L'emittente pubblica ungherese M1 trasmette scuse in sovraimpressione e sospende i notiziari sotto il nuovo governo
Budapest, 08 luglio 2026
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Summary
Il principale canale pubblico ungherese M1 ha sostituito la sua programmazione nel pomeriggio di martedì con una schermata nera e una scusa in sovraimpressione in cui si affermava che i media pubblici non devono mentire. La mossa è arrivata settimane dopo l'insediamento di Peter Magyar in seguito alla vittoria elettorale con i due terzi dei seggi del suo Partito Tisza ad aprile, che ha posto fine a 16 anni di governo di Viktor Orbán.
Budapest, 08 luglio 2026
Il principale canale televisivo pubblico ungherese M1 ha interrotto le trasmissioni e mostrato una schermata nera con delle scuse martedì, sospendendo tutti i notiziari su ordine del primo ministro Peter Magyar settimane dopo il suo insediamento.
Il messaggio, visualizzato in testo bianco su sfondo nero dalle 16:00 ora locale, recitava: "Die öffentlich-rechtlichen Medien dürfen nicht lügen. Wir entschuldigen uns dafür, dass wir das dennoch jahrelang getan haben. Die öffentlich-rechtlichen Medien werden nun umgestaltet, damit sie in Zukunft unabhängig und glaubwürdig sind. Der Nachrichtendienst pausiert vorübergehend. Bleiben Sie dran!" ("Public-service media must not lie. We apologize for having done so for many years. Public-service media will now be restructured so that they are independent and credible in the future. The news service is pausing temporarily. Stay tuned!").
La dichiarazione in sovraimpressione ha segnato una rottura formale con la linea editoriale che aveva definito M1, il canale pubblico di punta del Paese, per tutta la durata dei 16 anni di potere di Viktor Orbán. Sotto Orbán, M1 e la più ampia holding mediatica MTVA erano diventati uno dei più importanti strumenti di propaganda del governo, superando ripetutamente i limiti del giornalismo secondo i fact-checker ungheresi.
Contesto: un decennio di media pubblici sotto Orbán
Il primo ministro Peter Magyar ha inquadrato il cambiamento come storico. Su Facebook martedì ha scritto: "Ein historischer Tag. Heute ist das Ende der Propagandasendungen auf öffentlich-rechtlichen Medienplattformen" ("A historic day. Today is the end of propaganda broadcasts on public-service media platforms"). Magyar si è insediato all'inizio di maggio dopo che il suo Partito Tisza — Respect and Freedom — ha vinto una maggioranza dei due terzi nelle elezioni parlamentari del 12 aprile.
Il testo delle scuse non era volontario, secondo quanto riportato dal corrispondente di Deutschlandfunk David Freches, e ha accompagnato un più ampio rimpasto del personale nella holding MTVA. Un direttore ad interim era già stato insediato la settimana precedente, e martedì è stata installata una nuova leadership temporanea a M1. Il capo di M1 Zsolt Nemeth, noto con il soprannome "Pitbull" per il suo stile aggressivo e provocatorio, è stato licenziato insieme alla maggior parte dei direttori di programma e dei responsabili dei programmi del canale.
Il licenziamento delle figure editoriali di alto rango si è tradotto in scene fisiche nella sede dell'emittente. L'organo di stampa ungherese Telex ha riferito che uno dei conduttori più noti, Attila Császár, è stato scortato fuori dall'edificio dal personale di sicurezza. Il caporedattore dell'organo indipendente HVG, Márton Gergely, ha usato una metafora culinaria: "Wenn man den öffentlich-rechtlichen Rundfunk mit einem Restaurant vergleicht, dann könnte man sagen, dass die Küche über 16 Jahre lang ihre Gäste vergiftet hat" — la cucina, ha detto, aveva avvelenato i suoi ospiti per 16 anni.
Riavvio simbolico alle 19:56
M1 ha ripreso la programmazione martedì sera esattamente alle 19:56, sostituendo il notiziario con il classico del cinema ungherese "Der Zeuge" (1979). L'orario di riavvio delle 19:56 era un deliberato riferimento alla Rivoluzione ungherese del 1956, anticomunista e antisovietica, brutalmente repressa dalle truppe sovietiche. Anche i siti web dei media pubblici ungheresi mostravano una schermata nera martedì.
La radio Kossuth, l'emittente pubblica, ha trasmesso la programmazione del canale musicale Bartók invece del suo palinsesto abituale, e tutti i programmi di attualità e politica della radio e televisione pubblica ungherese sono stati sospesi. Le notizie politiche erano disponibili solo tramite il sito dell'agenzia di stampa MTI. Il gruppo media statale MTVA ha annunciato che M1 avrebbe ripreso le trasmissioni la sera senza programmi di attualità, e che le ultime posizioni di nuova leadership nella holding sarebbero state assegnate con una procedura pubblica e in coordinamento con organismi sociali e professionali.
Reazioni in Ungheria e all'estero
Secondo il corrispondente di MDR AKTUELL David Freches, le reazioni sui social media in Ungheria sono state prevalentemente positive, riflettendo la convinzione che la diffusione di bugie stesse giungendo al termine. Uno sviluppatore software di 30 anni di nome Ádám, che era andato in bicicletta al centro televisivo e si era seduto sul marciapiede di fronte all'ingresso per seguire gli eventi, ha detto ai giornalisti: "Genau dafür haben wir ihn gewählt" ("That's exactly why we elected him") e ha definito la precedente radiotelevisione pubblica come "the most important medium to spread the stupid ideas of Fidesz to the broad public," caratterizzata da "fake news, intimidation, and propaganda."
M1 aveva di recente solo quote di mercato basse, ha osservato Freches, mentre il servizio pubblico radiotelevisivo era stato in precedenza generosamente finanziato, suggerendo possibili tagli al bilancio dell'emittente. La ristrutturazione della holding è pianificata per dare al nuovo consiglio di sorveglianza una struttura paritaria: tre rappresentanti ciascuno dalla maggioranza di governo, dall'opposizione parlamentare e dalle associazioni indipendenti dei giornalisti. È inoltre prevista la creazione di un nuovo organismo mediatico separato per tutelare l'indipendenza dei media pubblici, che includerà rappresentanti del governo, dell'opposizione ed esperti indipendenti.
Piano di ristrutturazione e il settore privato
La mossa nel settore privato è stata meno clamorosa ma visibile. Dalla vittoria elettorale di Magyar, TV2 — il più grande canale televisivo privato ungherese, di proprietà di imprenditori della cerchia di Orbán — ha sostituito il proprio capo delle news e i principali anchorman.
L'opposizione e l'ex partito di governo hanno reagito duramente. Il deputato di Fidesz Balasz Nemeth, ex anchorman di Hirado, ha scritto su Facebook dopo che M1 è andato in nero: "Die ungarische Demokratie ist tot" ("Hungarian democracy is dead"). Gli ambienti del partito Fidesz hanno criticato la decisione come arbitrio e come un passo verso uno sviluppo autoritario. Orbán stesso ha protestato contro la ristrutturazione su Facebook, definendola "ein neuer Schritt der Willkür der Tisza-Partei" ("a new step of arbitrariness by the Tisza party").
Critiche da Fidesz e Orbán
La campagna di Magyar aveva ripetutamente promesso di ripristinare l'indipendenza dei media statali e di rispettare la libertà di stampa. Poco dopo la sua vittoria elettorale, aveva rilasciato un'intervista su M1 in cui aveva descritto l'emittente come una "Lügenfabrik" ("lying factory") e aveva annunciato la fine della precedente linea editoriale dei notiziari. Dopo il giuramento, Magyar ha ordinato una revisione completa dei metodi di lavoro e del finanziamento dei media pubblici ungheresi.
Le radici della trasformazione di M1 risalgono a oltre un decennio fa. Poco dopo la sua vittoria elettorale del 2010, Orbán istituì l'autorità per i media composta da personale governativo
M1 Ungheria scuse: notiziari sospesi sotto Magyar | quotidiano360