Rosenkranz si mostra aperto ai controlli di sicurezza per i collaboratori del Parlamento
Vienna, 12 luglio 2026
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Summary
Il presidente del Consiglio Nazionale Walter Rosenkranz (FPÖ) si è dichiarato sostanzialmente disposto a sostenere, nella Conferenza dei presidenti, controlli di sicurezza sui collaboratori parlamentari. Allo stesso tempo, è al centro delle critiche dei Verdi per la questione del personale legata al nuovo direttore parlamentare e ai legami tra collaboratori dell'FPÖ e gli Identitari.
Vienna, 12 luglio 2026
Il presidente del Consiglio Nazionale Walter Rosenkranz ha segnalato domenica nella trasmissione ORF "Hohes Haus" di essere disposto ad accompagnare nella Conferenza dei presidenti l'introduzione di controlli di sicurezza per i collaboratori del Parlamento.
Origine del dibattito
La discussione su eventuali controlli di sicurezza per i collaboratori parlamentari era stata riaccesa negli ultimi tempi dalla nomina del nuovo direttore parlamentare Roland Weinert e dai legami resi noti tra collaboratori dell'FPÖ e il movimento di estrema destra degli Identitari. Il presidente del Consiglio Nazionale Walter Rosenkranz si è mostrato domenica, nella trasmissione ORF "Hohes Haus", sostanzialmente aperto a misure corrispondenti, qualora venissero decise a maggioranza o all'unanimità nella Conferenza dei presidenti.
In un'intervista con il quotidiano "Kurier", Rosenkranz ha dichiarato di essere "für alles zu haben" per ciò che viene deciso a maggioranza o rispettivamente all'unanimità nella Conferenza dei presidenti. In concreto ha ricordato di aver già sollevato il tema dei controlli di sicurezza in una delle ultime Conferenze dei presidenti. All'epoca, tuttavia, tutti i partiti avevano detto "No", ha detto testualmente Rosenkranz: "In einer der letzten Präsidialen habe ich dieses Thema angesprochen, alle Parteien hätten dazu aber 'Nein' gesagt."
La proposta di Gödl e gli incidenti
La richiesta di controlli di sicurezza proviene originariamente dal capogruppo parlamentare dell'ÖVP Ernst Gödl, che l'aveva ribadita nella trasmissione ORF "Report". Gödl aveva motivato la propria iniziativa con una serie di incidenti nell'orbita dell'FPÖ. In particolare, sono state citate azioni violente a cui hanno partecipato uomini provenienti dall'ambiente FPÖ, tra cui un'aggressione a un tassista a Leoben.
Rosenkranz ha ammesso nell'intervista al "Kurier" di non aver saputo, al momento della nomina di Weinert, che il collaboratore coinvolto nell'incidente di Leoben fosse già uscito dall'FPÖ. Nel merito ha sottolineato che nel caso in questione non si tratta di manifestazioni o di una visione del mondo, bensì del "Vorwurf einer strafbaren Handlung". Cose del genere nel Parlamento "nichts zu suchen".
Weinert e le corporazioni studentesche
Contemporaneamente Rosenkranz ha difeso la nomina di Weinert a nuovo direttore parlamentare. Per la posizione si era svolta una regolare procedura di selezione con un totale di undici candidature. Ha inoltre respinto l'accusa che i membri di corporazioni studentesche (Burschenschaften) in Austria siano soggetti a un divieto professionale: "Es gibt auch für Burschenschafter in Österreich kein Berufsverbot." Questa affermazione è strettamente collegata al dibattito sulle sovrapposizioni di personale tra corporazioni studentesche, FPÖ e Identitari.
Riguardo alla classificazione degli Identitari come estrema destra da parte dell'autorità austriaca per la protezione della Costituzione, Rosenkranz si è espresso in modo differenziato. Ha detto di poter "durchaus vorstellen, auch nach den Beispielen, wo Gewalt geübt wurde, dass zumindest Teile davon tatsächlich auch Gewalt als Mittel einsetzen und daher rechtsextrem". I membri degli Identitari "nicht nur gewaltbereit sind, sondern gewalttätig".
Protezione della Costituzione e Identitari
Al centro dello scontro politico c'è anche il concetto di "Remigration". Rosenkranz, che a differenza del secondo presidente del Consiglio Nazionale Peter Haubner (ÖVP) e della terza presidente Doris Bures (SPÖ) non ha inflitto alcun richiamo all'ordine ai deputati FPÖ che hanno usato il termine in Consiglio Nazionale, ha respinto l'interpretazione come parola d'ordine. "Für mich ist 'Remigration' ein Begriff, der aus der Wissenschaft kommt, der seit den 1960er-Jahren verwendet wird. Der Begriff komme aus dem Lateinischen", ha spiegato Rosenkranz. Ha rifiutato "intellektuell" di definire il termine una parola d'ordine.
Controversia sul concetto di "Remigration"
Allo stesso tempo Rosenkranz ha chiarito che l'FPÖ con "Remigration" non intende deportazioni di massa. Alla domanda se il termine significhi deportazioni di massa, ha risposto: "Um Gottes willen, nein." Un'espulsione "nach den geltenden Bestimmungen" è ciò che "wir Freiheitlichen" intendiamo con Remigration e ciò che è anche contenuto nel programma elettorale. Ha tuttavia sottolineato che la revoca della cittadinanza e l'espulsione di persone "keine freiheitliche Gesinnung" siano e non rappresentino "keine Rechtsstaatlichkeit".
I Verdi hanno nel frattempo inasprito le proprie critiche a Rosenkranz. Il portavoce verde per l'estremismo di destra Lukas Hammer ha dichiarato in un comunicato che Rosenkranz sia "für dieses Amt absolut ungeeignet" e abbia "das Vertrauen des Parlaments mittlerweile endgültig verspielt". Hammer ha inoltre accusato Rosenkranz di assumere il ruolo di vittima, invece di confrontarsi in modo critico con le "extrem rechten Umtrieben" del proprio partito.
Critiche dei Verdi e richiesta di revoca
Hammer ha inoltre annunciato che i Verdi devono discutere urgentemente un meccanismo per la revoca del presidente del Consiglio Nazionale: "Wir müssen dringend über eine Abwahlmöglichkeit sprechen." Rosenkranz ha reagito in modo elusivo e sostanzialmente aperto: "Wenn es eine Mehrheit gibt, warum nicht?" Non si considera un sovrano assoluto: "Ich bin kein Diktator hier." Se l'ÖVP presentasse una mozione corrispondente, ciò potrebbe portare a una modifica del regolamento interno, "und die wird dann durch mich vollzogen", ha detto Rosenkranz.
Anche questioni procedurali riguardanti il Consiglio Nazionale giocano un ruolo nel dibattito. L'ÖVP aveva recentemente richiesto concretamente controlli di sicurezza, richiamando i legami resi noti tra collaboratori parlamentari dell'FPÖ e gli Identitari. Dal punto di vista dell'ÖVP è necessario un nuovo strumento per poter impedire in futuro che persone con un tale background operino nell'ambito parlamentare. L'FPÖ ha dal canto suo dichiarato di essersi già separata dal collaboratore coinvolto nell'incidente di Leoben.
Questioni aperte e prospettive
La disputa si inserisce in un dibattito di più lungo periodo sul ruolo della protezione della Costituzione nella valutazione dei movimenti politici. L'Ufficio federale per la protezione della Costituzione e la lotta al terrorismo classifica il movimento Identitario in Austria come di estrema destra; anche il Ministero dell'Interno condivide questa valutazione. Rosenkranz vi ha fatto riferimento, senza adottare la classificazione nella sua interezza, rimandando tuttavia a concreti episodi di violenza come motivazione per la valutazione almeno di parti del movimento.
Resta aperto se la Conferenza dei presidenti adotterà effettivamente nelle prossime settimane una delibera sui controlli di sicurezza. Le posizioni delle cinque frazioni rappresentate nella Conferenza dei presidenti non sono state finora coordinate; le delibere unanimi nella Conferenza dei presidenti sono considerate un'eccezione. Inoltre non è chiaro come un eventuale meccanismo di revoca per la carica di presidente del Consiglio Nazionale potrebbe essere configurato sul piano costituzionale e quali maggioranze parlamentari sarebbero necessarie.
Sia l'ÖVP sia i Verdi hanno chiarito di voler mantenere il tema. Gödl ha sottolineato che i recenti incidenti nell'FPÖ hanno ribad
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