La Commissione UE bacchetta Meta per il rischio di dipendenza e minaccia una multa da miliardi
Bruxelles, 10 luglio 2026
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Summary
La Commissione UE accusa Meta di non proteggere adeguatamente i minori e gli adulti vulnerabili dai design che inducono dipendenza su Instagram e Facebook. Se il gruppo non adeguerà le sue piattaforme, scatterà una multa fino al sei percento del fatturato mondiale annuo.
Bruxelles, 10 luglio 2026
La Commissione UE ha bacchettato il gruppo statunitense Meta per il rischio di dipendenza delle sue piattaforme Instagram e Facebook e chiede modifiche approfondite al design dei servizi; in caso contrario, scatterà una multa fino al sei percento del fatturato mondiale annuo.
Bruxelles vede rischi per bambini e adolescenti
L'autorità di Bruxelles ha pubblicato giovedì i risultati preliminari di un'indagine, secondo cui Meta non avrebbe valutato in modo adeguato i rischi per i minori e gli adulti vulnerabili e non avrebbe adottato contromisure efficaci. „Unsere Untersuchung zeigt, dass Meta diese Risiken weder angemessen bewertet, noch wirksame Maßnahmen zu ihrer Minderung angeboten und umgesetzt hat“, ha dichiarato a Bruxelles il portavoce della Commissione Thomas Regnier. La Commissione giudica il design delle piattaforme sostanzialmente problematico.
La commissaria UE responsabile della Tecnologia, Henna Virkkunen, ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters: „Unserer Einschätzung nach ist das Design zu süchtig machend, und es müssen Änderungen vorgenommen werden.“ O Meta modifica il suo design, o seguirà una decisione sulla non conformità alle norme. Nel concreto, la Commissione chiede tra l'altro pause dallo schermo e meccanismi più efficaci che proteggano gli adolescenti „automatisch“ e diano ai genitori il controllo.
Regnier ha descritto in termini drastici le conseguenze per gli utenti: „Kinder leiden unter Angstzuständen, Depressionen und Schlafmangel, um nur einige Beispiele zu nennen“, ha detto il portavoce della Commissione. Una rappresentante della Commissione ha aggiunto, a proposito degli attuali sistemi di controllo parentale, che questi non sono efficaci, „weil man wirklich ein Experte sein muss, um sie überhaupt zu finden und tatsächlich zu aktivieren“. Anche un'impostazione predefinita introdotta da Meta per gli adolescenti, secondo la Commissione, si poteva disattivare facilmente e quindi non era sufficiente. „Das reicht nicht aus“, ha detto la rappresentante.
Meta respinge le accuse
Meta ha respinto i risultati preliminari. „Wir stimmen diesen vorläufigen Ergebnissen nicht zu“, ha detto un portavoce dell'azienda. Il gruppo ha fatto riferimento ai suoi „Teen Accounts“, introdotti dall'inizio dell'indagine per proteggere gli adolescenti. Questi li proteggerebbero „automatisch“ e darebbero ai genitori il controllo, ha argomentato il gruppo. Un altro portavoce ha comunicato che l'autorità di Bruxelles non terrebbe conto dei „bedeutenden Schritte“ che Meta avrebbe intrapreso per proteggere gli adolescenti.
La Commissione UE ha sottolineato al contempo la propria determinazione. „Wie Sie an der heutigen Entscheidung sehen können, werden wir Online-Plattformen zur Verantwortung ziehen, denn die großen Tech-Konzerne sollen nicht auf Kosten des Wohlergehens unserer Kinder Geld verdienen“, ha detto Regnier. Se su Facebook e Instagram non cambierà nulla nel senso indicato dall'UE, al gruppo statunitense scatterà una multa fino al sei percento del suo fatturato mondiale annuo. Per Meta, secondo le stime, ciò potrebbe superare i dodici miliardi di dollari USA (circa 10,5 miliardi di euro).
Età minima e ulteriori procedimenti
Parallelamente, in un altro procedimento Bruxelles chiede che Instagram e Facebook facciano rispettare l'età minima di 13 anni prevista dai termini di servizio – altrimenti anche in questo caso alla casa madre scatterà una multa. La Commissione ha inoltre messo sul tavolo un'età minima legale di 13 anni, una proposta alla quale aveva aderito anche la ministra federale della Famiglia Karin Prien (CDU). Una rappresentante della Commissione ha detto a riguardo: „Und wie wir wissen, ist nicht jedes Elternteil das.“ Con ciò ha richiamato i limiti del controllo genitoriale.
Contemporaneamente l'autorità indaga in un altro caso contro Meta per i cosiddetti „Kaninchenbau-Effekte“, in cui gli algoritmi spingono gli utenti verso contenuti sempre più simili. Anche un tribunale UE ha confermato che il servizio rientra tra i „Torwächter-Dienste“, il che rafforza ulteriormente la portata regolatoria della Commissione. L'autorità di Bruxelles pubblica così i risultati delle sue indagini nel mezzo di un ampio dibattito su un'età minima per i social media.
Limiti delle iniziative nazionali
L'esempio della Francia mostra i limiti delle iniziative nazionali: la Commissione ha contestato il disegno di legge francese per un divieto sotto i 15 anni come non compatibile con il diritto UE, cosicché il testo deve essere rielaborato. Diversi Paesi hanno già limitato l'accesso ai social media per gli under 16 o stanno valutando misure analoghe. Uno studio sul limite di età australiano ha tuttavia mostrato che nella pratica questi divieti restano spesso inefficaci.
Negli USA Meta ha perso, insieme a YouTube, un processo molto seguito sul potenziale di dipendenza dei suoi servizi. I giurati di Los Angeles hanno riconosciuto a una querelante di 20 anni un risarcimento di tre milioni di dollari, di cui il 70 percento a carico di Meta. Il mese scorso Meta ha inoltre fallito il tentativo di respingere una causa dei procuratori generali di 29 Stati federali, in cui Facebook e Instagram vengono ugualmente accusati di creare dipendenza.
Pressione giuridica anche negli USA
La Commissione UE non è sola nella sua linea. Anche altre istituzioni e Stati membri spingono per regole più severe per le piattaforme online. L'autorità di Bruxelles vede nei risultati delle sue indagini argomenti per aumentare ulteriormente la pressione sui grandi gruppi tech. Gli osservatori interpretano l'iniziativa come parte di una strategia più ampia, intesa a ricalibrare il ruolo delle piattaforme nella protezione di bambini e adolescenti.
Mark Zuckerberg si trova così con il suo gruppo sotto pressione su più fronti: regolatorio in Europa, giudiziario negli USA e nell'opinione pubblica nel dibattito sulla salute mentale dei giovani utenti. La Commissione ha sottolineato che manterrà la decisione annunciata per luglio 2026. Nel frattempo Meta ha formalmente la possibilità di reagire ai risultati preliminari e di presentare ulteriori misure di protezione.
La Commissione UE aveva avviato il procedimento contro Meta già lo scorso anno e da allora verifica se il gruppo adempie gli obblighi previsti dal Digital Services Act. Con la pubblicazione dei risultati preliminari l'indagine entra in una fase decisiva. Se alla fine la Commissione accerterà una violazione, potrà non solo irrogare una multa, ma anche disporre prescrizioni strutturali per la gestione di Instagram e Facebook nell'UE.
Conseguenze economiche per Meta
Il dibattito sulle conseguenze psicologiche di un uso eccessivo dei social media è diventato negli ultimi anni più acceso a livello internazionale. Gli studi evidenziano correlazioni tra un uso intensivo e disturbi del sonno, sintomi depressivi e stati d'ansia negli adolescenti. La Commissione UE ora raccoglie questi dati e li pone alla base della sua regolamentazione.
Per Meta si tratta economicamente di cifre ingenti: una multa fino al sei percento del fatturato mondiale annuo costerebbe al gruppo, secondo le stime degli analisti, un importo a due cifre in miliardi. Si aggiungono eventuali prescrizioni che potrebbero riguardare direttamente il modello di business delle piattaforme finanziate dalla pubblicità. Il titolo di Meta Platforms ha reagito alla notizia con perdite di corso, mentre gli analisti hanno valutato la situazione in modo non uniforme.
Le prossime settimane mostreranno se Meta cederà alle richieste di Bruxelles o se accetterà il conflitto con la Commissione UE.
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