Gli Stati Uniti lanciano un ultimatum all'Iran sullo Stretto di Hormuz mentre il cessate il fuoco crolla e riprende la diplomazia
10/07/2026
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Summary
Gli Stati Uniti hanno concesso all'Iran tempo fino a venerdì per impegnarsi pubblicamente a garantire il libero passaggio nello Stretto di Hormuz e a cessare gli attacchi al naviglio commerciale, secondo funzionari americani citati da Axios e dal Wall Street Journal. Nonostante un nuovo incontro previsto tra diplomatici iraniani e omaniti a Mascate, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato la fine del cessate il fuoco, aprendo una nuova fase di escalation nella guerra in corso da tempo.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di impegnarsi pubblicamente a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e di astenersi da ulteriori attacchi alle navi commerciali, fissando una scadenza per venerdì che, secondo i funzionari, comporta la minaccia di conseguenze severe se non rispettata, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato il crollo del cessate il fuoco e i diplomatici iraniani e omaniti si preparano a incontrarsi a Mascate.
La richiesta, riportata dal portale Axios e dal Wall Street Journal citando funzionari del governo americano, esorta la leadership di Teheran a dichiarare pubblicamente che la via d'acqua resterà aperta e che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche non prenderà di mira il naviglio commerciale. La richiesta è stata consegnata all'Iran sia direttamente sia tramite intermediari, hanno riferito le testate, e un funzionario americano ha indicato che ci saranno conseguenze severe se l'Iran non prenderà un tale impegno entro la scadenza.
Lo Stretto di Hormuz è un'arteria vitale per il commercio globale di petrolio, gas e fertilizzanti, e il traffico navale al suo interno è già crollato. Secondo i dati di Kpler visionati dalla Deutsche Presse-Agentur, solo 22 navi hanno attraversato lo stretto giovedì, in calo rispetto alle 30 del giorno prima e alle 48 di una settimana prima, prima che riprendessero i combattimenti più recenti. Il fornitore di dati Windward ha scritto su X che la navigazione in uscita dal Golfo Persico si era ridotta a un "de facto standstill".
Diplomazia e l'incontro di Mascate
In questo contesto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe incontrare il suo omologo omanita a Mascate sabato per discutere la disputa, secondo Axios. I colloqui fanno parte di un percorso diplomatico che si è svolto parallelamente a una forte escalation militare. Il Wall Street Journal, citando alti funzionari americani, ha riportato che il governo degli Stati Uniti considera ora un accordo atomico con l'Iran sempre meno probabile, una posizione che il giornale ha descritto come una rara ammissione che l'obiettivo del presidente Trump di frenare il programma nucleare iraniano potrebbe non essere raggiungibile attraverso i negoziati.
In un post su Truth Social, Trump ha scritto che Teheran aveva chiesto la continuazione dei colloqui e che gli Stati Uniti avevano acconsentito, ma ha racchiuso la parola "talks" tra virgolette, sottolineando il suo scetticismo. Separatamente ha detto ai giornalisti che negoziare con Teheran era una perdita di tempo, affermando: "It is a waste of time to deal with them." I commenti riflettevano una postura in cui Trump ha confermato pubblicamente che il cessate il fuoco nella guerra con l'Iran, in vigore in qualche forma dai primi di aprile, è ora finito.
L'accordo quadro del 17 giugno
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghai ha negato che Teheran avesse chiesto negoziati, dichiarando all'emittente allineata allo Stato Press TV che l'Iran aveva solo accolto la richiesta di un intermediario regionale di visitare Teheran e discutere la situazione attuale. "We do not give in," hanno detto funzionari iraniani in una dichiarazione separata, e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito su X che "the era of harassment and blackmail is over."
Il contesto diplomatico dell'attuale crisi include un accordo quadro firmato il 17 giugno con il quale Iran e Stati Uniti si sono impegnati a colloqui più approfonditi per porre fine alla guerra e a negoziare un accordo finale entro 60 giorni. Teheran si è impegnata in quell'accordo a mantenere lo "status quo" del proprio programma nucleare e a rinunciare allo sviluppo di armi nucleari, in cambio di benefici finanziari legati alla riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Iran insiste, tuttavia, sul fatto che l'accordo assegni a Teheran la responsabilità esclusiva della gestione dello stretto, una rivendicazione che complica qualsiasi richiesta americana di garanzie internazionali.
Escalation militare in mare e nella regione
Sul fronte militare, gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi in Iran nei giorni scorsi, citando come giustificazione gli attacchi alle navi commerciali nello stretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato mercoledì di aver colpito più di 80 obiettivi, tra cui sistemi di difesa aerea, installazioni radar e più di 60 piccole imbarcazioni usate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche per disturbare la navigazione, e ha proseguito la campagna giovedì con raid aerei su circa 90 obiettivi. L'Iran ha risposto con propri attacchi, colpendo Kuwait, Bahrein e Giordania, che ospitano importanti basi militari americane.
Gli Stati Uniti hanno anche reimposto sanzioni sul petrolio iraniano, un passo che la società di consulenza sul rischio marittimo MARISKS ha definito come una minaccia alle "the political foundations" dell'accordo di pace e una riduzione di "the incentives for further restraint." L'Iran ha iniziato a chiedere fino a 2 milioni di dollari, equivalenti a circa 1,75 milioni di euro, per il passaggio sicuro attraverso lo stretto, una misura che MARISKS ha descritto come segno di un ritorno allo scontro militare diretto. La società di consulenza ha anche avvertito che "the likelihood of further escalation" è aumentata significativamente.
Contraccolpi economici e sanzioni
Il danno economico all'interno dell'Iran è grave. La Foundation for Defense of Democracies di Washington ha stimato il costo della guerra per l'Iran in 144 miliardi di dollari, circa 126 miliardi di euro. La valuta nazionale, il rial, è scesa a un minimo record di circa 1,7 milioni per dollaro, mentre l'inflazione è salita sopra l'88 percento. In seguito all'ultima escalation, i prezzi del petrolio sono aumentati di circa il cinque percento.
Le preoccupazioni dell'intelligence americana e israeliana si estendono oltre lo stretto. Il Wall Street Journal e la CNN, citando fonti anonime, hanno riportato che Israele ha avvertito il governo degli Stati Uniti di piani iraniani per assassinare il presidente Trump, una rivendicazione che lo stesso Trump ha richiamato pubblicamente, dicendo: "I am number one on Iran's death list." Gli avvertimenti aggiungono un ulteriore livello di rischio a uno scontro già volatile.
Immagini satellitari e il complesso di Parchin
Nel frattempo, immagini satellitari esaminate dall'Institute for Science and International Security suggeriscono che l'Iran stia ricostruendo un impianto di ricerca militare. "Satellitenbilder legen Forschern zufolge die Vermutung nahe, dass der Iran eine Militärforschungsanlage wieder aufbaut," ha riportato l'istituto, rilevando attività recente nel complesso militare di Parchin. L'impianto era stato colpito più volte all'inizio della guerra, e le immagini inizialmente mostravano lavori di pulizia prima di quelli che l'ISIS ha descritto come segni di riparazioni permanenti, tra cui "mehrere Betonmischer und andere Vorrichtungen, um die Einschlaglöcher dauerhaft zu versiegeln."
La CNN, nella propria analisi con l'ISIS, non ha riscontrato attività sospette nei siti di st
Ultimatum USA-Iran: richieste su Hormuz, Trump pone fine al | quotidiano360