Istituto Momentum: i padri concentrano il congedo soprattutto nei mesi estivi
Vienna, 13 giugno 2026
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Summary
Un'analisi dell'Istituto Momentum mostra che in Austria i padri collocano il proprio congedo con una frequenza superiore alla media nei mesi estivi. A luglio si trovano in congedo in media 3.620 padri, mentre negli altri mesi sono solo 2.800. Le esperte chiedono pertanto un congedo di paternità obbligatorio.
Vienna, 13 giugno 2026
Un'analisi dell'Istituto Momentum, vicino ai sindacati, mostra che in Austria i padri iniziano il congedo parentale con una frequenza superiore alla media nei mesi estivi, mentre le madri non presentano un andamento stagionale paragonabile.
In occasione della Festa del papà di domenica, l'Istituto Momentum ha presentato il 13 giugno 2026 un'analisi sul congedo di paternità in Austria. L'analisi si basa su dati del Ministero degli Affari Sociali e rende visibile un chiaro andamento stagionale: gli uomini concentrano il proprio congedo in misura sproporzionata nella stagione calda.
Nel concreto, i dati mostrano che nei mesi di giugno, luglio e agosto sono in congedo in media circa 3.450 padri. Negli altri mesi il numero era decisamente più basso, pari a 2.800. Il mese preferito è luglio: in media 3.620 padri si trovano in congedo per la cura dei figli.
Netta concentrazione stagionale tra i padri
I mesi meno gettonati sono invece ottobre, novembre e dicembre, con una media compresa tra 2.590 e 2.760 padri in congedo. Il numero dei padri in congedo in piena estate è quindi di circa un quarto superiore rispetto all'inverno.
Tra le madri non si osserva questo andamento stagionale: nei mesi estivi hanno percepito l'assegno per la cura dei figli in media 73.560 donne, mentre nel resto dell'anno il dato è stato leggermente più alto, pari a 74.700. La concentrazione stagionale è dunque un fenomeno che nei dati si manifesta quasi esclusivamente tra i padri.
L'economista di Momentum Sophie Achleitner ha dichiarato all'APA: "Das sei kein österreichisches Phänomen". La concentrazione del congedo di paternità nei mesi estivi si osserva a livello internazionale e si spiega, tra l'altro, con le dinamiche aziendali, le vacanze scolastiche e la migliore compatibilità con la vita lavorativa.
Le madri non mostrano un andamento estivo
È significativo anche il momento in cui gli uomini vanno in congedo, ovvero con maggiore frequenza nei mesi estivi. Questo dato evidenzia una suddivisione ancora fortemente legata al genere delle interruzioni lavorative nelle famiglie.
In Austria il congedo parentale è ancora prevalentemente una questione femminile. La quota maschile tra le persone in congedo per la cura dei figli si attesta al 18,8 percento. Non risulta quindi nemmeno un genitore su cinque, tra coloro che percepiscono l'assegno per la cura dei figli, a essere il padre.
Quota dei padri al 18,8 percento
I dati più recenti risalgono al 2023, anno in cui la quota si attestava al 18,8 percento. Rispetto al picco del 20,4 percento raggiunto nel 2017, la percentuale è diminuita, ma dopo un calo il valore è tornato a salire dal 2021.
Come ha analizzato l'Istituto Momentum, vicino ai sindacati, in occasione della Festa del papà di domenica, la quota di padri che intraprendono effettivamente un congedo è da anni relativamente stabile, ma su livelli bassi. Un aumento sostanziale non è finora stato raggiunto sul piano politico.
Solo il nove percento degli uomini che vanno in congedo lo fa per più di sei mesi. Complessivamente, secondo l'Istituto Momentum, ciò riguarda meno dell'uno percento delle coppie. Periodi di congedo superiori a sei mesi restano quindi un'eccezione tra i padri.
Il congedo lungo tra i padri è l'eccezione
L'esperta della AK (Camera del Lavoro) Veronika Adensamer, che ha presentato i risultati dello studio, ha sintetizzato il concetto con una formula efficace: chi va in congedo per più di sei mesi "va cercato con la lente d'ingrandimento". Anche la Camera del Lavoro osserva che tra gli uomini le interruzioni lavorative più lunghe per la cura dei figli stanno diventando sempre più rare.
L'istituto cita a tal proposito dati del Ministero degli Affari Sociali. Su questa base, l'analisi giunge alla conclusione che un semplice aumento statistico dei giorni di congedo di paternità non è sufficiente per modificare durevolmente la ripartizione del lavoro di cura.
Chi vuole la parità deve tirare fuori il congedo di paternità dall'angolo delle eccezioni, sottolinea Achleitner. Il think tank si schiera pertanto a favore di un congedo di paternità obbligatorio e di un mondo del lavoro in cui ciò sia la norma.
Richiesta di un congedo di paternità obbligatorio
Le esperte ricordano che numerosi studi dimostrano che un congedo di paternità più lungo influisce positivamente sulla distribuzione del lavoro di cura, e ciò ben oltre i primi mesi e anni di vita del bambino. Gli effetti sono misurabili ancora nella scuola primaria.
Nel concreto contesto austriaco ciò significa: finché i padri collocheranno il proprio congedo soprattutto a luglio e torneranno al lavoro dopo poche settimane, il peso principale dei mesi di cura dei figli resterà sulle madri. I dati del Ministero degli Affari Sociali tracciano un quadro chiaro.
Anche il recente "Wiedereinstiegsmonitor" (monitoraggio sul rientro al lavoro) pubblicato dalla Camera del Lavoro, che coincide temporalmente con la Festa del papà, giunge a una conclusione analoga: il 18,8 percento dei padri della coorte di nati nel 2023 ha effettivamente percepito l'assegno per i figli, dunque ha fruito di un congedo parentale.
La combinazione di una bassa quota di partecipazione, una durata ridotta e una concentrazione stagionale indica, secondo le esperte, che il congedo per i padri è ancora organizzato come un'eccezione piuttosto che come la norma. La richiesta di una regolamentazione obbligatoria acquista peso in questo contesto.
Achleitner vede nel congedo di paternità obbligatorio la leva per rompere l'attuale distribuzione squilibrata. Solo se la fruizione da parte degli uomini non sarà più negoziabile, potrà affermarsi una nuova normalità anche nelle aziende: è questo l'argomento dell'Istituto Momentum.
Questions & Answers
Cosa mostrano i dati dell'Istituto Momentum sul congedo di paternità in Austria?
L'analisi giunge alla conclusione che i padri iniziano il congedo parentale con una frequenza superiore alla media nei mesi estivi: a luglio sono in congedo in media 3.620 padri, mentre negli altri mesi solo circa 2.800.
Quanto è elevata la quota maschile nel congedo parentale in Austria?
Secondo i dati più recenti disponibili, relativi al 2023, la quota maschile tra le persone in congedo per la cura dei figli si attesta al 18,8 percento, dopo un picco del 20,4 percento raggiunto nel 2017.
Cosa chiede l'Istituto Momentum?
L'Istituto Momentum e la sua economista Sophie Achleitner chiedono un congedo di paternità obbligatorio, per far uscire la sua fruizione dall'eccezione e creare una normalità scontata nel mondo del lavoro.
Congedo di paternità in Austria: l'estate è l'alta stagione | quotidiano360