Governo e Länder trovano un'intesa dopo 13 ore di negoziati sui punti chiave di una riforma sanitaria e amministrativa
Vienna, 02 luglio 2026
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Summary
Dopo oltre 13 ore di negoziati, Bund, Länder e Comuni hanno trovato a Vienna un'intesa sui punti chiave di un'ampia riforma nei settori della sanità, dell'istruzione, dell'energia e dell'amministrazione. Il Cancelliere federale Christian Stocker ha parlato di grandi passi avanti, mentre il presidente dell'ÖGK Andreas Huss ha definito il risultato in ORF come „non il grande colpo“.
Vienna, 02 luglio 2026
Il cancelliere federale Christian Stocker (ÖVP) ha trovato mercoledì sera, dopo oltre 13 ore di negoziati con i rappresentanti dei Länder, delle città e dei Comuni, un'intesa politica sui punti chiave per riforme nei settori della sanità, dell'istruzione, dell'energia e dell'amministrazione.
Intesa dopo una maratona negoziale
L'intesa è stata annunciata nella notte su mercoledì in una conferenza stampa dei vertici del governo con i rappresentanti dei Länder e dei Comuni presso la Cancelleria federale a Vienna. Stocker ha parlato di un passo storico: „Die Regierung spricht von einer ‚historischen Chance‘ und kündigt zahlreiche Veränderungen in den Bereichen Gesundheit, Bildung, Energie und Verwaltung an, die den Alltag vieler Menschen betreffen sollen.“ Il pacchetto comprende tra l'altro una nuova società di finanziamento sanitario, l'ampliamento delle unità di assistenza primaria, un tetto massimo di 22 bambini per gruppo di asilo nido nonché misure per ridurre i costi di rete nel settore elettrico.
Al centro della riforma sanitaria c'è la prevista società di finanziamento sanitario, nella quale i fondi di Bund, Länder e assicurazione sociale saranno utilizzati „aus einer Hand“ per nuovi modelli di assistenza integrata. Stocker ha illustrato così il concetto: „Ein kleines Modell, aber man kann, wenn es funktioniert, das ausrollen.“ Allo stesso tempo ha ammesso che sulla „Finanzierung aus einer Hand“ non si è ancora giunti alla conclusione: „Dass hier noch mehr möglich ist, ist richtig.“
La società di finanziamento come punto di partenza
La ministra della Sanità Korinna Schumann (SPÖ) ha sottolineato che nel settore sanitario, invece della „Finanzierung aus einer Hand“ originariamente perseguita, ci sarà almeno per i previsti nuovi centri specialistici una „gemeinsame Finanzierung“: „Diese Reform ist kein Sparprogramm, sondern eine Investition in unser öffentliches Gesundheitssystem“, ha sottolineato. Non è „in keiner Weise gedacht“ chiudere le attuali sedi ospedaliere, ha assicurato la ministra.
Per l'ampliamento delle unità di assistenza primaria (PVE) l'obiettivo resta ambizioso. Attualmente in Austria ci sono circa 120 di questi centri; entro la fine dell'anno dovrebbero diventare 150. Entro il 2030 è previsto un raddoppio a 300, entro il 2040 il numero dovrebbe salire a 600 – tra questi, per la prima volta, centri di odontoiatria e ulteriori offerte per la pediatria e la ginecologia. Anche la linea telefonica sanitaria 1450 dovrà essere ulteriormente rafforzata come primo punto di contatto centrale; parallelamente è prevista una nuova agenzia per l'e-health.
Ampliamento dell'assistenza primaria entro il 2040
Il presidente dell'ÖGK Andreas Huss ha difeso la riforma mercoledì sera nello „ZiB 2“ dell'ORF dalle critiche. „Tatsächlich ist das nicht der große Wurf, den sich viele erwartet haben“, ha detto il rappresentante dei lavoratori. Allo stesso tempo ha sostenuto che la riforma porta comunque miglioramenti sostanziali: „Jede Gesundheitsreform verdient den Namen Reform nur dann, wenn für die Menschen etwas gemacht wird – wenn sich Wartezeiten verkürzen und die Qualität verbessert wird“, ha chiarito il capo dell'ÖGK.
Huss si è inoltre espresso a favore di un cambio di linguaggio: via dal classico „Spital“, verso il più flessibile „Gesundheitsstandort“. „Diese Strategie der ‚Ambulantisierung‘ sei die logische Antwort auf den medizinischen Fortschritt“, ha spiegato. Ha inoltre respinto l'argomento secondo cui il sistema sanitario austriaco sarebbe troppo costoso e inefficiente rispetto ai confronti internazionali, parlando in questo contesto di un „Mär“.
Sulla gestione della tanto discussa „Finanzierung aus einer Hand“ la presidente dei NEOS Beate Meinl-Reisinger ha formulato un notevole compromesso: „Im Gesundheitsbereich soll es statt der angestrebten ‚Finanzierung aus einer Hand‘ zumindest bei geplanten neuen Fachärztezentren zu ‚einer Finanzierung aus einer gemeinsamen Hand‘ kommen.“ Il sindaco di Vienna Michael Ludwig (SPÖ) ha parlato di una „Weichenstellung“, anche se c'è ancora „weiter Weg“.
Nel settore dell'istruzione i partner negoziali hanno concordato che continueranno ad esistere scuole federali e scuole dei Länder. Dopo 125 ore di negoziati tra Bund e Länder sull'istruzione, in futuro per i bambini tra i tre e i sei anni varrà un tetto massimo di 22 bambini per gruppo di asilo nido. I Verdi hanno però esercitato forti critiche sui risultati: „Ein Jahr verhandelt, und am Ende sind nur die Ankündigungsweltmeister am Werk“, ha criticato la capogruppo parlamentare Leonore Gewessler.
Critiche dall'opposizione e dall'economia
Anche la FPÖ si è mostrata insoddisfatta. Il portavoce per la sanità Gerhard Kaniak ha dichiarato che la presentata „Gesundheitsreform“ non merita il nome di „Reform“: „Von der angekündigten Planung und Finanzierung aus einer Hand ist man meilenweit entfernt.“ Ha messo in guardia da una medicina più impersonale e da un indebolimento dell'assistenza nelle aree rurali. L'Industriellenvereinigung, da parte sua, ha lodato gli accenti positivi in istruzione, energia e amministrazione, ma ha ritenuto che nel settore sanitario la necessità di riforma non sia stata soddisfatta.
I risultati hanno trovato consenso presso l'Associazione delle città austriache (Österreichischer Städtebund). Il presidente Michael Ludwig ha sottolineato: „Es waren sehr konstruktive Gespräche, jetzt geht es um die legistische Umsetzung.“ Il segretario generale Thomas Weninger ha parlato di „wichtigen Schritte in Richtung Effizienzsteigerung und Verwaltungsklarheit“. Anche la Camera di commercio austriaca (WKO) si è espressa positivamente: la presidente della WKÖ Martha Schultz ha dichiarato che il partenariato di riforma ha „notwendige Lösungswege für Österreichs zentralen Zukunftsfragen auf den Tisch gelegt“.
Nel settore energetico è stato annunciato un ampliamento della Costituzione con la nuova fattispecie di competenza „Energiewirtschaft“. Attraverso un'espansione più efficiente delle reti elettriche, i costi di rete dovranno essere ridotti entro il 2040 di circa 4,1 miliardi di euro. In questo modo dovrà essere anche agevolata amministrativamente la transizione verso le energie rinnovabili.
Energia, amministrazione e istruzione
Nel settore amministrativo l'ex politico dell'ÖVP Erwin Pröll ha ricordato che dei 13 punti concordati in ambito costituzionale e amministrativo molti progetti sono già conclusi, mentre per un'ulteriore parte spetta l'attuazione legislativa. Anche in questo campo sono quindi necessari ampi passi successivi per tradurre l'intesa politica in misure concrete.
Il cancelliere Stocker si è mostrato fiducioso giovedì in una dichiarazione alla Cancelleria federale che l'accordo, nonostante le riserve esistenti, sia un punto di partenza solido: „Es hat nicht so lange gedauert, weil es an Konstruktivität, an Reformwillen gemangelt hätte. Ganz im Gegenteil: Weil das vorhanden war, hat es so lange gedauert, weil man in die Details gegangen ist, weil man sich um Lösungen bemüht hat“, ha detto Stocker nell'intervista con l'APA.
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