Strache assolto anche nel processo per la polizza vita della FPÖ
02/07/2026
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Summary
Un tribunale di Vienna ha assolto Heinz-Christian Strache e il coimputato dall'accusa di infedeltà nella cosiddetta causa della polizza vita della FPÖ, del valore di circa 940.000 euro. La sentenza è stata pronunciata al quinto giorno di udienza dopo circa 40 minuti di camera di consiglio.
Il tribunale regionale di Vienna ha assolto Heinz-Christian Strache e il coimputato dalle accuse di infedeltà (Untreue) legate alla modifica, nel 2014, di una polizza vita del valore di circa 940.000 euro intestata alla FPÖ viennese, per la quale la pubblica accusa aveva chiesto la condanna.
Il procedimento, giunto al quinto giorno di udienza, si è concluso con un verdetto di assoluzione pronunciato dal senato giudicante dopo circa 40 minuti di camera di consiglio. Come riferito da diversi media austriaci, il presidente del collegio aveva annunciato nel corso di una pausa la sentenza attesa per le 17:00. Strache, all'ingresso nell'aula, aveva dichiarato di avere "vollstes Vertrauen in die unabhängige Gerichtsbarkeit".
La polizza da 940.000 euro al centro dell'accusa
Al centro del processo vi era una polizza vita finanziata dalla FPÖ di Vienna, sottoscritta nel 2007 con una durata di dieci anni, nella quale erano stati versati circa 940.000 euro. Secondo la ricostruzione della Procura, nel 2014 una "Vereinbarung" aggiuntiva avrebbe modificato la polizza a favore di Strache come beneficiario anche nel caso di vita (Erlebensfall).
L'accusa aveva descritto l'operazione come un "In-sich-Geschäft", poiché Strache avrebbe firmato sia come nuovo beneficiario sia come rappresentante della parte, ossia dei vecchi beneficiari. Secondo i pubblici ministeri, gli imputati avrebbero agito "eigenmächtig und an der Partei vorbei" e la polizza sarebbe stata "komplett an der Partei vorbei geschleust worden".
Nel suo intervento conclusivo, il rappresentante della Procura aveva sostenuto che "aufgrund des durchgeführten Beweisverfahrens besteht an der Schuld der beiden Angeklagten kein Zweifel", sottolineando come la rinuncia di Strache alle cariche in seguito allo scandalo del video di Ibiza costituisse "selbst verschuldetes Fehlverhalten" e non un caso assicurativo. La difesa aveva invece respinto le accuse come "an den Haaren herbeigezogen".
Le minacce e la ricostruzione di Strache
Strache, nella sua dichiarazione finale al termine dell'istruttoria, ha ribadito che la polizza stipulata originariamente per il suo predecessore Hilmar Kabas gli sarebbe stata trasferita nel 2007. Ha descritto la copertura come "eine Risikoabsicherung für den Krisenfall, wenn ich ums Leben kommen sollte, dass meine Mutter und meine Kinder versorgt sind", sostenendo che nel 2014 vi sarebbe stato un'apposita delibera degli organi dirigenti del partito.
Nel corso del processo Strache ha rievocato le minacce subite, affermando di essere stato esposto a "konkreten Morddrohungen". Ha raccontato in particolare che il fanatico sostenitore dell'IS Mohamed Mahmoud avrebbe pianificato un attentato contro di lui al Viktor-Adler-Markt e che, nel periodo in cui ricopriva la carica di vicecancelliere, sarebbe esistito un "86-seitiger Autobomben-Akt" relativo a un piano contro la sua vita.
La copertura assicurativa, ha spiegato ancora Strache, gli avrebbe "den Rücken frei gehalten", permettendogli di "leichtfüßiger handeln". L'ex leader della FPÖ ha ammesso di essere stato "zu blauäugig" per non essersi fatto rilasciare una conferma scritta delle decisioni assunte, e ha denunciato quella che ha definito una generale "Amnesie" tra gli ex compagni di partito sulle delibere dell'epoca.
Il ruolo del coimputato e la versione della difesa
Il coimputato, indicato negli atti con l'iniziale H., aveva dichiarato davanti al tribunale di aver effettivamente avviato l'idea di una polizza per tutelare il leader del partito in caso di fine improvvisa della carriera politica, ma aveva aggiunto: "Inhalt des jeweiligen Versicherungsvertrages ist nicht mein Thema gewesen." In merito alla modifica del 2014, ha sostenuto di non averla letta con attenzione e di essersi sentito pressato da Strache e da un avvocato della FPÖ.
Strache ha contestato questa versione, sostenendo che il coimputato non avrebbe potuto essere costretto, perché gli organi dirigenti del partito lo avrebbero "durch Sonne und Mond geschossen" qualora avesse agito contro la loro volontà. Ha inoltre fatto riferimento a un costume interno della formazione politica secondo cui, di fronte a documenti delicati, valeva la regola "jedes Schriftl ist a Giftl", della quale lui stesso si sarebbe fidato eccessivamente.
Sul fronte delle testimonianze, l'eurodeputato Harald Vilimsky ha confermato l'esistenza di colloqui riguardanti una copertura assicurativa per Strache, mentre l'attuale leader della FPÖ Dominik Nepp ha riferito di essere venuto a conoscenza della polizza solo nel 2015, pur sapendo che la stessa era pensata per garantire Strache in caso di brusca interruzione della carriera politica. I testimoni sentiti, tuttavia, non hanno potuto confermare né l'esistenza di una specifica delibera del 2014 né i dettagli della modifica della polizza.
Testimoni e contraddizioni emerse in aula
L'avvocatessa di Strache aveva sottolineato inoltre che i testi avrebbero confermato come la copertura fosse pensata anche per un'eventuale fine della carriera politica e che Strache, al momento di riscuotere la somma, non si sarebbe mai richiamato alla "Vereinbarung" del 2014. Il giudice, rivolgendosi al coimputato, aveva osservato durante l'udienza: "Ich habe es Ihnen am ersten Tag schon gesagt, ganz überzeugen tun Sie mich nicht."
Per la Procura, il punto centrale era l'autonoma decisione di Strache di inserirsi come avente diritto nel caso di vita della polizza, aggirando gli organi competenti. Il fatto che le somme versate fossero riconducibili al patrimonio del partito rendeva, secondo l'accusa, l'operazione incompatibile con le regole interne della FPÖ e con i doveri di rappresentanza. La difesa aveva insistito invece sulla piena regolarità formale della delibera e sull'esistenza di una prassi consolidata.
La sentenza di assoluzione, pronunciata al termine di un processo che ha richiamato l'attenzione dei media austriaci, segue una serie di altri procedimenti che hanno visto coinvolto l'ex vicecancelliere. Per Strache si tratta, secondo le ricostruzioni giornalistiche, dell'ennesimo verdetto favorevole in ambito giudiziario. Le motivazioni della decisione dovranno ora essere rese note nei tempi previsti dalla procedura penale austriaca.
Lo sfondo politico e il caso Ibiza
Sul piano politico, la vicenda giudiziaria si intreccia con la caduta di Strache in seguito alla diffusione del video di Ibiza, considerata dalla Procura come "selbst verschuldetes Fehlverhalten" e dunque estranea alla fattispecie assicurativa. Strache ha dal canto suo sempre rivendicato la correttezza del proprio operato in relazione alla polizza, sostenendo che ogni passaggio fosse coperto da decisioni degli organi interni della FPÖ viennese.
L'esito del processo segna una nuova tappa nella lunga serie di vicende giudiziarie che hanno interessato l'ex numero uno della FPÖ dopo la sua uscita di scena dalla politica attiva. Resta aperta la questione della sorte definitiva della polizza e dei circa 940.000 euro in essa confluiti, temi che potrebbero essere oggetto di ulteriori sviluppi nelle sedi competenti.
Le possibili conseguenze dopo l'assoluzione
Il verdetto conclude una vicenda processuale cominciata con l'iscrizione nel registro degli indagati e proseguita attraverso diverse udienze, nelle quali sono stati sentiti testimoni legati alla dirigenza storica della FPÖ viennese. Le parti avranno ora la possibilità di valutare eventuali impugnazioni nei termini di legge, mentre l'attenzione dell'opinione pubblica austriaca si sposta sulle possibili conseguenze politiche interne al partito.
Questions & Answers
Di cosa è stato accusato Heinz-Christian Strache nel processo per la polizza vita?
Strache è stato accusato di infedeltà per aver modificato nel 2014, con una Vereinbarung aggiuntiva, una polizza vita della FPÖ di Vienna del valore di circa 940.000 euro, inserendosi come beneficiario anche nel caso di vita, secondo la Procura senza una delibera dei competenti organi di partito.
Come si è concluso il processo e quanto è durata la camera di consiglio?
Il tribunale regionale di Vienna ha assolto Strache e il coimputato; il senato giudicante si è ritirato in camera di consiglio per circa 40 minuti prima di pronunciare il verdetto, atteso per le 17:00 del giorno dell'ultima udienza.
Quali testimoni sono stati sentiti nel procedimento?
Tra i testimoni sono comparsi l'eurodeputato Harald Vilimsky, che ha confermato l'esistenza di discussioni su una copertura per Strache, e il leader della FPÖ Dominik Nepp, che ha riferito di aver appreso della polizza solo nel 2015, pur sapendo che era pensata per tutelare l'ex leader in caso di brusca fine della carriera politica.
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