Washington, 13 luglio 2026

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la reintroduzione di un blocco navale contro i porti iraniani e ha al contempo disposto una tassa del 20 percento su tutte le merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz.

Trump ha motivato la mossa attraverso la sua piattaforma Truth Social. Tutti gli altri Paesi devono poter accedere allo stretto in modo „fair e aperto", ha comunicato. Lo Stretto di Hormuz è „aperto e resterà aperto, con o senza l'Iran", ha scritto in un altro post.

Parallelamente Trump ha annunciato che gli USA d'ora in poi, „per ragioni di equità", reclameranno per sé entrate pari al 20 percento del valore del carico per il passaggio sicuro attraverso lo stretto. L'esercito USA „impedirà alle navi dell'Iran o dei suoi clienti di entrare o uscire", ha dichiarato secondo le fonti disponibili.

Il contesto è un'intesa tra USA e Iran, in cui Teheran si era impegnata a fare „del proprio meglio" per garantire un passaggio sicuro e gratuito per 60 giorni delle navi commerciali attraverso lo stretto. Questo accordo, raggiunto all'inizio di marzo come intesa quadro nel quadro degli attacchi americano-israeliani contro l'Iran, prevedeva in realtà la revoca del blocco navale.

Contesto: l'intesa quadro di marzo

La Guardia Rivoluzionaria iraniana aveva comunicato nel fine settimana che lo stretto resterà chiuso fino a nuovo ordine. Secondo i dati del fornitore Kpler, domenica lo stretto è stato attraversato da sole 14 navi – il valore più basso del mese. Prima dell'inizio della guerra, in media più di 100 navi al giorno attraversavano lo Stretto di Hormuz.

La notizia è stata trasmessa il 13 luglio 2026 nel programma Deutschlandfunk. Anche ZDFheute live ha riferito nello stesso giorno sulle condizioni incerte nello stretto, sui nuovi attacchi USA contro decine di obiettivi in Iran e sui crescenti dubbi su un possibile accordo sul nucleare.

L'esperto di sicurezza Klemens Fischer ha analizzato che gli attacchi aerei americani non sono bastati a „mettere in ginocchio" l'Iran. La situazione strategica nella regione resta quindi tesa, sebbene singoli canali diplomatici tra Washington e Teheran fossero ancora attivi.

Situazione militare e analisi

Il politico dei Verdi Omid Nouripour ha dichiarato allo ZDF che l'altalenarsi del conflitto con l'Iran potrebbe durare mesi. L'ultima escalation solleva inoltre interrogativi sull'affidabilità degli accordi finora raggiunti, dato che l'Iran in precedenza aveva già fatto pressione con minacce e attacchi al traffico navale.

Già nell'estate 2025, ancora durante il suo primo mandato, Trump aveva avanzato richieste massimaliste simili. Con la tassa appena annunciata e il blocco rinnovato, la situazione continua a escalare. Gli osservatori vi vedono un tentativo di esercitare una pressione maggiore su Teheran sul piano economico e militare, assicurandosi allo stesso tempo il controllo di una delle principali rotte commerciali del mondo.

Impatti sul commercio mondiale

Lo Stretto di Hormuz è considerato una delle rotte centrali per il trasporto globale di petrolio e gas liquefatto. Se il blocco dovesse essere mantenuto a lungo, gli operatori di mercato si aspettano un aumento dei prezzi energetici e ripercussioni sensibili sull'economia mondiale. Gli USA invocano l'argomento di finanziare con la tassa del 20 percento la sicurezza del passaggio, cosa che tra gli alleati solleva dubbi giuridici e politici.

Il governo USA, guidato dal segretario di Stato Marco Rubio, presenta la misura come una necessaria tutela della navigazione internazionale. Inizialmente non è chiaro se la nuova tassa verrà applicata anche ai carichi già contrattati e come reagiranno le compagnie di navigazione di Stati terzi.

Nei prossimi giorni sono attese reazioni internazionali. UE, Cina e Stati del Golfo osservano l'evoluzione con preoccupazione, dato che gran parte delle loro importazioni energetiche passa attraverso lo stretto. Se Trump metterà in pratica la sua minaccia, si prospetta un ulteriore irrigidimento dei già tesi rapporti tra Washington e Teheran.