendendo che i risultati conseguiti – incluse le recenti partecipazioni alle fasi finali – rappresentano una base su cui costruire il futuro.
Verso la Nations League di settembre
Sulla questione tecnica, Schöttel ha riconosciuto che la nazionale dovrà affrontare un periodo di assestamento. Baumgartner, infatti, non sarà disponibile probabilmente nemmeno a fine settembre, complicando i piani del ct per le prossime partite. "Non ho in realtà segnali che [il recupero possa avvenire in tempi brevi]", ha ammesso il direttore sportivo, lasciando intendere che il centrocampista sarà assente anche nelle prime uscite post-Mondiale. "Che sia caduto così poco prima del torneo e non abbia potuto giocare, ci ha costretto a eseguire procedure diverse da quelle a cui eravamo abituati", ha aggiunto Schöttel, riferendosi alle ripercussioni tecniche della sua assenza.
L'emergenza infortuni non si è limitata a Baumgartner. Schöttel ha ricordato come diversi altri giocatori siano arrivati al Mondiale reduci da infortuni recenti, il che ha influito sulla condizione generale della squadra. "Abbiamo avuto alcuni temi aperti per tutta la durata del torneo", ha osservato il dirigente, alludendo alle difficoltà logistiche e mediche che hanno accompagnato la spedizione austriaca. La necessità di gestire queste situazioni ha sottratto energie alla preparazione tecnica e tattica.
Sul piano degli obiettivi futuri, Schöttel ha fissato un traguardo chiaro: la prossima fase finale di un Europeo. L'Austria, ha spiegato il direttore sportivo, considera la partecipazione a una rassegna continentale come uno standard da mantenere, soprattutto in considerazione del formato allargato a 24 squadre. "In particolare nelle fasi finali europee con 24 partecipanti, non essere presenti dovrebbe essere l'eccezione", ha sottolineato Schöttel, indicando la soglia minima di rendimento attesa dal movimento federale.
L'obiettivo Euro 2028
Il calendario delle prossime sfide è già definito. La nazionale tornerà in campo nella fase a gironi della Nations League: in settembre la squadra ospiterà Israele a Linz, poi sarà impegnata in trasferta, e la fase a gironi si concluderà con una partita casalinga il 14 del mese. La prossima fase finale di un grande torneo è in programma nel 2028 in Gran Bretagna e Irlanda, dove si disputerà il successivo Europeo: un traguardo che la federazione considera già nel mirino della propria programmazione sportiva.
Nel frattempo, il ct Ralf Rangnick avrà il compito di ridisegnare l'organico della squadra integrando progressivamente i giovani già visionati durante la preparazione al Mondiale. L'obiettivo dichiarato è mantenere la competitività della nazionale nei match di alto livello, proseguendo il lavoro iniziato negli ultimi anni. La transizione, ha chiarito Schöttel, sarà graduale ma inevitabile: il rinnovamento della rosa è considerato un passaggio necessario per garantire la continuità del progetto tecnico.
Il percorso verso Euro 2028 rappresenta dunque la finestra temporale entro cui la federazione intende completare la transizione generazionale, mantenendo al contempo i risultati ottenuti nel recente passato. Per Schöttel e per lo staff tecnico, la Nations League autunnale sarà il primo banco di prova per testare le soluzioni tattiche in assenza di Baumgartner e per valutare l'inserimento dei giocatori più giovani, in un calendario che porterà la nazionale a confrontarsi con avversarie di rango.
La federazione austriaca, ha concluso il dire
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