Il parlamento ungherese approva la riforma costituzionale – il presidente Sulyok rischia la destituzione
Budapest, 14 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Il parlamento ungherese ha approvato lunedì, con la maggioranza dei due terzi del partito Tisza, ampie modifiche costituzionali. Il presidente Tamás Sulyok, che dovrebbe controfirmare le riforme, rischia una procedura di destituzione da parte del primo ministro Péter Magyar in caso di rifiuto.
Budapest, 14 luglio 2026
Il parlamento ungherese ha approvato lunedì, con 139 voti favorevoli e sei contrari, una riforma costituzionale che limita i mandati, spinge i giudici costituzionali a lasciare anticipatamente l'incarico e mette sotto forte pressione il presidente Tamás Sulyok da parte del primo ministro Péter Magyar.
Maggioranza dei due terzi per la riforma costituzionale
L'Assemblea Nazionale di Budapest ha approvato il progetto del nuovo governo di Péter Magyar con la maggioranza dei due terzi del partito Tisza. 139 deputati hanno votato a favore, sei contrari. La modifica costituzionale può così entrare in vigore non appena verrà controfirmata dal presidente della Repubblica Tamás Sulyok. Se rifiuterà la firma, lo minaccia una procedura di destituzione.
Magyar ha aperto la seduta parlamentare con un duro resoconto nei confronti del governo Fidesz appena sconfitto. „Der heutige Tag ist ein bedeutender Tag für die Geschichte Ungarns und für den Systemwechsel“, ha dichiarato. Si tratta di decidere „ob der ungarische Staat weiterhin diejenigen schützen soll, die das Orban-System geschützt haben“. Il partito Fidesz ha respinto le accuse e definito l'operato di Magyar „autokratisch“ – un'accusa che per anni era stata rivolta al suo predecessore Viktor Orbán.
Limite di otto anni per il capo del governo
Il cuore della riforma è la limitazione del mandato del primo ministro a otto anni. Già a metà giugno il partito Tisza, con la sua maggioranza dei due terzi, aveva approvato una corrispondente modifica costituzionale. La norma impedisce che Orbán possa tornare a essere capo del governo. Anche Magyar potrà essere rieletto al massimo una volta. Orbán era stato capo del governo dal 1998 al 2002 e dal 2010 fino alla sua sconfitta elettorale.
Contestualmente viene limitata a dodici anni anche l'attività dei deputati. Questa norma entrerà in vigore a partire dalle prossime elezioni parlamentari del 2030. Essa vieterebbe a Orbán, deputato ininterrottamente dal 1990, di ricandidarsi al parlamento. Alle elezioni di aprile si era ancora presentato come capolista del suo partito Fidesz, ma non aveva poi assunto il mandato.
Limite di età per i giudici costituzionali
La riforma costituzionale prevede inoltre che gli incarichi dei giudici costituzionali terminino automaticamente al compimento del 70° anno di età. Con la reintroduzione di un limite di età, quattro dei quindici giudici costituzionali usciranno immediatamente, tra cui il presidente Peter Polt, considerato un fedele di Orbán. Il limite di età si applicherà a partire dalle prossime elezioni parlamentari del 2030.
Piani per una nuova Costituzione
Magyar pianifica inoltre, con il suo partito Tisza, l'elaborazione di una Costituzione completamente nuova, che dovrà sostituire la „Legge fondamentale“ introdotta da Orbán. Nel frattempo dovrà essere moderata una fase di transizione. Nell'autunno 2026 dovrà entrare in vigore una nuova Costituzione ungherese, che in futuro preveda l'elezione diretta del capo dello Stato da parte del popolo.
Magyar aveva minacciato al presidente una procedura di destituzione nel caso in cui avesse rifiutato la controfirma. Una simile procedura dovrebbe essere richiesta dal parlamento a maggioranza di due terzi e approvata dalla Corte costituzionale. Se Sulyok non firma entro il termine, lo minaccia la rimozione. Se firma solo dopo cinque giorni, sarà rimosso 24 ore dopo.
La difesa di Sulyok
Sulyok ha respinto le accuse, richiamandosi al ruolo costituzionale del presidente. „Der Staatspräsident verfügt über keine politische Macht, er gehört nicht zur Exekutive, deswegen kann er nicht politisch zur Rechenschaft gezogen werden“, ha dichiarato. „Die politischen Entscheidungen trifft die Mehrheit des Parlaments, die Aufgabe des Präsidenten ist es nur, diese Entscheidungen zu legitimieren.“ La Costituzione prevede che il presidente debba collaborare con il parlamento e con il governo di volta in volta in carica.
Il presidente ha sottolineato al contempo la propria disponibilità a collaborare. „Ich habe diese Zusammenarbeit von Anfang an angeboten und strebe sie auch weiter an“, ha affermato. Una destituzione del presidente per ragioni esclusivamente politiche sarebbe un evento inedito e „eine Gefahr für die verfassungsmäßige und die demokratische Ordnung“. Sulyok è tra i fidati di Orbán ed è in carica dal 2024.
Minaccia di destituzione
Il governo ha dichiarato che Sulyok ha subito un „schwerer Vertrauensverlust“. Magyar aveva in precedenza definito Sulyok e altri alti rappresentanti dello Stato „Marionetten“ del suo predecessore. Secondo un sondaggio dell'istituto di ricerca 21 Research Center risalente a maggio, il 67 percento degli elettori ungheresi vuole che Sulyok si dimetta.
Se Sulyok dovesse essere rimosso o rassegnare le dimissioni, la presidente del parlamento Agnes Forsthoffer ne assumerebbe temporaneamente le funzioni. Il parlamento avrebbe quindi 30 giorni di tempo per eleggere un presidente ad interim, fino all'entrata in vigore, nell'autunno 2026, di una nuova Costituzione che preveda l'elezione diretta del capo dello Stato da parte del popolo.
Prospettive per l'autunno 2026
I retroscena del conflitto risalgono alle elezioni parlamentari di aprile, quando il partito Tisza, con una maggioranza dei due terzi, era riuscito per la prima volta dopo anni a estromettere la Fidesz dal potere. Magyar aveva accusato Orbán di aver adattato completamente la Legge fondamentale alle esigenze di potere del suo partito. La riforma costituzionale è finora il passo più incisivo del nuovo governo per modificare le strutture dell'era Orbán.
Con le modifiche, il partito Tisza interviene profondamente nell'architettura giudiziaria ungherese. L'uscita di giudici costituzionali esperti, tra cui il presidente Peter Polt, non cambia solo la composizione personale della corte, ma anche il suo orientamento politico. Gli osservatori giudicano il limite di età come un intervento diretto nell'indipendenza della magistratura.
Osservatori internazionali sottolineano che la destituzione di un capo di Stato in uno Stato membro dell'UE sarebbe un evento senza precedenti. Magyar ha respinto le riserve e dichiarato a fine giugno che „nicht angemessen, sich über den demokratischen Willen des Volkes und das Mandat hinwegzusetzen“. Si considera legittimato dal risultato elettorale a ridisegnare le strutture istituzionali.
Le ulteriori modifiche costituzionali approvate lunedì riguardano anche il futuro ruolo del presidente. Con l'entrata in vigore della nuova Costituzione nell'autunno 2026, il capo dello Stato sarà eletto direttamente dal popolo. L'Ungheria assumerà così un elemento presidenziale che va oltre la finora vigente elezione parlamentare. Resta aperta la domanda se Sulyok controfirmerà la riforma o se il conflitto sfocierà in una crisi costituzionale.
Questions & Answers
Chi è Péter Magyar?
Péter Magyar è il nuovo primo ministro ungherese, il cui partito civico Tisza ha ottenuto la maggioranza dei due terzi alle elezioni parlamentari di aprile 2026, estromettendo dal potere il partito Fidesz di Viktor Orbán. Ha annunciato ampie modifiche costituzionali per cambiare le strutture dell'
Destituzione di Sulyok: la riforma costituzionale ungherese | quotidiano360