Processo per infedeltà contro Strache: i testimoni non confermano le delibere interne al partito sulla polizza vita
Vienna, 01 luglio 2026
C.Stadler/Bwag / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Nel processo per infedeltà contro Heinz-Christian Strache, martedì hanno deposto ulteriori testimoni. Nessuno è stato in grado di confermare una delibera formale della FPÖ di Vienna sulla stipula o sulla successiva modifica della polizza vita che designava Strache come beneficiario in caso di vita.
Vienna, 01 luglio 2026
Nel processo per infedeltà contro l'ex vicecancelliere ed ex leader della FPÖ Heinz-Christian Strache, martedì davanti al Tribunale regionale di Vienna sono stati interrogati ulteriori testimoni, senza che sia stato possibile confermare alcuna delibera interna al partito sulla controversa polizza vita.
Contesto dell'accusa
Al centro delle deposizioni della mattinata vi era la questione di quanto fossero effettivamente esistite delibere interne al partito sulla stipula della polizza vita e sulla successiva registrazione di Strache come beneficiario in caso di vita. La Procura accusa Strache di aver auto-designato se stesso, nell'aprile 2014, come beneficiario in caso di vita tramite una sorta di "accordo". Second l'accusa, avrebbe inoltre cercato di incassare la somma assicurata dalla polizza vita avviata dalla FPÖ di Vienna.
La FPÖ di Vienna aveva stipulato la polizza vita e morte nel 2007 per il proprio presidente di allora, per la durata di dieci anni, dopo che una polizza analoga esisteva già dal 2001 per il predecessore di Strache alla guida del partito viennese, Hilmar Kabas. Per la Procura si tratta di un "negozio con sé stesso", poiché Strache, in occasione della modifica del contratto, sarebbe intervenuto sia come rappresentante della FPÖ di Vienna e precedente beneficiario in caso di vita, sia come nuovo beneficiario. Strache respinge le accuse.
Dichiarazioni sulla genesi della polizza
Il predecessore di Strache alla guida del partito viennese, Hilmar Kabas, lo avrebbe informato intorno al 2010 dell'esistenza della polizza, ha raccontato uno dei testimoni. "Che lui (Strache; ndr.) fosse tutelato mi faceva piacere, gli spetta", ha detto l'ex compagno di partito, che come Strache ha lasciato il partito in seguito al cosiddetto scandalo Ibiza. Come altri, anche lui "lo avevano tutelato", ha detto a titolo di giustificazione.
Di aver appreso solo "en passant" che il partito aveva stipulato polizze vita per Strache e per il suo predecessore come presidente del partito viennese, ha riferito il testimone. Alla domanda dell'avvocatessa di Strache se potesse escludere categoricamente che vi fossero state delibere in merito, ha risposto: di poter "escludere categoricamente" che vi fossero state delibere in proposito, non poteva farlo.
Il segretario organizzativo di lungo corso della FPÖ di Vienna e attuale membro del Bundesrat Andreas Guggenberger ha dichiarato di non essere a conoscenza né di delibere sulla stipula della polizza né di un "accordo" per la successiva registrazione di Strache come beneficiario in caso di vita. Anche martedì nessun testimone è stato in grado di confermare una simile delibera o l'"accordo".
Fichtenbauer come testimone
È comparso come testimone anche l'ex segretario generale della FPÖ di Vienna e attuale avvocato del popolo Peter Fichtenbauer. Il giudice si è mostrato visibilmente sorpreso e gli ha replicato: "Alcune cose però non si dimenticano nella vita." Fichtenbauer ha infine spiegato che il suo studio legale aveva messo a disposizione solo i locali e una dattilografa.
Nel suo studio legale sarebbe stato firmato quell'"accordo" con cui Strache veniva registrato come beneficiario. Fichtenbauer ha aggiunto tuttavia di non sapere chi avesse redatto il testo: "Se mi mettesse su una piastra rovente, non saprei dirglielo." Alla domanda del giudice se fosse ancora possibile astenersi dal deporre, il presidente lo ha interrotto dopo un po': "Ma non sarebbe ancora troppo tardi per un'astensione." Fichtenbauer ha infine ceduto: "Visto 'il vostro infinitamente stimato personaggio, sforzerò la mia memoria.'"
Quanto alle consuetudini nelle sedute degli organi interni al partito, in particolare se e chi dovesse redigere il verbale, non vi sarebbero stati "grandi requisiti formali", ha detto un ulteriore testimone. Quello sarebbe "l'uso", perché i politici di vertice sono "esposti a un rischio elevato". Sollecitato in proposito, anche questo testimone non ha saputo indicare alcuna delibera concreta sulla polizza vita.
Ulteriori testimoni senza memoria
Anche l'ex politico e direttore della OeNB Eduard Schock, che per molti anni ha ricoperto diverse cariche nella FPÖ di Vienna, ha dichiarato come testimone di non sapere granché sulle polizze vita in questione. Non sarebbe in grado di dire chi avesse redatto il testo dell'"accordo". "Dell'esistenza della polizza avrebbe appreso solo 'en passant'", è stato citato Schock.
Strache aveva già respinto le accuse della Procura all'inizio del processo, sottolineando che la polizza vita era stata stipulata in conformità con le regole del partito. La sua difesa sostiene che la polizza rappresenti una normale tutela per politici esposti e che non si sia trattato di un'operazione illecita.
Linea difensiva e possibili conseguenze
La Procura fonda la propria accusa, tra l'altro, su documenti interni della FPÖ di Vienna e sulle dichiarazioni di diversi ex funzionari del partito, che dovrebbero ricostruire lo svolgimento della modifica contrattuale del 2014. In caso di condanna, Strache rischia una pena detentiva pluriennale nonché le dimissioni da tutte le cariche politiche.
Il processo proseguirà mercoledì con l'audizione di ulteriori testimoni. Giudice e Procura hanno annunciato che l'attenzione si concentrerà sui flussi finanziari legati alla polizza vita e sul ruolo dei funzionari della FPÖ di Vienna. Una sentenza non è attesa prima della fine dell'estate.
Prospettive sul processo
Osservatori dell'udienza hanno sottolineato come le deposizioni di martedì restituiscano l'immagine di uno stile decisionale informale e fortemente orale all'interno della FPÖ di Vienna. Spesso le delibere non sarebbero state messe per iscritto, il che rende ora più difficile ricostruire l'accaduto. Strache stesso non si è espresso a margine dell'udienza sulle deposizioni.
La vicenda è strettamente legata al cosiddetto scandalo Ibiza, che nel 2019 portò alla rottura della coalizione tra ÖVP e FPÖ e infine anche all'uscita di Strache dalla FPÖ. Le indagini e i procedimenti giudiziari in corso per infedeltà, infedeltà aggravata e in parte per corruzione hanno da allora riportato ripetutamente alla luce nuovi dettagli sulle dinamiche interne della struttura viennese del partito.
Questions & Answers
Di cosa si occupa il processo per infedeltà contro Heinz-Christian Strache?
La Procura accusa Strache di essersi auto-designato nel 2014, tramite un "accordo", come beneficiario in caso di vita di una polizza vita della FPÖ di Vienna, lucrando così indebitamente la somma assicurata.
Chi ha deposto martedì nel processo?
Tra gli altri, hanno deposto Andreas Guggenberger, Peter Fichtenbauer e Eduard Schock, tutti interrogati sui loro ricordi relativi alla polizza vita.
Cos'è il "negozio con sé stesso" contestato a Strache?
La Procura ravvisa un "negozio con sé stesso" perché Strache, in occasione della modifica contrattuale, sarebbe intervenuto sia come rappresentante della FPÖ di Vienna e precedente beneficiario, sia come nuovo beneficiario.
Processo Strache: i testimoni depongono sulla polizza vita | quotidiano360