Sentenza nel processo per tortura a Vienna contro due dipendenti dei servizi segreti siriani attesa per oggi
Vienna, 06 luglio 2026
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Summary
Lunedì verrà emessa la sentenza nel processo per tortura a Vienna contro due dipendenti dei servizi segreti siriani. Gli imputati sono accusati di tortura, grave coercizione e numerose lesioni personali; il procedimento si è svolto sulla base del principio di giurisdizione universale.
Vienna, 06 luglio 2026
Nel processo per tortura a Vienna contro i due dipendenti dei servizi segreti siriani Khaled Al-Halabi e Musab A. la sentenza è attesa per lunedì, dopo che l'istituto penitenziario di Vienna-Josefstadt tiene il primo imputato, detenuto in custodia cautelare, già dalla fine del 2024.
Accusa e iter processuale
La Procura accusa i due uomini di aver torturato sistematicamente, al servizio dei servizi segreti siriani, negli anni delle proteste contro Assad. Come emerge dai capi d'imputazione, le accuse sono di tortura, grave coercizione, coercizione sessuale e una pluralità di gravi lesioni personali. La Procura ha motivato l'azione sostenendo che i fatti sarebbero serviti a "die damalige Protestbewegung gegen das Regime zu unterdrücken und die Bevölkerung einzuschüchtern".
Nel complesso il processo si è svolto in 13 udienze. Mentre gli imputati hanno respinto le accuse a loro carico, diverse persone offese, giunte appositamente dall'estero, hanno reso in modo impressionante testimonianza delle violenze subite. Il processo si fonda sul principio di giurisdizione universale, che consente il perseguimento dei più gravi crimini internazionali indipendentemente dal luogo del fatto.
Secondo quanto emerso dal procedimento, Khaled Al-Halabi dirigeva il servizio segreto generale nella città settentrionale siriana di Raqqa durante le proteste contro il regime. Sarebbe disertato solo poco prima della caduta della città nelle mani dei ribelli nel 2013, si legge in una dichiarazione che ha avuto un ruolo nel processo. Stando ai documenti procedurali, i due imputati si trovano in Austria almeno dal 2015.
Storia pregressa nei servizi segreti del primo imputato
Il caso assume una nota particolare a causa dei trascorsi del primo imputato: secondo quanto emerso dal processo, fu fatto entrare in Austria dal servizio segreto israeliano e successivamente nascosto e mantenuto dall'Ufficio federale per la tutela della Costituzione (BVT). Queste circostanze potrebbero rilevare ancora ai fini della valutazione penale, in particolare per eventuali questioni di utilizzabilità delle dichiarazioni.
Il processo non è il primo tentativo di chiamare giuridicamente a rispondere rappresentanti del regime siriano in Europa. Già nel 2021 il Tribunale regionale superiore di Coblenza aveva celebrato il primo processo penale al mondo contro funzionari del regime di Assad per tortura di Stato e crimini contro l'umanità. A Coblenza, tuttavia, sedeva sul banco degli imputati un colonnello, dunque una figura di rango nettamente inferiore; anche a costui non fu possibile dimostrare di aver esercitato personalmente violenza o di essere stato direttamente coinvolto in maltrattamenti.
Ruolo dell'ECCHR e contesto internazionale
Al procedimento viennese ha collaborato anche lo European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), fondato dal giurista internazionalista Wolfgang Kaleck. L'organizzazione ha tra l'altro individuato e assistito vittime di tortura provenienti dalla Siria, gravemente traumatizzate, in qualità di testimoni. Kaleck ha recentemente pubblicato il libro "Die Stärke des Rechts vs. Das Recht des Stärkeren", un plaidoyer per il diritto internazionale e i diritti umani.
Kaleck sottolinea in proposito: "Die systematische Folter gehörte zur DNA des alten Regimes." Riguardo alla giustizia penale internazionale afferma: "Die internationale Strafjustiz ist ein Flickenteppich. Es ist leider nicht so, dass jedes Verbrechen gegen die Menschlichkeit strafrechtlich verfolgt werden kann." Al contempo chiarisce: "Straflosigkeit hinzunehmen ist keine Option."
L'organo dell'accusa in Austria si trova di fronte a un difficile bilanciamento. In alcuni procedimenti interni la Procura ripiega su fattispecie come lesioni personali o coercizione, invece di contestare crimini contro l'umanità. Ciò è dovuto al fatto che la normativa penale austriaca è stata adeguata solo nel 2014 per facilitare il perseguimento dei crimini internazionali fondamentali. Anche Kaleck rileva che "Österreich hat immerhin 2014 nachgezogen".
Inquadramento giuridico e competenza
Che la tortura in Siria non avvenisse solo a partire dalla guerra civile, ma fosse parte del sistema, rientra anch'essa tra le argomentazioni dell'accusa. Così, "spätestens seit dem Amtsantritt von Baschar al-Assad allgemein bekannt war, dass es um ein Folterregime handelt". Questa affermazione fu espressa apertamente anche davanti al Tribunale regionale superiore di Coblenza nel 2021.
La situazione geopolitica resta un fattore decisivo per la rielaborazione dei crimini. La Corte penale internazionale dell'Aia non ha potuto operare in Siria per mancanza di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Al contempo, in Siria sono nel frattempo iniziati i primi processi contro rappresentanti del vecchio regime — manca tuttavia attualmente una disciplina processuale che garantisca procedimenti equi.
Le conseguenze umanitarie del conflitto siriano sono gravissime. Milioni di siriani — tra i quali molti altamente qualificati — sono fuggiti all'estero. Il Paese è stato in larga parte distrutto, infrastrutture e approvvigionamento funzionano solo in misura limitata. Molti dei sopravvissuti, che testimoniano nei processi europei, portano il peso pesante dei ricordi.
Dimensione umanitaria e prospettive
Gli osservatori richiamano in questo contesto anche il dibattito sui Mondiali di calcio in Qatar, ad esempio "die Aussage von Franz Beckenbauer, der vor der Fußball-WM in Katar erklärte, er habe nichts von Zwangsarbeit mitbekommen". Voci di questo tipo sono esemplificative del "voltarsi dall'altra parte" che i persecutori penali in Europa ora cercano di correggere — un pezzo alla volta.
La sentenza di lunedì è attesa con trepidazione, perché rappresenta uno dei primi tentativi in Austria di chiamare a rispondere alti funzionari dei servizi segreti siriani per tortura e crimini contro l'umanità. Se il tribunale dovesse seguire nel merito la tesi dell'accusa, ciò avrebbe un effetto segnaletico per ulteriori procedimenti in Europa.
Al contempo gli osservatori chiariscono che ogni singolo procedimento può essere solo una tessera del mosaico. Il perseguimento penale universale non può elaborare tutti i fatti, ma mostra che la comunità internazionale è disposta a sanzionare i crimini contro l'umanità almeno nei singoli casi. L'immagine del "Flickenteppich" di Kaleck evidenzia quanto il sistema sia ancora lacunoso.
Qualora il primo imputato Khaled Al-Halabi — giunto in Austria dopo la sua diserzione tramite il servizio segreto israeliano e mantenuto dal BVT — venisse ora condannato, ciò proietterebbe al contempo un fascio di luce sul ruolo dei servizi segreti europei nel trattamento dei disertori del regime siriano. La tensione tra interessi di politica di sicurezza e rielaborazione penale potrebbe sopravvivere alla sentenza.
Questions & Answers
Di cosa tratta il processo per tortura di Vienna?
Nel processo per tortura di Vienna sono imputati i due siriani Khaled Al-Halabi e Musab A., accusati di tortura, grave coercizione, coercizione sessuale e gravi lesioni personali commesse durante il loro servizio nei servizi segreti siriani a Raqqa.
Perché il processo si svolge in Austria?
Il processo si svolge in Austria sulla base del principio di giurisdizione universale, che consente il perseguimento dei crimini internazionali più gravi indipendentemente dal luogo del fatto; l'Austria aveva adeguato a tal fine la propria legislazione penale nazionale nel 2014.
Processo per tortura a Vienna: attesa la sentenza contro | quotidiano360