WASHINGTON — 30 maggio 2026

Un tribunale federale ha stabilito che il nome di Donald Trump non può essere apposto sul John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, annullando di fatto la ridenominazione voluta dalDonald Trump dopo aver assunto il controllo dell’istituzione culturale oltre un anno fa.

La sentenza rappresenta l’ultimo capitolo di una controversa vicenda iniziata poco dopo l’insediamento di Trump, quando Trump aveva rapidamente preso il controllo del centro culturale che si affaccia sul fiume Potomac, uno dei simboli più prestigiosi della vita artistica della capitale statunitense.

Trump aveva giustificato la mossa annunciando una battaglia culturale contro quella che definiva “propaganda anti-americana” nel mondo dell’arte e dello spettacolo. L’operazione aveva immediatamente scatenato un acceso dibattito sul ruolo della politica nelle istituzioni culturali finanziate con fondi pubblici.

Il controllo dell’istituzione

Il Kennedy Center, intitolato al presidente John F. Kennedy e inaugurato nel 1971, è da decenni un punto di riferimento per le arti performative negli Stati Uniti, ospitando concerti, opere teatrali, balletti e produzioni televisive di rilievo nazionale. La sua governance è tradizionalmente affidata a un consiglio di amministrazione bipartisan, ma Trump aveva modificato la composizione dell’organo dopo il suo insediamento, sostituendo diversi membri con figure a lui vicine.