Messico batte il Sudafrica 2-0 nella partita d'apertura dei Mondiali 2026 all'Azteca
Città del Messico, 11 giugno 2026
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Summary
Il Messico ha battuto il Sudafrica 2-0 nella partita inaugurale della Coppa del Mondo 2026 allo stadio Azteca di Città del Messico, davanti a 80.824 spettatori. Le reti di Julián Quiñones e Raúl Jiménez hanno deciso un match segnato da un record storico di tre cartellini rossi.
Città del Messico, 11 giugno 2026
Il Messico ha battuto il Sudafrica 2-0 giovedì sera allo stadio Azteca di Città del Messico nella partita inaugurale della Coppa del Mondo 2026, davanti a 80.824 spettatori, con le reti di Julián Quiñones al 9' e Raúl Jiménez al 67'.
La partita d'apertura del torneo iridato, disputatasi per l'ottava volta nella storia con il Messico come padrone di casa – un record mondiale – ha visto la squadra allenata da Javier Aguirre imporsi nettamente sui Bafana Bafana guidati da Hugo Broos, nonostante l'inferiorità numerica negli ultimi minuti di gioco dovuta all'espulsione di César Montes.
Julián Quiñones, attaccante dell'Al-Qadsiah, ha aperto le marcature al 9' sfruttando un errore in fase di costruzione del Sudafrica: il portiere Ronwen Williams non è riuscito a controllare un passaggio, Erik Lira ha riconquistato il pallone e lo ha servito al compagno, che da circa 16 metri ha trafitto l'estremo difensore con un tiro preciso. Il gol, il terzo più veloce nella storia delle partite inaugurali dei Mondiali, ha fatto esplodere lo stadio.
Un inizio travolgente: il gol di Quiñones
Nel primo tempo il Messico ha dominato in lungo e in largo, colpendo anche un palo al 42' con lo stesso Quiñones e sfiorando il raddoppio con un tiro di Roberto Alvarado parato da Williams. Il portiere sudafricano si è reso protagonista anche di un altro errore in apertura di ripresa, regalando palla ad Álvaro Fidalgo, che però non è riuscito a concretizzare l'occasione.
Il raddoppio è arrivato al 67' con un colpo di testa di Raúl Jiménez, 35 anni, su cross morbido di Roberto Alvarado dalla destra: l'attaccante del Wolverhampton Wanderers, completamente libero, ha insaccato di testa firmando il suo 46° gol in 127 presenze con la nazionale messicana.
Il raddoppio di Jiménez e il dominio messicano
La partita è entrata nella storia anche per un record negativo: ben tre cartellini rossi sono stati estratti dall'arbitro brasiliano Wilton Sampaio, una circostanza mai verificatasi in una partita d'apertura di un Mondiale. Il primo è stato per Yaya Sithole, difensore sudafricano espulso per un fallo da ultimo uomo su Brian Gutiérrez (tra il 49' e il 56', a seconda delle cronache), seguito da Themba Zwane all'84' per un gesto violento ai danni dello stesso Alvarado, sanzionato dopo l'intervento del VAR. In pieno recupero, al 90'+2', anche César Montes ha lasciato il campo per un fallo su Khuliso Mudau lanciato in contropiede, costringendo il Messico a chiudere in dieci uomini.
Il Sudafrica ha dunque giocato gli ultimi minuti con nove effettivi, subendo la pressione di un Messico che ha colto una vittoria netta ma non larga, come evidenziato da alcune cronache.
La sfida rappresentava un replay dell'inaugurazione del 2010 in Sudafrica, quando le due squadre pareggiarono 1-1 a Johannesburg.
Tre rossi storici: il record delle espulsioni
Prima del fischio d'inizio, il Messico ha schierato il 26enne Raúl Rangel del Chivas tra i pali, preferendolo al veterano Guillermo Ochoa, 40 anni, alla sua sesta partecipazione mondiale. La selezione è arrivata al match imbattuta da otto partite consecutive.
La partita ha rappresentato un motivo di orgoglio per il Messico, che torna a ospitare un Mondiale per la terza volta nella sua storia, dopo le edizioni del 1970 – quando il Brasile batté l'Italia 4-1 in finale – e del 1986, conclusa con il celebre «Gol della mano de Dios» di Maradona e la finale vinta dall'Argentina.
L'Azteca, unico stadio al mondo ad aver ospitato due finali mondiali, si è così confermato teatro ideale per l'apertura della rassegna iridata, che si svolgerà in Messico, Canada e Stati Uniti.
L'Azteca e la storia: terza inaugurazione mondiale
La cerimonia inaugurale, durata circa 20-30 minuti, è iniziata novanta minuti prima del calcio d'inizio, davanti agli oltre 80.000 spettatori che hanno gremito lo stadio. In un clima di grande attesa, si sono esibiti la rock band messicana Maná con il brano «Oye mi amor», il cantante venezuelano Danny Ocean, la cantante messicana Lila Downs – che ha accolto il mondo del calcio – e Alejandro Fernández, tra gli altri artisti.
L'evento è stato caratterizzato da richiami alla cultura preispanica messicana, con una scenografia dorata, figuranti interamente vestiti d'oro, guerrieri danzanti con copricapi di piume e un trofeo della Coppa del Mondo sovradimensionato. I tre sacerdoti in abiti bianco, rosso e verde hanno officiato il rito di apertura.
Musica e cultura: la cerimonia d'apertura
La stella colombiana Shakira, insieme al musicista nigeriano Burna Boy, ha cantato per la prima volta dal vivo il brano ufficiale «Dai Dai», che dovrebbe significare «Andiamo». La cantante, protagonista anche del brano «Waka Waka» del 2010, si esibirà nuovamente durante l'intervallo della finale.
Presente alla cerimonia anche l'attrice messicana Salma Hayek, che insieme al presidente della FIFA Gianni Infantino – accolto dai fischi del pubblico al momento dell'annuncio del suo nome – ha presentato brevemente il trofeo poco prima del fischio d'inizio. La partita è iniziata con cinque minuti di ritardo rispetto al programma, alle 13:05 ora locale.
La vittoria permette al Messico di iniziare con il piede giusto il Gruppo A, dove affronterà la Corea del Sud nella seconda partita, mentre il Sudafrica – la cui delegazione era arrivata in Messico con ritardo a causa di problemi di visti – dovrà misurarsi con la Repubblica Ceca, entrambe le sfide previste venerdì 18 giugno.
L'allenatore Aguirre, alla sua terza partecipazione mondiale dopo quelle del 2002 e del 2010, ha potuto contare anche sul talento emergente del 17enne Gilberto Mora, entrato al 66' e diventato il giocatore più giovane nella storia del Messico ai Mondiali.
Il torneo più grande della storia
Nel Gruppo A figurano inoltre la Corea del Sud e la Repubblica Ceca, come ricordato dalle cronache.
La manifestazione, la più grande nella storia del calcio con 48 squadre partecipanti e 104 partite in programma, si concluderà il 19 luglio a New Jersey. Le cerimonie di apertura per Canada e Stati Uniti, con artisti come Michael Bublé, Alanis Morissette e Katy Perry, sono previste venerdì a Toronto e Los Angeles.
La Coppa del Mondo, che si svolgerà nell'arco di cinque settimane e mezzo in Messico, Canada e Stati Uniti, sarà seguita da oltre due miliardi di telespettatori nel mondo. La Germania di Nagelsmann esordirà domenica contro Curaçao, qualificatasi per la prima volta a un Mondiale maschile. Il commentatore sportivo Marcel Reif ha definito le dimensioni del torneo e i prezzi elevati dei biglietti una vera e propria «Gigantomanie», sostenendo in un'intervista alla Deutschlandfunk che «alla FIFA, sotto la presidenza di Infantino, si tratta soprattutto di soldi».
Dopo il fischio finale, lo stadio ha intonato in coro il ranchera «El Rey» di Vicente Fernández, diffuso dagli altoparlanti della struttura, suggellando una serata storica per il calcio messicano e mondiale. La rassegna iridata prosegue dunque con la promessa di regalare emozioni e spettacolo nelle prossime settimane, nel solco di una tradizione che unisce sport, cultura e passione.
Questions & Answers
Chi ha segnato le reti nella partita inaugurale tra Messico e Sudafrica?
Le reti del Messico sono state realizzate da Julián Quiñones al 9' e da Raúl Jiménez al 67'. Per il Sudafrica non sono arrivate marcature.
Perché la partita è considerata storica dal punto di vista disciplinare?
L'arbitro brasiliano Wilton Sampaio ha estratto tre cartellini rossi – record mai registrato in una partita d'apertura mondiale – due al Sudafrica (Yaya Sithole e Themba Zwane) e uno al Messico (César Montes).
Come si è svolta la cerimonia d'apertura allo stadio Azteca?
La cerimonia, durata circa 20-30 minuti, ha visto esibirsi Shakira con il brano «Dai Dai» insieme a Burna Boy, oltre a Maná, Danny Ocean, Lila Downs, Alejandro Fernández e Salma Hayek, in un'atmosfera ricca di richiami alla cultura preispanica messicana.