L'OGH dichiara inammissibili 14 clausole sulle tariffe di Ryanair
Vienna, 29 giugno 2026
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Summary
La Corte Suprema ha dichiarato inammissibili 14 clausole tariffarie di Ryanair nelle condizioni di trasporto. La VKI ha accolto con favore la sentenza e ha messo a disposizione una lettera modello per i rimborsi.
Vienna, 29 giugno 2026
La Corte Suprema (OGH) ha dichiarato lunedì inammissibili 14 clausole tariffarie nelle condizioni di trasporto di Ryanair DAC, confermando così un'azione legale intentata dall'Associazione per l'informazione dei consumatori (VKI) per conto del Ministero degli Affari Sociali.
La Corte Suprema (OGH) ha dichiarato lunedì complessivamente inammissibili 14 clausole tariffarie nelle condizioni di trasporto della compagnia aerea Ryanair DAC. L'azione era stata promossa dall'Associazione per l'informazione dei consumatori (VKI) per conto del Ministero degli Affari Sociali austriaco. La corte suprema ha motivato la propria decisione, tra l'altro, sostenendo che le clausole non sono solo poco trasparenti, ma anche notevolmente svantaggiose per i consumatori.
Tra le clausole interessate, secondo la VKI, vi sono la tassa di check-in in aeroporto di 55 euro, una tassa di 15 euro per l'emissione di una carta d'imbarco, una tassa per neonati di 25 euro, nonché tasse per i posti familiari obbligatori da 6 a 10 euro. Sono state contestate anche le clausole sui cambi di nome (da 115 a 160 euro) e sulle modifiche di prenotazione (da 45 a 60 euro). Ryanair non potrà più utilizzare o far valere queste clausole in Austria a partire dalla metà di settembre 2026.
Quali tariffe sono interessate
Petra Leupold, capo giurista della VKI, ha accolto con favore la decisione. „Betroffene Konsument:innen, die auf Basis dieser oder sinngleicher Klauseln Gebühren bezahlt haben, können diese zurückfordern“, ha dichiarato Leupold. La VKI ha inoltre richiamato l'attenzione su una sentenza che riguarda l'intero settore: „Der OGH stellt klar, dass Zusatzgebühren transparent darzustellen sind und Konsument:innen nicht unsachlich benachteiligen dürfen."
Oltre alla mancanza di trasparenza, l'OGH ha criticato anche l'incomprensibilità linguistica di alcune clausole. „Nach Ansicht des OGH sind die Gebührenklauseln zum Teil derart unverständlich formuliert, dass es Konsument:innen nicht möglich ist, diese nachzuvolziehen, insbesondere im Zusammenhang mit etwaigen Rückerstattungsansprüchen", si legge nel comunicato stampa della VKI. In pratica ciò significa che spesso i consumatori non erano neppure in grado di riconoscere i propri diritti.
Reazioni dalla politica e dalla tutela dei consumatori
La segretaria di Stato per la tutela dei consumatori Ulrike Königsberger-Ludwig (SPÖ) ha valutato la sentenza come un segnale forte. „Gerade vor dem Sommerurlaub ist das eine gute Nachricht für viele Familien. 55 Euro hier, 15 Euro dort, 160 Euro bei einer Namensänderung – das sind keine Kleinigkeiten. Billigflug darf nicht heißen, dass Konsument:innen am Ende mit undurchsichtigen Gebühren zur Kassa gebeten werden. Wer einen Flug bucht, muss wissen, was er wirklich kostet", ha dichiarato la politica.
Su un altro punto, tuttavia, l'OGH non si è espresso negativamente per Ryanair: la compagnia aerea può addebitare determinate tariffe anche quando la causa del problema risiede in lei stessa. La VKI ha richiamato in proposito una sentenza che lascia spazio a supplementi, purché siano trasparenti.
Come ottenere il rimborso per gli interessati
Per i passeggeri interessati, sul sito del Centro europeo dei consumatori (EVZ) presso la VKI, all'indirizzo www.europakonsument.at, nonché su www.verbraucherrecht.at, è disponibile una lettera modello per la richiesta di rimborso delle tariffe. La VKI consiglia di documentare gli importi pagati sulla base dei documenti di prenotazione e degli estratti conto e di inviare le richieste per iscritto alla compagnia aerea.
L'azione legale della VKI era diretta contro la società irlandese Ryanair DAC, che offre i propri voli da e per l'Austria, tra l'altro, con sede a Vienna e in diversi aeroporti regionali. Le condizioni di trasporto si applicano a livello europeo; tuttavia, la sentenza austriaca produce effetti immediati solo in Austria. Per i passeggeri di altri Stati membri dell'UE, la VKI rimanda al rispettivo centro nazionale dei consumatori.
Il procedimento dinanzi all'OGH era l'ultima istanza, dopo che in precedenza la Corte d'appello regionale di Vienna e il giudice di primo grado si erano già pronunciati a favore della VKI. La VKI ha parlato di una pietra miliare nella lotta contro le tariffe supplementari poco trasparenti nel trasporto aereo. Anche l'organizzazione europea dei consumatori BEUC aveva contestato a Bruxelles clausole simili di altre compagnie aeree low-cost.
Inizialmente Ryanair non è stata raggiungibile per una dichiarazione. In procedimenti analoghi in altri Paesi, la compagnia aerea ha sempre sottolineato che le tariffe supplementari sono necessarie per mantenere il modello a basso prezzo. La compagnia irlandese fa regolarmente riferimento al contributo autonomo dei clienti durante il check-in online e la stampa autonoma della carta d'imbarco.
Inquadramento giuridico e possibili conseguenze
Sul piano giuridico, l'OGH si fonda sulle disposizioni della legge sulla tutela dei consumatori nonché sulla direttiva UE sulle clausole contrattuali abusive. Le clausole che determinano uno squilibrio significativo tra le prestazioni delle parti contraenti a favore del predisponente sono quindi comunque inefficaci. L'OGH ha sottolineato che già la sola mancanza di trasparenza può comportare l'inammissibilità.
La decisione è considerata dai difensori dei consumatori come un precedente che va oltre il solo trasporto aereo. Clausole analoghe si trovano nelle condizioni generali di contratto di altri settori, ad esempio presso i fornitori di telecomunicazioni o di energia. Gli esperti si aspettano che la giurisprudenza nazionale si orienterà maggiormente ai criteri stabiliti dall'OGH.
Per i viaggiatori che negli ultimi anni hanno prenotato voli Ryanair con prenotazione online e hanno pagato le tariffe citate, la VKI consiglia di richiedere il rimborso quanto prima. Per prassi, i diritti si prescrivono dopo tre anni dal pagamento. Un modulo tipo e le indicazioni per il calcolo sono disponibili sul sito della VKI.
Prospettive su ulteriori procedimenti
Il comunicato stampa della VKI si è concluso con un appello al settore del trasporto aereo: „Verbraucher:innen müssen sich auf klare Preise verlassen können, bevor sie eine Buchung abschließen." L'OGH, con questa sentenza, ha rafforzato in modo tangibile i diritti dei consumatori in Austria.
Con la decisione si è riacceso anche il dibattito politico sui voli low-cost. La segretaria di Stato per la tutela dei consumatori Königsberger-Ludwig ha annunciato che si impegnerà a livello UE per disposizioni più severe sulle tariffe supplementari. La VKI, dal canto suo, sta valutando se anche altre clausole di altre compagnie aeree in Austria possano essere impugnate in giudizio.
La compagnia aerea Ryanair, il cui CEO Michael O'Leary ha posizionato l'azienda come rigoroso operatore a basso prezzo, deve ora adeguare le proprie condizioni di trasporto. A partire dalla metà di settembre 2026, la compagnia non potrà più utilizzare in Austria le clausole giudicate inammissibili né addebitare tariffe ai consumatori sulla base di esse.
Questions & Answers
Welche Ryanair-Gebühren hat der OGH für unzulässig erklärt?
Der Oberste Gerichtshof hat 14 Gebührenklauseln in den Beförderungsbedingungen von Ryanair DAC für unzulässig befunden, darunter die 55 Euro Check-In-Gebühr am Flughafen, eine 15 Euro-Gebühr für die Bordkarte, eine Kleink
Sentenza OGH: tariffe Ryanair inammissibili – possibile | quotidiano360