JD.com MediaMarktSaturn: indagine UE su sussidi cinesi | quotidiano360
L’UE avvia un’indagine approfondita sull’acquisizione di MediaMarktSaturn da parte del colosso cinese JD.com
BRUXELLES — La Commissione europea ha annunciato giovedì 28 maggio 2026 l’apertura di un’indagine approfondita sull’acquisizione di Ceconomy, la società madre di MediaMarktSaturn, da parte del gigante cinese dell’e-commerce JD.com.
chensiyuan / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita sull’acquisizione di MediaMarktSaturn da parte di JD.com, sospettando che il colosso cinese abbia beneficiato di sussidi statali distorsivi. L’esame, che durerà 90 giorni, potrebbe portare al divieto dell’operazione da 2,2 miliardi di euro.
BRUXELLES — La Commissione europea ha annunciato giovedì 28 maggio 2026 l’apertura di un’indagine approfondita sull’acquisizione di Ceconomy, la società madre di MediaMarktSaturn, da parte del gigante cinese dell’e-commerce JD.com.
BRUXELLES — La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita sul progetto di acquisizione del gruppo Ceconomy, proprietario della catena MediaMarktSaturn, da parte della società commerciale cinese JD.com, a causa del sospetto che l’azienda abbia ricevuto sussidi statali esteri in grado di distorcere il mercato interno dell’Unione.
L’esame preliminare condotto dall’esecutivo comunitario ha infatti rilevato che JD.com potrebbe aver beneficiato di agevolazioni concesse da attori riconducibili alla Repubblica Popolare Cinese, le quali avrebbero permesso all’offerente di presentare un’offerta superiore rispetto ai concorrenti per l’acquisizione, valutata circa 2,2 miliardi di euro. “La vorläufige Untersuchung deutet darauf hin, dass JD.com möglicherweise ausländische Subventionen erhalten hat, die den EU-Binnenmarkt verzerren könnten”, ha dichiarato la Commissione in una nota ufficiale.
L’indagine si basa sul regolamento relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno, in vigore dal 12 luglio 2023, e rappresenta uno dei test più significativi per questa nuova normativa comunitaria. La Commissione ha ora 90 giorni di tempo, a partire dalla notifica dell’operazione avvenuta il 17 aprile 2026, per condurre l’esame e adottare una decisione definitiva, attesa entro il 2 ottobre 2026.
I sospetti della Commissione sui sussidi cinesi
Secondo quanto emerso dall’indagine preliminare, le sovvenzioni estere che JD.com avrebbe ricevuto includono incentivi fiscali, finanziamenti agevolati e contributi diretti. La Commissione ha precisato che si tratta di misure concesse da soggetti “die möglicherweise der Volksrepublik China zuzurechnen” seien, ovvero potenzialmente attribuibili allo Stato cinese.
L’autorità di vigilanza comunitaria teme che tali aiuti abbiano consentito a JD.com di formulare un’offerta di acquisto gonfiata, superando altri potenziali acquirenti e alterando così le normali dinamiche concorrenziali. Oltre al sospetto relativo al prezzo d’acquisto, Bruxelles intende verificare se la nuova entità risultante dalla fusione potrebbe adottare strategie di investimento e operative in grado di influenzare negativamente le condizioni di concorrenza all’interno del mercato unico europeo.
“Auswirkungen auf Binnenmarkt bedenken”, ha sottolineato la Commissione, evidenziando come la transazione potrebbe permettere all’impresa combinata di perseguire politiche commerciali con effetti distorsivi sul piano comunitario. L’indagine, ha tenuto a precisare l’esecutivo UE, viene condotta in modo ergebnisoffen, ovvero senza un esito predeterminato. Al termine del procedimento, la Commissione potrà vietare l’acquisizione, accettare impegni correttivi da parte delle aziende coinvolte per eliminare la distorsione della concorrenza, oppure non sollevare obiezioni e autorizzare l’operazione.
La reazione di JD.com e della Camera di commercio cinese
JD.com ha reagito all’annuncio dell’indagine con una dichiarazione nella quale definisce l’approfondimento istruttorio come un passaggio atteso e fisiologico. “Wir sehen eine vertiefte Prüfung als einen üblichen Verfahrensschritt für eine Transaktion dieser Größe an”, ha comunicato la società all’agenzia di stampa tedesca dpa.
L’azienda cinese ha inoltre respinto ogni addebito relativo a presunti aiuti di Stato, affermando di non aver ricevuto alcuna sovvenzione pubblica in relazione a questa specifica operazione che possa determinare una distorsione della concorrenza nell’Unione Europea. JD.com ha ribadito la propria convinzione che l’esame si concluderà senza conseguenze negative per il perfezionamento dell’affare.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Camera di commercio cinese presso l’Unione Europea, la quale ha espresso preoccupazioni di fondo sul meccanismo comunitario di controllo delle sovvenzioni estere. L’organizzazione ha messo in guardia dal considerare un’offerta economica elevata come indicatore automatico di una distorsione del mercato, sottolineando che un prezzo alto “nicht allein” come prova di un’alterazione concorrenziale.
La Camera di commercio ha chiesto che venga stabilito un chiaro nesso causale tra eventuali sussidi esteri e la presunta distorsione del mercato, sulla base di prove sufficienti. Ha inoltre ribadito l’importanza “eines offenen, fairen, transparenten und diskriminierungsfreien Geschäftsumfelds” per le relazioni economiche tra Cina e Unione Europea.
Il profilo dei protagonisti: JD.com e MediaMarktSaturn
JD.com è il più grande gruppo commerciale cinese per fatturato, con un giro d’affari annuo che nel 2024 ha raggiunto quasi 159 miliardi di dollari statunitensi, collocandosi tra le prime dieci aziende del settore a livello mondiale secondo i dati dell’istituto di ricerca EHI. Il gruppo, che conta circa 570.000 dipendenti, opera in diversi settori tra cui tecnologia, logistica e sanità. Nel marzo 2025 ha lanciato in Germania il proprio negozio online Joybuy, segnando un primo ingresso diretto nel mercato tedesco dell’e-commerce.
MediaMarktSaturn rappresenta il più grande rivenditore specializzato in elettronica di consumo in Europa. La sua rete commerciale si estende su undici Paesi con oltre 1.000 punti vendita complessivi, di cui circa 400 nella sola Germania. Il marchio Saturn, le cui origini risalgono al Saturn-Hansa-Markt aperto a Colonia nel 1961, è oggi presente esclusivamente sul mercato tedesco. MediaMarkt, invece, nacque nel 1979 con l’apertura del primo negozio a Monaco di Baviera.
L’attuale struttura societaria è il risultato di una lunga evoluzione. MediaMarkt acquisì il concorrente Saturn nel 1990 e successivamente il gruppo Metro AG assunse una partecipazione di maggioranza in entrambi i marchi. La società Ceconomy, che oggi controlla interamente MediaMarktSaturn, è stata creata nel 2017 come scorporo da Metro. Dal giugno 2022 Media-Saturn è diventata una controllata al cento per cento di Ceconomy. Nell’esercizio fiscale chiuso a settembre 2024, Ceconomy ha generato ricavi per 23,1 miliardi di euro e impiegava circa 50.000 persone in tutto il mondo, di cui quasi 20.000 in Germania.
L’iter autorizzativo e i prossimi passaggi
L’offerta pubblica di acquisto di JD.com per Ceconomy è stata presentata nell’estate del 2024 e pochi mesi dopo la società cinese si è assicurata la maggioranza delle azioni del gruppo tedesco. Tuttavia, il completamento definitivo dell’operazione è subordinato all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolatorie.
Sul fronte nazionale, il Bundeskartellamt tedesco aveva già dato il proprio via libera all’offerta nel settembre 2025, dichiarando che non sussistevano “wettbewerbsrechtlicher Bedenken”, ovvero preoccupazioni sotto il profilo del diritto della concorrenza, poiché JD.com ha attività molto limitate in