Koeman si dimette da ct dell'Olanda dopo l'eliminazione ai rigori contro il Marocco
Monterrey, 1° luglio 2026
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Summary
Ronald Koeman si è dimesso da commissario tecnico dell'Olanda a meno di 24 ore dall'eliminazione al sedicesimo dei Mondiali 2026 contro il Marocco, decisa ai calci di rigore. La federazione olandese ha annunciato la decisione tramite i canali social del ct, che ha motivato il passo indietro anche con la malattia della moglie.
Monterrey, 1° luglio 2026
Ronald Koeman ha rassegnato le dimissioni da commissario tecnico dell'Olanda a poche ore dalla sconfitta per 3-4 ai calci di rigore contro il Marocco, che ha estromesso la nazionale olandese dai Mondiali 2026 al sedicesimo di finale disputato a Monterrey.
La notizia è stata diffusa nella tarda serata di martedì 30 giugno dalla Federazione calcistica dei Paesi Bassi, il Koninklijke Nederlandse Voetbal Bond, che ha confermato al quotidiano "De Telegraaf" la scelta del tecnico. Koeman ha comunicato la decisione con un lungo messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram, nel quale ha spiegato di aver preso la risoluzione la sera precedente, dopo la cocente eliminazione. "Gestern Abend habe ich die Entscheidung getroffen, meine Amtszeit als Cheftrainer der niederländischen Nationalmannschaft zu beenden", ha scritto il 63enne, che lascia così la panchina dell'Oranje a meno di ventiquattro ore dal fischio finale di Monterrey.
La notte delle dimissioni
Koeman ha assunto pubblicamente la responsabilità del risultato, parlando di un Mondiale nel quale la nazionale olandese puntava a scrivere la storia. "Wir alle haben von einer Weltmeisterschaft geträumt, bei der wir Geschichte schreiben würden", è il passaggio chiave del suo messaggio, in cui il tecnico ha aggiunto di essere "vor allem stolz und dankbar" ripercorrendo la propria carriera, che lo ha visto allenare club come Ajax, PSV Eindhoven, Barcellona e la stessa nazionale in due cicli distinti. "Es war mir eine große Ehre, die Niederlande als Nationaltrainer zu vertreten", ha scritto ancora Koeman.
La partita contro il Marocco era terminata sull'1-1 dopo i centoventi minuti regolamentari, con Cody Gakpo che aveva portato in vantaggio l'Olanda al 72'. Il pareggio dei nordafricani era arrivato in pieno recupero, al 90'+1, grazie a una rete di Issa Diop che aveva rimesso in equilibrio il match. La tensione si era quindi trasferita sui calci di rigore, dove la nazionale olandese è uscita sconfitta per 3-4, fallendo tre dei propri tiri dal dischetto con Justin Kluivert, Quinten Timber e Crysencio Summerville, mentre Ismael Saibari ha siglato quello decisivo per il Marocco. Per l'Olanda si tratta della terza eliminazione ai Mondiali proprio ai rigori dopo quelle del 2014 e del 2022.
Una partita decisa ai rigori
Nel finale di partita si era registrato anche un episodio sfortunato che aveva complicato ulteriormente i piani degli olandesi: il portiere Bart Verbruggen, protagonista di una prestazione comunque positiva per centoventi minuti, aveva inizialmente parato il secondo penalty marocchino battuto da Soufiane Rahimi, per poi deviare il pallone con il tallone nella propria porta, regalando il momentaneo vantaggio agli avversari. Un errore che, insieme ai tre errori dal dischetto, ha contribuito a definire il destino della serata.
Al termine del match, il clima nello spogliatoio olandese era pesantissimo. Il centrocampista Marten de Roon ha parlato di una vera e propria "Begräbnisstimmung", mentre il capitano Virgil van Dijk, visibilmente scosso, ha commentato al microfono: "Das sind die schrecklichsten Momente als Fußballer". Il difensore Jan Paul van Hecke, che milita in Premier League inglese, si è rivolto direttamente ai tifosi delusi in patria: "Ich kann einfach nur sorry sagen", ha detto, consapevole che in molte città olandesi i festeggiamenti dei tifosi marocchini hanno aggiunto amaro in amaro.
Le critiche alla scelta tattica
Koeman ha però respinto le critiche alla propria scelta tattica di schierare cinque difensori contro i campioni d'Africa. "Jetzt werde ich kritisiert, weil ich mit fünf Verteidigern gespielt habe", ha sottolineato il commissario tecnico, difendendo la lettura della gara e ricordando come in precedenza l'Olanda avesse giocato con tre attaccanti: "Wir haben mit drei Angreifern gespielt". Il quotidiano specializzato "Voetbal International" aveva definito il suo calcio "Beschämender Angsthasen-Fußball", giudicandolo fatale per l'Oranje, mentre "De Telegraaf" aveva scritto che con quella decisione Koeman aveva già messo la propria testa sulla "Schlachtbank" ancora prima del fischio d'inizio.
Alla domanda se avesse offerto le proprie dimissioni alla federazione, Koeman è stato categorico: "Das habe ich nicht getan", ha risposto dopo il 3-4 finale ai rigori. Il tecnico ha però precisato di voler riflettere con calma sul proprio futuro, come aveva già dichiarato subito dopo la partita a Monterrey. "Ich werde in Ruhe über meine Zukunft nachdenken", aveva detto nella serata di lunedì, prima di maturare la decisione definitiva nelle ore successive. Il suo contratto con la federazione olandese era in scadenza il 31 luglio 2026.
I motivi personali
Nel suo commiato, il commissario tecnico ha invocato la responsabilità del ruolo: "Als Cheftrainer trägt man die Verantwortung", ha scritto, aggiungendo che la decisione non è stata facile "Gerade, weil ich so lange und intensiv mit diesem Trainerstab und dieser Gruppe von Spielern zusammengearbeitet habe". La federazione, dal canto suo, ha ringraziato Koeman per l'"unbestreitbaren Fortschritt" della squadra, definendolo "unser erfolgreichster Nationaltrainer" che dopo sette anni ha scelto di chiudere la propria esperienza alla guida dell'Oranje.
A pesare sulla scelta del tecnico sarebbero state anche ragioni personali e familiari. Nel messaggio d'addio Koeman ha infatti citato la malattia della moglie, che lo ha sempre sostenuto e incoraggiato: "Wenn jemand, den man von ganzem Herzen liebt, einen schweren Kampf ausfechtet, verändert sich die eigene Perspektive", ha scritto, aggiungendo "Fußball war mein Leben, aber Gesundheit ist unbezahlbar" e ringraziando la compagna: "Dafür bin ich ihr dankbarer, als ich es jemals in Worte fassen könnte".
Una carriera tra alti e bassi
L'ex commissario tecnico ha ripercorso le tappe principali della propria carriera: "Ich hatte das Privileg, für Vitesse Arnhem, Ajax Amsterdam, Benfica Lissabon, PSV Eindhoven, Valencia, AZ Alkmaar, Feyenoord Rotterdam, Southampton, Everton, den FC Barcelona und natürlich zweimal für Oranje zu arbeiten". Un percorso che si chiude con l'amarezza di un'eliminazione prematura, sintetizzata nella frase "Genau deshalb schmerzt es, dass meine Zeit bei Oranje so endet", e con la consapevolezza di un progetto tecnico che non ha raggiunto l'obiettivo del semestre finale.
L'Olanda era arrivata al Mondiale 2026 con ambizioni importanti: il minimo prefissato dalla federazione era la semifinale, traguardo già raggiunto sotto la guida di Koeman a Euro 2024, quando l'Oranje era arrivato tra le migliori quattro del continente proprio come successo in occasione del titolo continentale del 1988. Il commissario tecnico uscente aveva preso in mano la squadra all'inizio del 2023, succedendo a Louis van Gaal, dopo una prima esperienza sulla panchina nazionale dal 2018 al 2020.
Sul fronte dei tifosi, l'eliminazione ha avuto anche un'appendice spiacevole: i tre rigoristi olandesi che hanno sbagliato dal dischetto sono stati bersaglio di messaggi razzisti e carichi d'odio sui propri profili social. La federazione olandese ha confermato l'epis
Koeman si dimette: addio dell'Olanda al Mondiale 2026 | quotidiano360