Sindacato e Deutsche Bank raggiungono un accordo salariale in Postbank e disinnescano la minaccia di sciopero
Francoforte, 02 luglio 2026
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Summary
Il sindacato Verdi e la direzione di Postbank, filiale di Deutsche Bank, hanno chiuso al quarto round di negoziati un contratto collettivo di 28 mesi con aumenti salariali in due tranche. L'aumento immediato di 175 euro e la garanzia di almeno 300 filiali fino a marzo 2028 hanno messo fine all'urna di votazione sullo sciopero, che era stata aperta dopo tre round senza risultato e giorni di scioperi di avvertimento.
Francoforte, 02 luglio 2026
Il sindacato Verdi e la direzione di Postbank, filiale del gruppo Deutsche Bank, hanno chiuso nelle prime ore di giovedì un contratto collettivo di 28 mesi con aumenti salariali in due tranche, dopodiché il sindacato ha annullato l'urna di votazione sullo sciopero che era in corso.
Il quarto round di negoziati tra la direzione di Postbank e i sindacati ha posto fine a un'escalation di tensione che includeva già tre giornate di scioperi di avvertimento. Il sindacato Verdi, che aveva avviato il processo di Urabstimmung (urna di votazione sulle misure di conflitto sindacale) dopo che inizialmente le conversazioni erano state dichiarate fallite, ha cancellato la votazione dopo che il pre-accordo è stato annunciato nella serata di mercoledì. L'urna avrebbe dovuto concludersi venerdì 3 luglio, ragion per cui la cancellazione ha evitato uno sciopero che avrebbe colpito circa 9.000 dipendenti coperti dal contratto di Postbank.
Quattro round e minaccia di sciopero disinnescata
L'accordo raggiunto ha una validità di 28 mesi, come ha confermato Verdi in un comunicato: «Der Tarifvertrag hat eine Laufzeit von 28 Monaten». Questa durata supera ampiamente i dodici mesi che il sindacato aveva inizialmente rivendicato come termine per il nuovo contratto e che costituiva uno dei punti di disaccordo con l'azienda.
Sul piano salariale, il contratto si applica in due tranche. Innanzitutto, tutti i dipendenti riceveranno immediatamente un aumento lineare di 175 euro, secondo la formulazione letterale del comunicato di Verdi: «Zunächst steigen die Entgelte für alle Beschäftigten pauschal um 175 Euro». Nel luglio 2027 si aggiungerà un ulteriore incremento del 2,9 per cento. Verdi ha calcolato che l'aumento immediato equivale, in media, a un 4,5 per cento di salario in più, particolarmente favorevole per le fasce di reddito più basse, che sono quelle che beneficiano maggiormente di un aumento fisso in euro.
Aumento salariale in due tranche
Per gli apprendisti (Auszubildende) è stato pattuito un incremento totale di 150 euro, inferiore ai 200 euro che Verdi aveva richiesto. In cambio, è stata prorogata fino al 2028 la garanzia di assunzione dopo la conclusione della formazione, un impegno raccolto nella cosiddetta Übernahmevereinbarung.
Postbank fa parte del gruppo Deutsche Bank, ed è stata proprio la situazione finanziaria della casa madre uno degli argomenti centrali di Verdi per giustificare la sua rivendicazione iniziale. Il sindacato aveva chiesto un aumento salariale dell'8 per cento, o almeno 300 euro mensili, per un periodo di dodici mesi, in linea con quello che descriveva come i profitti miliardari della capogruppo Deutsche Bank. La cifra infine concordata resta chiaramente al di sotto di quella domanda iniziale, sia in percentuale sia in durata.
La rivendicazione iniziale e i sindacati presenti
In rappresentanza della forza lavoro, Verdi ha agito accompagnata dai sindacati Komba e DPVKOM, che hanno partecipato anch'essi alle trattative. Da parte del sindacato, il negoziatore Jan Duscheck ha spiegato i termini della votazione e la meccanica di validazione del pre-accordo da parte dei lavoratori.
Deutsche Bank ha valutato il risultato come «Abschluss mit Augenmaß», ossia un accordo «con senso della misura». L'ente finanziario ha sottolineato che il patto offre sicurezza ai dipendenti e, allo stesso tempo, concede alla banca la flessibilità necessaria per ristrutturare il proprio business di clientela privata.
La valutazione di Deutsche Bank
Un'altra delle conquiste sindacali rilevanti è la garanzia della rete di sportelli. Verdi ha informato che è stato assicurato il mantenimento di almeno 300 filiali e 13 centri di consulenza digitale fino a marzo 2028. Questo impegno viene interpretato nel settore come una blindatura parziale contro il taglio della presenza fisica che Deutsche Bank stava applicando negli ultimi anni come parte della sua strategia di trasformazione digitale.
Deutsche Bank ha voluto sottolineare, inoltre, che l'accordo non avrà alcun impatto sulle sue prospettive finanziarie (Finanzausblick). L'ente ha così voluto trasmettere ai mercati e ai suoi investitori che il costo del contratto è pienamente integrato nella sua pianificazione e non obbligherà a rivedere gli obiettivi di redditività del gruppo.
Rete di sportelli assicurata fino al 2028
Ora la palla è nel campo dei dipendenti. Secondo quanto spiegato dal negoziatore di Verdi Jan Duscheck, la forza lavoro dovrà pronunciarsi sull'accettazione o sul rifiuto del risultato entro il 24 luglio. Fino ad allora, la direzione e i sindacati hanno concordato di mantenere una tregua informativa che eviti movimenti che condizionino la consultazione.
Se la forza lavoro ratifica il pre-accordo, il nuovo contratto sostituirà il precedente e dispiegherà i suoi effetti retroattivi dal momento della sua entrata in vigore per quanto riguarda gli aumenti salariali pattuiti. In caso di rifiuto, le parti dovrebbero riprendere le trattative o, eventualmente, riattivare l'Urabstimmung per abilitare nuove misure di pressione, uno scenario che né Verdi né la direzione desiderano riaprire dopo settimane di confronto.
Il pre-accordo si produce dopo un processo di logoramento progressivo. Prima sono stati tre round di negoziato senza risultato, poi giornate di scioperi di avvertimento che avevano già perturbato l'operatività di alcuni sportelli, e infine l'apertura formale dell'urna di votazione sullo sciopero, uno strumento che Verdi di solito attiva solo quando considera esaurita la via negoziale. La cancellazione di quell'urna a poche ore dalla sua chiusura si interpreta, pertanto, come un segnale chiaro che entrambe le parti preferiscono un'uscita pattuita piuttosto che un conflitto aperto.
Il passo successivo: la ratifica dei dipendenti
Per gli analisti del lavoro, il caso Postbank si iscrive in una serie di contratti del settore finanziario tedesco in cui l'equilibrio tra il potere d'acquisto dei dipendenti e la trasformazione digitale del business bancario è diventato il vero campo di battaglia. La combinazione di incrementi fissi e percentuali, insieme alla blindatura parziale della rete fisica, risponde precisamente a questa duplice logica: proteggere gli stipendi più bassi senza trascurare la ristrutturazione.
Nel complesso, l'accordo viene presentato dalle parti come un «compromesso con senso della misura». Verdi può esibire un aumento immediato in euro per tutti, la proroga della garanzia di assunzione per gli apprendisti e il mantenimento di una rete di sportelli significativa. Deutsche Bank, da parte sua, ottiene un periodo di 28 mesi che offre visibilità ed evita la minaccia di scioperi in un momento delicato per il business retail.
Sebbene manchi la ratifica formale dei dipendenti, il calendario dei prossimi giorni invita all'ottimismo sindacale. Il termine del 24 luglio lascia margine sufficiente per una campagna informativa breve ma intensa in cui Verdi dovrà spiegare perché ritiene che il pre-accordo, pur essendo lontano dall'8 per cento iniziale, risponda meglio agli interessi
Accordo salariale in Postbank: fine dello sciopero 2026 | quotidiano360