Bilancio dello sconto sui carburanti: la Commissione per i monopoli stima in 100-200 milioni di euro la quota non trasferita
Berlino, 18 giugno 2026
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Summary
Un'analisi della Commissione per i monopoli mostra che tra 100 e 200 milioni di euro dei 1,6 miliardi complessivi di agevolazione fiscale non sono arrivati ai consumatori. Soprattutto nel sud della Germania e per il gasolio, il trasferimento del beneficio è stato solo parziale.
Berlino, 18 giugno 2026
La Commissione per i monopoli quantifica in 100-200 milioni di euro la quota dello sconto sui carburanti non trasferita ai consumatori e vi scorge un sintomo di concorrenza insufficiente nel mercato a monte delle raffinerie e all'ingrosso.
Lo sconto sui carburanti è scaduto due settimane fa e il bilancio in termini di politica economica è eterogeneo. Secondo un'analisi della Commissione per i monopoli, di cui dispone il RedaktionsNetzwerk Deutschland, dei complessivi 1,6 miliardi di euro di riduzione delle imposte, tra 100 e 200 milioni non sono arrivati ad automobiliste e automobilisti. La parte restante, secondo l'autorità, è stata effettivamente trasferita, ma con ampiezze molto diverse a livello regionale.
Differenze regionali nel trasferimento
Nell'est della Germania la riduzione di prezzo alla pompa è stata di 16,0-16,4 centesimi al litro, dunque di poco inferiore al pieno sgravio fiscale. Nel sud della Germania, invece, il trasferimento si è limitato a 13,3-14,9 centesimi al litro – un divario nettamente maggiore, che la Commissione per i monopoli attribuisce a carenze strutturali della concorrenza. L'autorità fonda la propria analisi su un confronto tra i prezzi dei carburanti in Germania e in Francia, sottolineando che il gap è stimato in modo conservativo e che in realtà potrebbe essere ancora più ampio.
Che la riduzione di prezzo alla pompa non corrispondesse pienamente allo sgravio fiscale era, in linea di principio, un esito atteso anche tra gli economisti. Florian Neumeier dell'Istituto Ifo ha spiegato che parte dei 1,6 miliardi di euro è rimasta nelle casse delle compagnie petrolifere. „Ein Teil der 1,6 Milliarden Euro, die der Tankrabatt den Staat gekostet hat, ist also bei den Mineralölkonzernen gelandet. Der Staat kann keine Preise diktieren und somit ist die Weitergabe einer solchen Maßnahme eben nicht gesichert“, ha dichiarato.
L'esperto dell'Ifo: hanno beneficiato i gruppi petroliferi
La Commissione per i monopoli non considera il trasferimento incompleto e disomogeneo tra le regioni un fenomeno che nasce alla pompa, bensì un sintomo di concorrenza insufficiente a monte, ossia nelle raffinerie e all'ingrosso. Segnala inoltre ulteriori svantaggi della misura: lo sconto sui carburanti è costoso, avvantaggia in misura sproporzionata i grandi automobilisti e i veicoli ad alto consumo e attenua il segnale di prezzo che, in una situazione di penuria di petrolio legata alla guerra, avrebbe dovuto incentivare un consumo più parsimonioso.
Nel complesso, secondo i calcoli della Commissione per i monopoli, a seconda del tipo di carburante sono arrivati ai consumatori tra 15 e 16 dei 16,7 centesimi al litro di sgravio fiscale. Anche l'Istituto Ifo di Monaco parte da un trasferimento incompleto, particolarmente marcato per il gasolio. Il settore non condivide affatto questa valutazione.
L'associazione di categoria en2x ha respinto le critiche, sottolineando che la riduzione delle imposte viene interamente trasferita alla clientela. „Die Steuersenkung wird in vollem Umfang an die Kundschaft weitergegeben. Wir haben vor, während und auch nach dem Tankrabatt einen intensiven Preiswettbewerb unter den 14.000 Tankstellen in Deutschland“, ha dichiarato l'associazione. Senza lo sconto sui carburanti, benzina e gasolio sarebbero stati in ogni momento, a maggio e giugno, di 17 centesimi al litro più cari. „Gäbe es den Tankrabatt nicht, wären Benzin und Diesel im Mai und Juni zu jedem Zeitpunkt um 17 Cent je Liter höher“, si legge.
L'associazione di categoria en2x respinge le critiche
en2x ha inoltre criticato il fatto che l'industria petrolifera sembri essere finita sotto particolare osservazione più per emotività politica che per fatti concreti. „Dass wir offenbar eher aufgrund politischer Emotionen als aufgrund von Fakten unter besonderer Beobachtung stehen, nehmen wir zur Kenntnis und begegnen mit voller Transparenz. Wir stehen den zuständigen Behörden Rede und Antwort“, ha dichiarato l'associazione.
Indipendentemente da questa controversia, i prezzi dei carburanti hanno continuato a scendere negli ultimi giorni. Lunedì il prezzo medio giornaliero a livello nazionale per un litro di gasolio è sceso, secondo l'ADAC, di 1,3 centesimi a 1,816 euro – settimo ribasso consecutivo. La Super E10 si è ridotta lunedì di 0,9 centesimi a 1,868 euro. Martedì mattina alle 8:45 un litro di E10 costava in media 1,826 euro a livello nazionale, ovvero 1,6 centesimi in meno rispetto a 24 ore prima. Il gasolio, alla stessa ora, era a 1,764 euro al litro, in calo di 2,1 centesimi rispetto al giorno precedente.
Andamento attuale dei prezzi alle pompe
I prezzi erano saliti nettamente nelle settimane successive all'inizio della guerra: al culmine della crisi il gasolio costava oltre 70 centesimi al litro in più rispetto a prima del conflitto, la E10 oltre 40 centesimi. Ancora a metà maggio E10 e Super avevano toccato punte prossime ai 2 euro al litro. Attualmente il gasolio resta 7 centesimi al di sopra dell'ultimo livello prebellico, la E10 addirittura 9 centesimi. Per un pieno da 50 litri ciò corrisponde a maggiori costi di 3,50 euro per il gasolio e di 4,50 euro per la E10 rispetto al livello prebellico.
Con la fine dello sconto sui carburanti tra due settimane, secondo gli osservatori, questo divario rispetto ai livelli prebellici è destinato ad allargarsi di nuovo in misura percepibile. Si aggiunge una regola di comportamento valida in generale per i consumatori: l'ADAC segnala che, in base alla cosiddetta regola delle 12, il carburante tende a essere più conveniente al mattino e a fine mattinata.
Entrambi gli istituti, la Commissione per i monopoli e l'Istituto Ifo, hanno accolto con favore la fine dello sconto sui carburanti a fine mese. Considerano la misura soprattutto uno strumento la cui efficacia è stata indebolita dal trasferimento incompleto e da effetti di cattura. Gli addetti ai lavori sottolineano tuttavia che anche sul mercato mondiale qualcosa si è mosso: un recente accordo tra Stati Uniti e Iran dovrebbe alleggerire il mercato petrolifero e i primi effetti sui prezzi del petrolio e dei carburanti sono già visibili.
Distensione geopolitica e prospettive
Il dibattito sullo sconto sui carburanti si colloca dunque in una fase di prezzi in calo alle pompe, non riconducibile unicamente alla scadenza dello sgravio fiscale. Se il calo delle quotazioni del greggio e la distensione geopolitica possano compensare la quota di trasferimento mancato nella fase dell'agevolazione, resta da vedere. Le consumatrici e i consumatori osserveranno nelle prossime settimane come si evolverà il livello dei prezzi rispetto a quello prebellico.
È certo che la Commissione per i monopoli, con la sua analisi, ha fornito una base quantitativa rispetto alla quale dovrà misurarsi la valutazione politica dello sconto sui carburanti. I 100-200 milioni di euro stimati non arrivati a cittadine e cittadini sono una prova sobria del fatto che una riduzione fiscale disposta dallo Stato non si traduce automaticamente e integralmente in un beneficio per i consumatori finali.
Bilancio dello sconto sui carburanti: non tutto è arrivato | quotidiano360