Sentenza CGUE: riduzione dei sussidi di asilo illegittima | quotidiano360
La Corte di Giustizia UE dichiara illegittima la riduzione dei sussidi di asilo tedeschi nelle procedure di Dublino
Lussemburgo, 04 giugno 2026
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Summary
La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato illegittima la riduzione dei sussidi di asilo per i richiedenti protezione nelle procedure di Dublino in Germania. La sentenza obbliga le autorità tedesche a concedere immediatamente e senza restrizioni i sussidi ridotti.
Lussemburgo, 04 giugno 2026
La Corte di Giustizia Europea (CGUE) di Lussemburgo ha deciso giovedì che la riduzione dei sussidi di asilo in Germania per i richiedenti protezione per i quali è competente un altro Stato membro dell'UE viola la direttiva UE sull'accoglienza.
La Corte di Giustizia Europea (CGUE) di Lussemburgo ha deciso giovedì che la pratica tedesca di ridurre i sussidi di asilo per i richiedenti protezione nelle cosiddette procedure di Dublino viola il diritto UE vigente. La Corte ha stabilito che la prassi tedesca finora seguita, consistente nel fornire alle persone interessate solo alloggio, vitto e beni igienici, ma negando loro denaro contante per vestiti, biglietti o telecomunicazioni, è incompatibile con la direttiva UE sull'accoglienza. Questa direttiva obbliga gli Stati membri a garantire un tenore di vita adeguato che tuteli la salute fisica e mentale delle persone interessate.
A innescare la procedura è stata la causa intentata da un giovane afghano, entrato in Germania attraverso la Romania. Secondo la procedura di Dublino III, è competente per una domanda di asilo lo Stato membro dell'UE in cui il richiedente è entrato per la prima volta nell'UE o ha presentato per primo domanda di asilo. Le autorità tedesche hanno respinto la domanda dell'uomo nel 2021, poiché la Romania era considerata lo Stato competente, e hanno disposto il suo rimpatrio in quel paese. Nel distretto di Schweinfurt, in Baviera, sono stati quindi ridotti vari sussidi.
Il caso del distretto di Schweinfurt
Secondo quanto riferito dal suo avvocato, dopo la riduzione nel 2022, il ricorrente afghano riceveva solo circa 150 euro al mese per bisogni personali. Gli venivano garantiti alloggio, riscaldamento, cibo e beni igienico-sanitari, ma i sussidi per vestiti, articoli per la casa o telecomunicazioni sono stati cancellati. L'autorità competente si è appellata alla legge sui sussidi per i richiedenti asilo (Asylbewerberleistungsgesetz), che consente tali riduzioni. L'uomo ha fatto causa presso i tribunali sociali tedeschi, che hanno infine deferito il caso alla Corte di Giustizia Europea.
Il Tribunale federale del lavoro (Bundessozialgericht) ha espresso dubbi sulla compatibilità delle disposizioni pertinenti della legge sui sussidi per i richiedenti asilo con il diritto dell'UE e ha adito la CGUE. Nella sua sentenza con numero di riferimento C‑621/24, i giudici hanno chiarito che i vestiti appartengono ai bisogni più elementari di ogni essere umano. Anche i mezzi finanziari per biglietti, mezzi di comunicazione o igiene personale sono necessari per consentire alle persone interessate un minimo di autodeterminazione e partecipazione alla vita sociale e culturale.
Punti chiave della sentenza
I giudici hanno inoltre sottolineato che questi diritti non cessano con l'emissione di un ordine di allontanamento, ma solo con il trasferimento effettivo nello Stato membro competente. Fino ad allora, lo Stato di accoglienza è responsabile della concessione dei sussidi. La sentenza corregge quindi, secondo la valutazione del tribunale, un'errata interpretazione del diritto dell'UE da parte del governo federale tedesco, che aveva presunto che lo Stato teoricamente competente fosse già responsabile dei sussidi a partire dal rifiuto della domanda.
L'organizzazione per i diritti umani Pro Asyl ha accolto con favore la sentenza, definendola uno "schiaffo al governo federale". La portavoce per la politica giuridica Wiebke Judith ha dichiarato che per anni la Germania ha negato ai richiedenti asilo i sussidi a cui avevano diritto. "Ora è chiaro: questo è contrario al diritto europeo e uno scandalo concreto", ha dichiarato Judith. La sentenza stabilisce che le riduzioni dei sussidi finora praticate in Germania sono illegittime.
Reazioni dalla politica e dalla società civile
Alla base della pratica vi è un graduale inasprimento delle norme sui sussidi in Germania. Dal 2019, la legge tedesca consente riduzioni per i richiedenti asilo per i quali è competente un altro Stato membro dell'UE. Alla fine del 2024, le norme sono state ulteriormente inasprite sotto l'allora coalizione semaforica. All'epoca, il Ministro dell'Interno federale Nancy Faeser (SPD) aveva promosso un pacchetto di sicurezza, rapidamente elaborato in seguito all'attacco con coltello a Solingen. Da allora, i sussidi nei casi di Dublino con obbligo di partenza esistente possono essere completamente cancellati.
Secondo il Ministero dell'Interno federale, oltre 900.000 richiedenti protezione respinti vivono attualmente in Germania, la maggior parte dei quali con un permesso di soggiorno temporaneo (Duldung). Circa 40.000 di loro hanno un obbligo di partenza immediato e potrebbero essere stati interessati dalle riduzioni dei sussidi. Per loro, la sentenza potrebbe aprire rivendicazioni di pagamenti arretrati per sussidi retroattivi. Il nuovo governo federale sotto il Ministro dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) si trova quindi di fronte al compito di adeguare immediatamente la prassi tedesca alle direttive della CGUE.
Impatto sulla pratica
L'avvocato specializzato in diritto d'asilo Constantin Hruschka, professore presso la Evangelische Hochschule Freiburg, vede chiare conseguenze: "Poiché la CGUE è così chiara, l'obbligo delle autorità nazionali di attuarlo immediatamente è valido. Le restrizioni sui sussidi devono cessare immediatamente con la sentenza." Egli sottolinea che le autorità sono obbligate da subito a concedere i sussidi ai richiedenti asilo secondo la legge sui sussidi per i richiedenti asilo senza restrizioni, "anche per le persone che hanno ricevuto un avviso di Dublino". Hruschka ha riassunto la questione con la formula: "Se non posso nemmeno ridurre, naturalmente non posso nemmeno revocare."
Allo stesso tempo, Hruschka ha sottolineato che la CGUE ha stabilito uno standard minimo assoluto che deve essere garantito in ogni situazione. "L'affermazione più importante è che i bisogni più elementari devono sempre essere soddisfatti", ha detto. Anche nella nuova normativa UE, in vigore dal 12 giugno 2026 nell'ambito della riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (CEAS), è ancorato uno standard minimo in linea con il diritto dell'Unione e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE. Sebbene il nuovo diritto consenta ancora restrizioni sui sussidi per le persone che si trovano in uno Stato membro non competente, queste non dovrebbero arrivare al punto di mettere in pericolo il minimo vitale dignitoso.
Uno sguardo alla nuova riforma del CEAS
Dal punto di vista giuridico, secondo gli esperti, sarebbe necessario un adeguamento della legge sui sussidi per i richiedenti asilo per recepire pienamente le direttive della CGUE. Fino ad allora, le autorità sono tenute ad applicare immediatamente l'interpretazione conforme al diritto europeo. La sentenza è considerata una decisione di principio con conseguenze dirette per l'amministrazione tedesca dell'asilo. Inoltre, giunge solo una settimana prima dell'entrata in vigore delle nuove norme del CEAS, alle quali fornisce un quadro chiaro: i bisogni più elementari devono essere garantiti in ogni momento.
La sentenza è stata riportata, tra l'altro, da Deutschlandfunk il 5 giugno 2026. Il rapporto si basa su informazioni delle agenzie di stampa dpa, AFP ed epd.
La sentenza rafforza i diritti dei richiedenti protezione nelle procedure di Dublino e chiarisce che un trasferimento in un altro Stato membro non pone fine prematuramente all'obbligo di sussidi dello Stato di accoglienza. Allo stesso tempo, evidenzia la tensione tra gli inasprimenti nazionali della politica d'asilo e le direttive vincolanti del diritto europeo.
Questions & Answers
Di cosa trattava la procedura C‑621/24 presso la CGUE?
Nella procedura C‑621/24, la CGUE ha stabilito che la pratica tedesca di ridurre i sussidi di asilo per i richiedenti protezione nelle procedure di Dublino viola la direttiva UE sull'accoglienza. Il caso risale alla causa intentata da un richiedente asilo afghano del distretto di Schweinfurt.