Blocco di Hormuz e tassa del 20%: Trump inasprisce il conflitto con l'Iran e manda i mercati sulle montagne russe
Berlino, 14 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Il presidente USA Trump ha annunciato la ripresa del blocco navale contro i porti iraniani e, in parallelo, una tassa del 20% su tutte le merci trasportate attraverso lo stretto di Hormuz. Lunedì l'escalation ha provocato turbolenze nelle borse internazionali: mentre i titoli energetici hanno tratto vantaggio, i chip sono stati sotto pressione e il DAX ha oscillato intorno alla soglia dei 25.000 punti.
Berlino, 14 luglio 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la ripresa di un blocco navale contro le navi dirette o provenienti dai porti iraniani e ha al contempo chiesto che gli USA ricevano in futuro il 20 percento del valore del carico per la messa in sicurezza dello stretto di Hormuz.
Cosa c'è di nuovo dal 14 luglio 2026
Aggiornamento del 14 luglio 2026: il comando regionale USA Centcom ha precisato i tempi del blocco – entrerà in vigore martedì alle 22:00 CEST e riguarderà l'intera costa iraniana, compresi tutti i porti e i terminal petroliferi. Contemporaneamente i mercati azionari internazionali hanno reagito con oscillazioni a tratti violente: il Brent è salito del 2,6% a 85,50 dollari al barile, il DAX ha oscillato intorno alla soglia dei 25.000 punti e il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,3% a 52.499 punti.
Trump aveva già annunciato lunedì mattina (ora locale USA) che gli USA intendevano "prendere il controllo" dello stretto e diventarne "guardiani". Sulla sua piattaforma Truth Social ha scritto che a tutti gli altri Paesi dovrebbe essere garantito un accesso "giusto e aperto" allo stretto. Lo stretto di Hormuz è "aperto e resterà aperto, con o senza l'Iran". A giustificazione della tassa ha detto che non si può pretendere che gli USA lo facciano "gratis" – si tratta infatti della sicurezza "in questa parte di mondo molto turbolenta".
Da Teheran è arrivato un netto rifiuto: la guida iraniana ha dichiarato che non si sarebbe consentito "in nessuna circostanza" un intervento degli Stati Uniti nello stretto. Sullo sfondo c'è un accordo esistente tra Washington e Teheran, in cui l'Iran si era impegnato a "fare del proprio meglio" per garantire un passaggio sicuro e gratuito per 60 giorni delle navi mercantili attraverso lo stretto di Hormuz.
Mercati tra shock petrolifero e caccia all'affare
Gli effetti sui mercati finanziari si sono fatti sentire chiaramente lunedì già prima dell'inizio ufficiale del blocco. Il broker IG ha quotato il DAX temporaneamente a meno 0,9% intorno a 24.885 punti. A fine giornata ha chiuso in lieve rialzo dello 0,2% a 25.114 punti, appena sopra la sua importante media mobile a 21 giorni. "I cacciatori di occasioni hanno riportato il DAX sopra la soglia dei 25.000 punti. Per ora gli acquirenti ignorano le possibili conseguenze dell'ultima escalation in Medio Oriente", ha spiegato l'analista di mercato Andreas Lipkow di CMC Markets.
Negli USA i principali indici sono stati sotto pressione: il Dow Jones ha perso lo 0,3% a 52.499 punti, il Nasdaq ha ceduto l'1,6% a 25.873 punti e l'S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,8% a 7.515 punti. A trarre vantaggio sono stati i titoli energetici, sostenuti da un aumento di circa il nove percento dei prezzi del greggio – innescato dai timori di strozzature nelle forniture nello stretto di Hormuz. Particolarmente in ribasso i titoli dei semiconduttori: le azioni di SanDisk, Marvell Technology e Intel sono scese tra il 6,1 e il 12,6%, gravando sull'indice di settore.
Prospettive sui tassi e stagione delle trimestrali USA
In Asia le borse hanno reagito con analoga incertezza: l'indice Nikkei giapponese ha perso lo 0,6%, il Kospi sudcoreano ha ceduto l'1,9%. La situazione geopolitica pesa inoltre sulle prospettive sui tassi: secondo i dati del servizio LSEG, i mercati scontano ormai almeno un rialzo dei tassi di riferimento di 25 punti base entro fine anno. Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha segnalato che aumenti dei tassi sono possibili "nel prossimo futuro". Chris Weston, capo analista di Pepperstone, ha avvertito: "La prospettiva di una politica monetaria più rigida accompagnata da uno shock energetico è raramente un buon contesto per asset di rischio come le azioni."
Nel frattempo lunedì ha segnato il tradizionale avvio della stagione delle trimestrali USA: Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan e Wells Fargo hanno presentato i loro risultati. Secondo i dati LSEG, gli analisti si attendono per le società dell'S&P 500 una crescita degli utili del 23,7% su base annua nel secondo trimestre. Sempre lunedì è iniziata la prima audizione semestrale al Congresso del nuovo capo della Federal Reserve Kevin Warsh, che si protrarrà per due giorni.
Hapag-Lloyd alza le previsioni
Anche oltre il Medio Oriente lunedì ha portato movimento: Hapag-Lloyd ha alzato sensibilmente le sue previsioni annuali e ora si attende un EBITDA tra 0,1 e 1,0 miliardi di euro – rispetto al precedente range da meno 1,3 a 0,4 miliardi di euro. Motivo dell'aggiornamento sono i prezzi di trasporto più elevati e una domanda recentemente forte. L'azienda ha comunicato le previsioni tramite un comunicato ad hoc; il titolo nel dopo-mercato su Tradegate è salito del quattro percento.
Acquisizione di Warner Bros. davanti al tribunale
A Wall Street è inoltre sotto i riflettori la battaglia miliardaria per l'acquisizione di Warner Bros.: dodici Stati USA si rivolgono ai tribunali per bloccare la vendita al rivale Paramount. Il procuratore generale della California Rob Bonta ha criticato l'operazione e ha avvertito di prezzi più alti e di meno film e programmi TV. Secondo un articolo del Wall Street Journal, la dirigenza del Dipartimento di Giustizia aveva dato il via libera all'acquisizione prima che i pubblici ministeri competenti potessero formulare una raccomandazione. Il governo USA aveva in precedenza approvato l'operazione senza condizioni.
Situazione nel Golfo Persico
Nel Golfo Persico la situazione si era già inasprita in precedenza: secondo dati USA, nel corso degli ultimi attacchi più di 140 navi sono state dirottate. Secondo i dati del fornitore Kpler, domenica appena 14 navi hanno attraversato lo stretto – il valore più basso del mese. Altre nove navi non avrebbero cooperato e sono state pertanto "rese inabili". Prima dell'inizio della guerra, in media più di 100 navi al giorno attraversavano lo stretto di Hormuz.
Ulteriori notizie dal news ticker: il militare USA ha dichiarato conclusa l'ondata di attacchi, la Guardia Rivoluzionaria iraniana ha confermato attacchi contro petroliere, gli Emirati hanno segnalato attacchi iraniani contro due petroliere e gli Houthi hanno attaccato un aeroporto saudita, inducendo le compagnie aeree alla prudenza. L'Alto rappresentante UE sta valutando una riunione speciale sulle sanzioni contro Israele, l'Organizzazione marittima delle Nazioni Unite ha rifiutato la prevista tassa su Hormuz e Dubai, secondo un rapporto, sta pianificando un nuovo porto per aggirare Hormuz.
La portavoce del governo USA ha inoltre rinviato a Rubio, che a proposito della prevista tassa ha detto: "Lo si può chiamare pedaggio o tassa". Dall'Iran si è osservato che la macchina economica delle Guardie Rivoluzionarie sia
Blocco di Hormuz: Trump pianifica una tassa del 20% – i | quotidiano360