La Commissione UE vuole allentare il sistema di scambio delle emissioni e prorogare i certificati gratuiti fino al 2037
Bruxelles, 17 luglio 2026
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Summary
La Commissione UE propone di proseguire il sistema europeo di scambio delle emissioni oltre il 2039 e di prorogare i certificati gratuiti per l'industria fino al 2037. In cambio, le imprese dovranno ricevere un maggiore sostegno finanziario se investono in modo vincolante in processi climaticamente virtuosi.
Bruxelles, 17 luglio 2026
La Commissione UE ha presentato il 17 luglio 2026 una proposta per allentare il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), prorogare al 2037 il termine per i certificati CO2 gratuiti per l'industria e, in cambio, promuovere con maggiore forza gli investimenti in processi climaticamente virtuosi.
Funzionamento del sistema UE di scambio delle emissioni
Il sistema europeo di scambio delle emissioni ETS è il principale strumento dell'UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Dal 2005, gli impianti industriali e le centrali elettriche devono disporre di un certificato per ogni tonnellata di CO2 emessa. L'UE limita la quantità di certificati immessi sul mercato ogni anno per garantire che le emissioni di anidride carbonica in Europa diminuiscano progressivamente.
I certificati, detti anche diritti di inquinamento, vengono scambiati nelle borse dell'energia. Ogni anno le imprese devono presentare un numero di certificati CO2 sufficiente a coprire le proprie emissioni. Le aziende che emettono meno CO2 possono vendere lì i certificati in eccesso, mentre i grandi emettitori, se necessario, devono acquistarne di aggiuntivi. Il prezzo della CO2 oscilla e si attualmente aggira intorno agli 80 euro a tonnellata.
Il sistema europeo di scambio delle emissioni era finora concepito per raggiungere l'obiettivo climatico dell'UE per il 2040. Il numero dei certificati avrebbe dovuto pertanto scendere a zero entro la fine del 2039. Poiché molti settori industriali non avranno raggiunto le emissioni zero entro quella data, il sistema di scambio delle emissioni dovrebbe ora proseguire anche negli anni '40. Potrebbe volerci fino al 2046 o 2048 prima che le industrie interessate compensino integralmente le proprie emissioni di CO2, ha dichiarato una portavoce dell'UE a Bruxelles.
Certificati gratuiti per le industrie ad alta intensità energetica
Le industrie particolarmente ad alta intensità energetica, nelle quali la concorrenza internazionale è molto forte, ricevono una parte dei certificati gratuitamente. Questo vale ad esempio per l'industria siderurgica e chimica. Questi certificati gratuiti sono stati finora progressivamente ridotti. In origine, gli ultimi certificati gratuiti avrebbero dovuto essere assegnati nel 2034.
Per quanto riguarda i certificati gratuiti, la Commissione UE intende prorogare il termine fino al 2037, affinché le imprese interessate non subiscano svantaggi di costo nella concorrenza internazionale. In cambio, le aziende dovranno ricevere un maggiore sostegno finanziario se investono in modo vincolante in processi climaticamente virtuosi. In futuro, però, l'assegnazione sarà legata a investimenti per l'abbandono di petrolio e gas.
Destinazione prevista delle entrate
La Commissione vuole che almeno la metà del denaro venga vincolata a investimenti nell'industria e non confluisca più nel bilancio generale degli Stati membri. Dal 2013, secondo la Commissione, il sistema UE di scambio delle emissioni ha generato entrate superiori a 270 miliardi di euro, di cui circa tre quarti sono stati distribuiti agli Stati membri. Finora, stando alla Commissione, solo circa il cinque per cento di questi fondi confluisce nella decarbonizzazione dei settori ETS.
Critici come Italia e Polonia sostengono che ciò minerebbe la competitività globale dell'industria e chiedono allentamenti. La confederazione industriale tedesca BDI ritiene che l'Europa sia svantaggiata sul mercato mondiale a causa degli elevati prezzi dell'energia e teme che, senza "correzioni di rotta", vi sia il rischio di chiusure di stabilimenti e delocalizzioni della produzione all'estero.
Critiche dalla politica e dall'industria
I Verdi hanno criticato le proposte della Commissione come una battuta d'arresto per la protezione del clima. La portavoce per la politica climatica del gruppo parlamentare dei Verdi al Bundestag, Badum, ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters che allentare ora il sistema di scambio delle emissioni punisce i pionieri e premia chi resta fermo.
Altri, come il produttore svedese di acciaio SSAB, auspicano invece un prezzo ETS elevato, avendo investito molto in tecnologie di riduzione della CO2. Negli ultimi 20 anni le emissioni di CO2 delle imprese ETS sono diminuite di circa la metà: il sistema è pertanto considerato un modello.
Prossime tappe del processo legislativo
Le proposte della Commissione saranno ora negoziate nel Consiglio dei 27 paesi UE e nel Parlamento europeo. Il sistema svizzero di scambio delle emissioni è collegato a quello dell'UE dal 2020. Il cancelliere federale austriaco Stocker (ÖVP) si era impegnato molto a favore di una prosecuzione oltre il 2034.
La Commissione UE vuole aumentare di 6 miliardi di euro l'assegnazione gratuita all'industria attraverso i benchmark per calore e combustibili nel periodo 2026-2030. In futuro, le imprese riceveranno l'80 per cento di queste assegnazioni gratuite se presenteranno piani di investimento per la decarbonizzazione, e un ulteriore 20 per cento dopo l'attuazione di tali progetti.
Adeguamento del percorso di riduzione fino al 2040
L'ETS sarà adeguato all'obiettivo UE di riduzione delle emissioni del meno 90 per cento entro il 2040, modificando il percorso di riduzione a partire dal 2031: il fattore di riduzione lineare annuo della quantità di diritti di inquinamento da CO2 dovrà scendere dal 4,4 per cento al 3,7 per cento dal 2031 al 2035 e all'1,7 per cento a partire dal 2036. Il tasso con cui ritira i certificati dovrà diminuire, dopo il 2030, dall'attuale 24 al dodici per cento.
Inoltre, la cosiddetta riserva di stabilità del mercato dovrà diventare più dinamica e adattarsi al mercato in contrazione a partire dal 2030. Fino al due per cento di certificati internazionali di emissione dovrà consentire il finanziamento di progetti di decarbonizzazione all'estero e dare respiro alle imprese europee nel periodo 2036-2040.
In futuro il prezzo della CO2 dovrà valere anche per i voli verso paesi extra-UE: secondo la volontà della Commissione UE, a partire dal 2029 l'ambito di applicazione sarà esteso a un raggio di 5.000 chilometri da Francoforte. Questa notizia è stata trasmessa il 18.07.2026 nel programma Deutschlandfunk.
Questions & Answers
Cosa vuole modificare la Commissione UE nel sistema di scambio delle emissioni?
La Commissione propone di proseguire l'ETS oltre il 2039, di prorogare al 2037 il termine per i certificati gratuiti per l'industria e di vincolare maggiormente il sostegno finanziario a investimenti in processi climaticamente virtuosi.
Perché le proposte sollevano critiche?
I Verdi al Bundestag vi vedono un passo indietro per la protezione del clima, mentre associazioni industriali come il BDI chiedono ulteriori allentamenti per garantire la competitività delle imprese europee.
Come proseguono le proposte sull'ETS?
Le proposte della Commissione saranno ora negoziate nel Consiglio dei 27 paesi UE e nel Parlamento europeo; una decisione definitiva è ancora pendente.
Scambio di emissioni UE: riforma 2026 – obiettivi | quotidiano360