Riforma cure Germania 2026: tagli e critiche | quotidiano360
Riforma delle cure, il governo tedesco vara i tagli: opposizione e Comuni all'attacco
Berlino, 5 giugno 2026
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Summary
Il ministero della Salute tedesco guidato da Nina Warken ha presentato una riforma della Pflegeversicherung che introduce tagli alle prestazioni e nuovi oneri per figli unici, coniugi e Comuni. Opposizioni, associazioni di pazienti e sindaci denunciano un pacchetto squilibrato che grava su assistiti e contribuenti. Il governo punta ad approvare la legge prima della pausa estiva di luglio.
Berlino, 5 giugno 2026
La ministra federale della Salute Nina Warken, esponente della CDU, ha presentato un progetto di riforma della Pflegeversicherung che prevede tagli alle prestazioni e nuovi oneri contributivi per stabilizzare un bilancio in rosso di miliardi, ma la proposta è duramente contestata da opposizioni, Comuni e associazioni di settore.
Il documento, ottenuto da Deutschlandfunk e da altri media e diffuso giovedì 5 giugno 2026, delinea un pacchetto di "freni alla spesa" e di entrate aggiuntive pensato per evitare un generale aumento dei contributi, in un contesto in cui la Pflegeversicherung versa in una crisi strutturale di liquidità. Secondo il ministero, il disavanzo ammonterebbe a circa 7,5 miliardi di euro già nel prossimo esercizio e potrebbe salire a 15 miliardi entro il 2028, con un fabbisogno complessivo che la ministra intende coprire attraverso una combinazione di risparmi e nuove voci di entrata per circa 11 miliardi l'anno prossimo e oltre 20 miliardi cumulati entro il 2030.
La crisi della Pflegeversicherung e i numeri del disavanzo
Sul fronte delle entrate, la riforma prevede un innalzamento dell'addizionale per i senza figri dallo 0,6 allo 0,7 punti percentuali, portando l'aliquota complessiva a carico dei lavoratori senza figli al 4,3 per cento. È inoltre previsto un aumento della Beitragsbemessungsgrenze, il massimale contributivo, con effetti sui lavoratori che oggi superano i 5.812,50 euro mensili: secondo i calcoli del ministero, l'onere aggiuntivo massimo sarebbe di 17 euro al mese. Dal 2028, inoltre, la gratuità della co-assicurazione del coniuge sarà limitata ai casi di pensionati, genitori di figli sotto i sette anni o con disabilità, caregiver familiari e familiari che assistono persone non autosufficienti; per gli altri sarà introdotto un contributo dello 0,52 per cento sul reddito imponibile del partner.
Sul versante delle prestazioni, il progetto introduce una serie di misure che hanno attirato critiche trasversali. I requisiti per l'accesso ai Pflegegrad 1, 2 e 3 saranno irrigiditi, sebbene le persone già classificate manterranno il proprio grado. Viene eliminato l'Entlastungsbetrag fino a 131 euro mensili per il grado 1, mentre per i gradi 2 e 3 l'importo sarà dimezzato nei primi tre mesi. Per i residenti in case di riposo, le soglie di incremento dei sussidi statali — oggi al 15 per cento nel primo anno, 30 dopo dodici mesi, 50 dopo ventiquattro e 75 dopo trentasei — slitteranno di sei mesi ciascuna, con il raggiungimento del massimo del 75 per cento rinviato a quattro anni e mezzo di permanenza.
I tagli alle prestazioni e i nuovi requisiti per i gradi di assistenza
I contributi pensionistici versati dalla Pflegeversicherung per i familiari che assistono un parente non autosufficiente saranno ridotti al 70 per cento del livello attuale, con effetti diretti sulle future prestazioni pensionistiche di centinaia di migliaia di caregiver. Secondo il ministero, tale misura — "notwendige Maßnahme zur finanziellen Stabilisierung der sozialen Pflegeversicherung" — dovrebbe generare circa due miliardi di risparmi annui. È inoltre previsto l'accorpamento di diverse prestazioni singole per l'assistenza domiciliare in budget complessivi, l'introduzione di una nuova "Pflegebegleitung" finanziata con i risparmi dell'Entlastungsbetrag, un "Überbrückungsbudget" per coprire l'assistenza in caso di crisi sanitarie o assenza improvvisa del caregiver principale, e un adeguamento annuale all'inflazione degli importi corrisposti dalle casse di assistenza a partire dal 2028.
La riforma è tra i progetti che il governo federale intende approvare entro l'estate 2026, idealmente prima della pausa parlamentare di luglio. Dopo l'iter parlamentare al Bundestag, il testo dovrà passare al vaglio del Bundesrat. Lo stesso esecutivo riconosce la necessità di reperire risorse aggiuntive senza scaricarle interamente sui contribuenti, ma il delicato equilibrio tra tagli, nuove entrate e tutele sociali è al centro di un acceso confronto politico.
Le critiche di Janosch Dahmen: una "Kürzungsreform"
Le critiche più dure arrivano dall'esperto di sanità dei Verdi Janosch Dahmen, che in un'intervista alla Deutsche Presse-Agentur ha definito la proposta una "Kürzungsreform" anziché una riforma strutturale: "Das ist keine Strukturreform, sondern eine Kürzungsreform". Dahmen ha sottolineato che la principale voce di risparmio consiste nelle restrizioni all'accesso alle prestazioni, con oneri aggiuntivi per gli assistiti sotto forma di compartecipazioni, perdita di tutele previdenziali per i caregiver familiari e maggiori costi di assistenza sociale a carico dei Comuni. "Gleichzeitig würden Pflegebedürftige bei Eigenanteilen belastet, pflegende Angehörige verlören soziale Absicherung, und Kommunen müssten mit mehr Sozialhilfekosten rechnen", ha dichiarato. "Die Kosten der Pflege verschwinden dadurch nicht – sie tauchen nur an anderer Stelle wieder auf", ha aggiunto, ricordando che la Germania spende per l'assistenza, in rapporto al Pil, meno di molti Paesi europei comparabili nonostante una popolazione significativamente più anziana.
La protesta dei Comuni guidati da Burkhard Jung
Sulla stessa linea il presidente del Deutscher Städtetag e sindaco di Lipsia Burkhard Jung, che ai giornali del Funke Mediengruppe ha definito il piano uno "Schlag ins Gesicht der Kommunen", un ceffone ai Comuni, che già sostengono i costi dell'assistenza sociale quando le persone non autosufficienti scivolano nella Sozialhilfe. Jung ha avvertito che la riforma, anziché alleggerire i bilanci municipali, produrrà ulteriori oneri per miliardi nei prossimi anni e ha chiesto il ritiro del testo: "Dieser Entwurf darf so niemals den Bundestag passieren".
Dello stesso avviso è il presidente dell'Arbeitgeberverband Pflege Thomas Greiner, che in un'intervista alla Rheinische Post ha denunciato i "Raubzug bei Beitragszahlern, Pflegebedürftigen und Kommunen", che a suo dire non creerebbe nemmeno un posto letto in più: "Dieser Raubzug bei Beitragszahlern, Pflegebedürftigen und Kommunen schafft nicht einen Pflegeplatz". Greiner ha ricordato le lunghe liste d'attesa già esistenti per l'accesso alle strutture residenziali e ha criticato l'assenza di misure strutturali in grado di ampliare l'offerta.
La difesa di Jens Spahn e le tensioni nella maggioranza
A sostenere la linea del governo è invece il capogruppo parlamentare CDU/CSU Jens Spahn, già ministro federale della Salute, che nell'ARD "Interview der Woche" ha difeso il lavoro della ministra: "Ich finde, die Ministerin macht da einen schweren, aber notwendigen Schritt und legt ein ausgewogenes Paket vor". Spahn ha riconosciuto la gravità della situazione finanziaria: "Aber die Pflegeversicherung – wie übrigens auch die Krankenversicherung – die sind schlicht und ergreifend pleite". Pur riconoscendo che si tratta di un "passo difficile ma necessario", Spahn ha invitato la maggioranza a sostenere il testo nonostante le resistenze interne.
Anche l'SPD, partner di governo in alcune legislature regionali e tradizionale interlocutore sulle politiche sanitarie, ha annunciato richieste di modifica. Il partito socialdemocratico, insieme alla CSU, ha già presentato una serie di emendamenti volti a mitigare i tagli alle prestazioni e a riequilibrare la distribuzione degli oneri. Critiche analoghe sono giunte dalla Stiftung Patientenschutz e dal Sozialverband Deutschland, che hanno parlato di un pacchetto sbilanciato e prevalentemente a scapito di assistiti e contribuenti, e dal capogruppo parlamentare della Linke Sören Pellmann, secondo cui i tagli rischiano di aggravare il fenomeno della povertà in età avanzata. La Kassenärztliche Bundesvereinigung ha definito il pacchetto squilibrato, mentre il governo insiste sulla necessità di stabilizzare il sistema senza ulteriori aumenti generalizzati dei contributi.
Iter parlamentare e prossime tappe
Sul piano più tecnico, la riforma introduce anche un regime di co-assicurazione a contribuzione ridotta per i minijob, con un'aliquota del 3,6 per cento — questa volta interamente a carico del datore di lavoro — su retribuzioni fino a 603 euro, e prevede l'abolizione, a partire dal 2028, della regola del 2020 che limita il regresso sui figli adulti per le spese di assistenza dei genitori ai soli nuclei con reddito superiore a 100.000 euro annui. È inoltre allo studio, ma ancora non formalizzato nel testo, un regime di deducibilità fiscale dei contributi versati alla Pflegezusatzversicherung integrativa, segnalato dal ministero come mera intenzione.
La portata politica del testo è amplificata dalla convergenza di critiche trasversali: dai Comuni ai sindacati, dalle associazioni di pazienti ai datori di lavoro del settore, l'idea di fondo è che la riforma sposti i costi anziché ridurli. La ministra Warken, dal canto suo, rivendica la necessità di intervenire prima che il disavanzo diventi strutturalmente ingestibile e punta a chiudere l'iter entro l'estate, contando sul sostegno della maggioranza di governo nonostante le resistenze crescenti. Il calendario parlamentare prevede ora l'esame al Bundestag nelle prossime settimane, seguito dal passaggio al Bundesrat, dove i governi regionali — molti dei quali guidati proprio dai Comuni più colpiti — potrebbero chiedere ulteriori modifiche.
Questions & Answers
Quali sono le principali misure della riforma della Pflegeversicherung presentata da Nina Warken?
Il progetto prevede l'innalzamento dell'addizionale per i senza figri al 4,3 per cento, requisiti più severi per i Pflegegrad 1-3, l'eliminazione dell'Entlastungsbetrag per il grado 1 e il dimezzamento per i gradi 2 e 3 nei primi tre mesi, nonché il taglio al 70 per cento dei contributi pensionistici versati ai familiari che assistono un parente non autosufficiente.
Perché Comuni e opposizioni criticano la riforma?
Critiche sono giunte dal presidente del Deutscher Städtetag Burkhard Jung, che l'ha definita uno "Schlag ins Gesicht der Kommunen", e dall'esperto dei Verdi Janosch Dahmen, che l'ha bollata come "Kürzungsreform"; entrambi sostengono che i tagli si trasformeranno in maggiori oneri per i Comuni sotto forma di Sozialhilfe e in costi aggiuntivi per assistiti e caregiver.
Quando il governo intende approvare la riforma e qual è la situazione finanziaria della Pflegeversicherung?
Il governo punta ad approvare la legge prima della pausa estiva del Bundestag di luglio 2026, con successivo passaggio al Bundesrat; il ministero stima un disavanzo di circa 7,5 miliardi nel prossimo anno, in crescita fino a 15 miliardi entro il 2028, e punta a coprire circa 11 miliardi l'anno prossimo e oltre 20 miliardi entro il 2030.