Ungheria: Magyar vuole destituire il presidente Sulyok con | quotidiano360
Il nuovo premier ungherese Magyar avvia la procedura di impeachment del presidente Sulyok
Budapest, 02 giugno 2026
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Summary
L'attuale primo ministro ungherese Péter Magyar ha ufficialmente avviato una procedura per destituire il capo dello stato Tamás Sulyok. Poiché un ultimatum per le dimissioni è scaduto domenica senza essere accolto, la legge fondamentale dovrebbe ora essere modificata per rimuovere dall'incarico il presidente nominato dal suo predecessore Orbán.
Budapest, 02 giugno 2026
Il nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar ha annunciato lunedì a Budapest l'avvio di una procedura di impeachment nei confronti del presidente Tamás Sulyok, dopo che l'ultimatum per le dimissioni da lui fissato era scaduto domenica.
Una conversazione di quasi due ore senza risultati
Magyar ha dichiarato in una conferenza stampa davanti al Palazzo Sándor, sede della presidenza, che il suo governo non intende utilizzare le attuali regole per la destituzione, ma vuole presentare una modifica costituzionale appositamente a tale scopo. "Prenderemo le decisioni necessarie a tempo debito", ha affermato il capo del governo, senza fornire ulteriori dettagli per il momento.
In precedenza, il primo ministro aveva fatto visita al presidente lunedì mattina, insieme al ministro della Giustizia Márta Görög, nel palazzo presidenziale sulla collina del Castello di Buda. La conversazione di quasi due ore a porte chiuse non ha apparentemente portato ad alcun avvicinamento.
Già poco dopo la sua schiacciante vittoria alle elezioni parlamentari del 12 aprile, Magyar aveva chiesto le dimissioni di Sulyok. Ha motivato questa richiesta affermando che il presidente non incarna l'"unità della nazione" richiesta dalla Costituzione. Sulyok è stato una "marionetta" dell'ex partito di governo Fidesz, secondo le parole esatte di Magyar.
Sulyok respinge la richiesta di dimissioni
Tamás Sulyok, in carica come capo dello stato dal 2024, era stato eletto dal parlamento allora dominato dal partito Fidesz di Viktor Orbán. In un videomessaggio domenica sera, poche ore prima della scadenza dell'ultimatum, Sulyok ha dichiarato di non vedere alcun motivo per dimettersi e che rimarrà in carica.
Magyar accusa l'attuale presidente di essere rimasto in silenzio di fronte a una lunga lista di misure e dichiarazioni inaccettabili del governo Orbán. Al precedente governo erano state imputate critiche per restrizioni allo stato di diritto, alla democrazia e alla libertà dei media.
Maggioranza dei due terzi come strumento politico
Il partito TISZA, guidato da Magyar, detiene nel nuovo parlamento una maggioranza dei due terzi che consente modifiche costituzionali, con 141 dei 199 seggi. Ha sostituito alle elezioni il precedente governo nazional-conservatore di Viktor Orbán, al potere dal 2010. Magyar è primo ministro dal 9 maggio.
Oltre al presidente, il nuovo capo del governo chiede le dimissioni anche di altri alti funzionari nominati sotto Orbán. Tra questi figurano i presidenti della Corte Costituzionale e della Corte Suprema (Kúria), Péter Polt e Zsolt András Varga, nonché il capo dell'autorità di vigilanza sui media.
Secondo le leggi ungheresi vigenti, la destituzione del presidente richiede l'approvazione della Corte Costituzionale. Il governo, tuttavia, intende aggirare questa via e modificare invece la Costituzione stessa. Magyar non ha fornito dettagli sul progetto di modifica previsto lunedì. Ha dichiarato che consulterà innanzitutto la sua frazione TISZA sulla questione più tardi lunedì.
Speculazioni sull'elezione diretta del presidente
Ci sono speculazioni sul fatto che il partito TISZA potrebbe modificare non solo la procedura di impeachment, ma anche la modalità di elezione del presidente. Attualmente, il capo dello stato ungherese viene eletto dal parlamento per un mandato di cinque anni. Magyar si era espresso durante la campagna elettorale a favore di un'elezione diretta del presidente da parte del popolo, ma non ha ora confermato piani in tal senso.
Il presidente Sulyok aveva recentemente annunciato di aver incaricato la Commissione di Venezia, un organo consultivo del Consiglio d'Europa, di esaminare i problemi costituzionali esistenti. La Commissione aveva criticato per anni la riorganizzazione del sistema giudiziario ungherese da parte di Viktor Orbán.
L'opposizione aveva accusato Orbán per anni di aver utilizzato la maggioranza dei due terzi del Fidesz per portare tribunali, autorità e media sotto il suo controllo. Magyar sembra ora puntare a un radicale rinnovamento del personale nelle istituzioni statali con la stessa pienezza di potere costituzionale.
Acutizzazione storica e dimensione internazionale
La lotta di potere tra il nuovo primo ministro e il presidente nominato dall'avversario politico segna un'acutizzazione storica nel sistema politico ungherese. Un simile tentativo di destituire il capo dello stato tramite una modifica costituzionale è senza precedenti nella storia recente del paese.
Magyar si trova attualmente in visita di insediamento a Berlino, dove è stato ricevuto con onori militari dal Cancelliere federale Friedrich Merz. All'ordine del giorno figurano temi bilaterali e di politica europea, nonché il continuo sostegno all'Ucraina. È prevista anche una conferenza stampa congiunta.
Gli sviluppi a Budapest sono seguiti con attenzione a livello internazionale, poiché forniscono indicazioni su come il nuovo governo affronterà l'eredità istituzionale dell'era Orbán. La modifica costituzionale annunciata dovrebbe essere concretizzata nei prossimi giorni.
Questions & Answers
Perché Péter Magyar vuole destituire il presidente Tamás Sulyok?
Magyar accusa Sulyok di non incarnare l'"unità della nazione" costituzionale e di essere rimasto in silenzio come "marionetta" del precedente governo Orbán quando si trattava di misure inaccettabili del governo precedente.
Come può il governo destituire il presidente tramite una modifica costituzionale?
Il partito TISZA di Péter Magyar detiene una maggioranza dei due terzi in parlamento, con 141 seggi su 199, necessaria per le modifiche costituzionali. Il governo intende modificare la legge fondamentale per destituire il presidente, invece di utilizzare la procedura esistente che richiede l'approvazione della Corte Costituzionale.
Quali altri funzionari Magyar chiede le dimissioni?
Oltre al presidente Sulyok, Magyar chiede le dimissioni anche dei presidenti della Corte Costituzionale e della Corte Suprema, Péter Polt e Zsolt András Varga, nonché del capo dell'autorità di vigilanza sui media e di altri alti funzionari nominati sotto Orbán.