Pechino, 09 giugno 2026
Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato lunedì a Pyongyang con un volo speciale per una visita di Stato di due giorni nella Corea del Nord, la prima dal 2019, accolto personalmente dal leader nordcoreano Kim Jong Un.
Aggiornamento del 9 giugno 2026: cosa è cambiato
Si tratta del terzo viaggio complessivo di Xi nella Corea del Nord, dopo quello del 2019 e una visita precedente risalente al 2008, quando ricopriva la carica di vicepresidente. La visita segna anche la prima uscita di Xi dalla Cina nel 2025, un segnale diplomatico che arriva in un momento di profonde trasformazioni negli equilibri regionali. Xi aveva inoltre scritto in un contributo pubblicato lunedì sul quotidiano nordcoreano "Rodong Sinmun" che la tradizionale amicizia tra i due Paesi "rimarrà sempre incrollabile, indipendentemente da come cambino i tempi o da come si evolva la situazione internazionale".
Kim Jong Un ha accolto Xi all'aeroporto della capitale nordcoreana e, secondo l'agenzia statale cinese Xinhua, ha definito i rapporti bilaterali come "infrangibili". Xi, dal canto suo, ha promesso sostegno a Kim "indipendentemente da come si evolva la situazione internazionale", ribadendo l'impegno di Pechino a sostenere il "corso socialista" della Corea del Nord. I due leader hanno inoltre prospettato una cooperazione più stretta in ambito economico, commerciale e scientifico.
I termini politici del vertice
In un articolo comparso sul "Rodong Sinmun" alla vigilia della visita, Xi ha evocato un "nuovo inizio storico" nelle relazioni bilaterali e parlato di "opportunità di sviluppo" per i due Paesi vicini. Lo stesso leader cinese si è detto contrario a "egemonismo e politica di potenza" – formulazioni con le quali Pechino prende frequentemente di mira gli Stati Uniti senza mai nominarli esplicitamente – e ha chiesto una posizione comune contro gli "sforzi e le cospirazioni volti a far risorgere il militarismo".
Cooperazione economica e legami commerciali
Sul piano economico, il commercio bilaterale tra Cina e Corea del Nord è cresciuto del 25% nell'ultimo anno, raggiungendo i 2,7 miliardi di dollari e tornando ai livelli precedenti la chiusura delle frontiere imposta dalla pandemia. La Cina rimane di gran lunga il principale partner commerciale di Pyongyang e l'unico partner con cui la Corea del Nord intrattiene ancora un trattato di mutua difesa.
Il nodo nucleare e le tensioni regionali
Il quadro regionale appare sempre più teso. Secondo le informazioni disponibili, il Giappone sta ripensando la propria dottrina di sicurezza, tradizionalmente pacifista, mentre in Corea del Sud il dibattito sull'opportunità di dotarsi di armi nucleari a scopo deterrente si fa più acceso. La Corea del Nord possederebbe, secondo stime, circa 50 testate nucleari, anche se non è ufficialmente riconosciuta come potenza atomica. Nel 2023 Pyongyang ha peraltro incardinato il proprio status di Stato nucleare nella Costituzione.
Kim Yo Jong, la sorella politicamente influente del leader nordcoreano, ha dichiarato domenica che lo status nucleare del Paese rappresenta una "realtà irreversibile". "Il nostro status di potenza nucleare non è assolutamente negoziabile", ha affermato la sorella del leader, la cui posizione rafforza la linea della non rinuncia all'arsenale atomico.
Il fattore Russia e le analisi degli esperti
La visita di Xi si svolge sullo sfondo dell'approfondimento dei legami tra Mosca e Pyongyang. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, i due Paesi hanno firmato un accordo di sicurezza in base al quale la Corea del Nord ha inviato fino a 15.000 soldati a sostegno delle forze russe; in cambio, Mosca sta contribuendo alla modernizzazione delle forze armate nordcoreane. Xi e Kim si erano incontrati l'ultima volta a Pechino nel settembre 2025, in occasione di una grande parata militare alla quale aveva partecipato anche il presidente russo Vladimir Putin.
Alcuni osservatori vedono nella trasferta di Xi un tentativo di contrastare la crescente influenza russa sulla Corea del Nord. Tuttavia, Minseon Ku, ricercatrice della DePaul University di Chicago, ha sottolineato all'agenzia AFP che "nel complesso Mosca non è una grande potenza come la Cina". Seong-Hyon Lee, visiting scholar all'Asia Center dell'Università di Harvard, ha aggiunto che "la strategia di più ampia portata della Cina trae vantaggio da un Paese cuscinetto stabile, pesantemente armato e alleato, capace di assorbire le forze militari degli Stati Uniti e dei loro alleati". Ku ha inoltre osservato che "Mosca ha bisogno di Kim per la sua guerra in Ucraina, così come Kim ha bisogno di tecnologia e generi alimentari dalla Russia", ricordando che "il rapporto di potere tra Mosca e Pyongyang è più equilibrato di quello tra Pechino e Pyongyang".
Il mancato chiarimento sulla denuclearizzazione
Sul fronte diplomatico, Pechino non ha confermato l'affermazione della Casa Bianca secondo cui Xi e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero discusso del "comune obiettivo della denuclearizzazione della Corea del Nord" durante la visita di Trump a Pechino, avvenuta circa tre settimane fa. Secondo quanto riportato dai media, Trump avrebbe consegnato a Xi un messaggio destinato a Kim in occasione di quella visita.
Il presidente statunitense, che già nel 2019 aveva tentato senza successo un dialogo con Kim durante il suo primo mandato, sarebbe da mesi interessato a un nuovo incontro con il leader nordcoreano, il quale finora gli avrebbe mostrato la cosiddetta "spalla fredda". Parallelamente alla visita di Xi, la leader dell'opposizione taiwanese Cheng Li-wun sta compiendo un tour negli Stati Uniti e ha dichiarato che vorrebbe "molto volentieri" incontrare Trump.
