L'Iran sospende l'accordo quadro con gli Stati Uniti dopo i nuovi attacchi americani
Teheran, 18 luglio 2026
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Summary
L'Iran ha annunciato la sospensione dell'accordo quadro concluso un mese fa con gli Stati Uniti, accusando Washington di aver violato i propri impegni. In rappresaglia per i nuovi attacchi americani, Teheran ha colpito diversi Stati del Golfo e la Giordania, causando almeno 50 morti nel Paese.
Teheran, 18 luglio 2026
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha annunciato sabato in televisione di Stato che l'Iran sospende l'accordo quadro firmato circa un mese fa con gli Stati Uniti, dopo i nuovi attacchi americani che hanno colpito il territorio iraniano.
In una dichiarazione ripresa dai media iraniani, Kazem Gharibabadi ha affermato che Washington ha violato i propri impegni derivanti dalla dichiarazione d'intenti di Islamabad. « Leider haben die Amerikaner mit ihren aggressiven Maßnahmen gegen ihre Verpflichtungen aus der Absichtserklärung von Islamabad verstoßen », ha dichiarato, aggiungendo che Teheran considera ora l'accordo come decaduto e non lo attuerà più.
L'accordo quadro, concluso a metà giugno tra Stati Uniti e Iran, prevedeva l'apertura di negoziati che avrebbero dovuto sfociare, entro un termine di 60 giorni, in un accordo definitivo volto ad aprire la strada a una fine duratura della guerra. La sospensione annunciata sabato compromette questo calendario e pone il processo diplomatico in un'impasse, a giudicare dalle dichiarazioni ufficiali iraniane.
Un accordo quadro di 60 giorni ora compromesso
In rappresaglia per i nuovi attacchi americani, l'Iran ha colpito obiettivi in diversi Stati del Golfo e in Giordania. Secondo le autorità kuwaitiane, una centrale elettrica è stata nuovamente colpita durante questi attacchi, « sowie erneut ein Kraftwerk mit angeschlossener Anlage zur Meerwasserentsalzung getroffen », danneggiando un impianto di desalinizzazione dell'acqua di mare adiacente.
Il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) ha condannato questi attacchi contro infrastrutture civili in Bahrein, Kuwait e Giordania. Il suo segretario generale, Albudaiwi, ha definito gli attacchi iraniani crimini di guerra: « Der Generalsekretär des Rates, Albudaiwi, sprach von Kriegsverbrechen ». Ha inoltre chiesto l'avvio di procedimenti penali contro i responsabili: « Er forderte eine strafrechtliche Verfolgung » e denunciato « einen schwerwiegenden Verstoß gegen das Völkerrecht und die Charta der Vereinten Nationen ».
Il Consiglio di cooperazione del Golfo denuncia crimini di guerra
Sul fronte interno iraniano, il bilancio degli attacchi americani continua ad aggravarsi. Secondo le autorità iraniane, almeno 50 persone sono state uccise nel Paese. Il portavoce del ministero della Salute, Hossein Kermanpour, ha indicato sabato sulla piattaforma X che più di 500 persone sono rimaste ferite negli attacchi americani, senza precisare la ripartizione geografica delle vittime.
Il ministro della Difesa iraniano, citato dall'agenzia Fars, ha minimizzato l'impatto diplomatico della sospensione invocando le priorità militari del momento. « Wir sind mit der Verteidigung des Landes beschäftigt », ha dichiarato in un'intervista televisiva, suggerendo che il governo si stia concentrando sulla conduzione delle operazioni piuttosto che sul rilancio dei colloqui con Washington.
Bilancio umano: almeno 50 morti e più di 500 feriti in Iran
La dichiarazione di Gharibabadi, diffusa dalla televisione di Stato iraniana, segna una svolta nella sequenza diplomatica aperta dalla dichiarazione d'intenti di Islamabad. Rompendo simbolicamente con questo impegno, Teheran lancia un segnale politico alla Casa Bianca cercando al contempo di mobilitare la propria opinione pubblica attorno alla postura di difesa.
Gli Stati del Golfo, già scossi dalle precedenti ondate di attacchi, si ritrovano in prima linea. La centrale elettrica kuwaitiana colpita, che alimenta un impianto di desalinizzazione, solleva preoccupazioni umanitarie e ambientali, in una regione dove l'approvvigionamento di acqua dolce dipende in larga misura da queste infrastrutture.
La Giordania, anch'essa colpita, non ha ancora pubblicato un bilancio dettagliato dei danni. Le capitali occidentali seguono da vicino l'evoluzione della situazione, mentre la prospettiva di un accordo definitivo entro il termine di 60 giorni previsto dall'accordo quadro sembra ormai compromessa.
La rotta di Hormuz al centro delle preoccupazioni
Sul piano regionale, la sospensione dell'accordo quadro rischia di aggravare le tensioni attorno alla strategica rotta di Hormuz, attraverso la quale transita una parte consistente del commercio marittimo mondiale di idrocarburi. Qualsiasi perturbazione duratura in questo corridoio avrebbe conseguenze dirette sui mercati energetici internazionali.
Le autorità iraniane non hanno indicato se la sospensione costituisca una rottura definitiva o una misura reversibile, condizionata a un cambio di atteggiamento di Washington. La formulazione scelta da Gharibabadi — « nun setze auch der Iran diese nicht mehr um » — lascia tuttavia poco spazio a un'interpretazione conciliante.
Da parte americana, nessuna risposta ufficiale è stata riportata nell'immediato alla dichiarazione iraniana. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato dovranno stabilire se cercare di riallacciare il dialogo o se mantenere la propria linea di pressione militare, a rischio di ampliare il conflitto.
Una mediazione internazionale in impasse
La comunità internazionale, e in particolare i mediatori che avevano facilitato la dichiarazione d'intenti di Islamabad, si trova confrontata con il crollo di un processo eppure presentato come una svolta diplomatica appena un mese fa. Le cancellerie europee seguono la situazione da vicino, senza che sia stata annunciata un'iniziativa comune di de-escalation.
L'annuncio di sabato giunge in un contesto in cui gli attacchi americani e le rappresaglie iraniane si sono moltiplicati nelle ultime settimane, facendo temere una regionalizzazione del conflitto. Gli appelli alla moderazione formulati dal CCG riflettono l'inquietudine degli Stati vicini di fronte a un'escalation le cui conseguenze umanitarie ed economiche vanno ben oltre il quadro bilaterale americano-iraniano.
A questo punto, né Teheran né Washington hanno indicato un calendario per un'eventuale ripresa dei negoziati. La sospensione dell'accordo quadro, unita al proseguimento delle operazioni militari, colloca la regione in una zona di incertezza elevata, dove ogni nuovo attacco rischia di allontanare ulteriormente qualsiasi prospettiva di risoluzione politica.
Questa informazione è stata diffusa il 18.07.2026 nel programma Deutschlandfunk, secondo la fonte che ha riportato l'insieme di questi elementi.
Questions & Answers
Perché l'Iran ha sospeso l'accordo quadro con gli Stati Uniti?
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha annunciato sabato in televisione di Stato che gli Stati Uniti avevano violato i propri impegni derivanti dalla dichiarazione d'intenti di Islamabad, giustificando così la decisione di Teheran di non attuare più l'accordo quadro firmato circa un mese fa.
Quali obiettivi sono stati colpiti dall'Iran in rappresaglia?
Secondo le informazioni riportate, l'Iran ha attaccato obiettivi in diversi Stati del Golfo e in Giordania. In Kuwait, una centrale elettrica dotata di un impianto di desalinizzazione dell'acqua di mare è stata nuovamente colpita, secondo le autorità kuwaitiane.
Come ha reagito il Consiglio di cooperazione del Golfo agli attacchi iraniani?
Il segretario generale del CCG, Albudaiwi, ha condannato gli attacchi contro infrastrutture civili in Bahrein, Kuwait e Giordania, definendoli crimini di guerra e una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, e
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